Il sequestratore di ricordi
Romanzo contemporaneo
PAV Edizioni
2 febbraio 2025
Cartaceo, ebook
131
Non sempre si conosce una persona fino in fondo, forse neppure quando si tratta di qualcuno che si è sempre avuto accanto come la propria mamma. A sperimentarlo sono i figli di un'anziana donna, malata di Alzheimer, quando dopo la morte ne ritrovano il diario. Attraverso la lettura delle sue pagine si imbatteranno in dettagli inaspettati che mettono in discussione tutta la sua vita e si renderanno conto di non averla mai conosciuta. Ma si tratta davvero di un ricordo vissuto o piuttosto è il frutto della sua immaginazione?
Ci troviamo davanti a una storia in cui realtà e fantasia si intrecciano fino alla fine, ponendo a ogni scoperta lo stesso interrogativo: verità o invenzione?
“Il sequestratore di ricordi” è il nuovo, meraviglioso romanzo di Filomena Arienzo, edito da PAV Edizioni.
L’autrice ci porta a bordo di un aereo, in cui la protagonista, Giuditta Parisi, osserva i passeggeri e le hostess che si muovono e parlano intorno a lei. Seduta accanto al finestrino, volge lo sguardo fuori, nel blu ipnotico.
“La visione di quell’immenso oceano mi porta di nuovo nel mio mondo, un mondo molto diverso da quello reale, a cui ora più che mai non voglio assolutamente appartenere.”
Il suo più che un viaggio, è un salto nel vuoto.
Si è lasciata alle spalle i suoi affetti e il suo paese di provincia per approdare a New York, “per rincorrere un sogno, che fra l’altro è un sogno a tempo determinato.”
L’impiego è allettante: far parte della redazione del New York Times.
La concitazione per quella nuova vita che la stava attendendo non è nulla in confronto a quello che accadde in fase di atterraggio.
“Poi all’improvviso: il buio, un grosso boato e più niente.”
Dal secondo capitolo Filomena Arienzo ci sorprende. Quando la protagonista si risveglia, scopre di non essere più una giovane stagista, ma un’anziana nonna!
Un bel coup de théâtre. E non sarà il solo.
È un gioco ad incastri della memoria, questo romanzo.
“Quando c’è stato l’incidente? Ieri? Il due di ottobre che era ieri, giusto? Così se oggi esco dall’ospedale, domani posso essere lì alle nove. Ah sì, che sciocca! Ma dove mi trovo?” – “Il sequestratore di ricordi”
Attraverso dei flashback ben costruiti, iniziamo a conoscere la storia della protagonista. Ricordi, in parte confusi, in parte lucidi, si affollano nella sua mente. L’autrice tocca il delicato tema della malattia di Alzheimer.
Filomena ci offre una storia che, inizialmente, richiama le “sliding doors”, cosa sarebbe accaduto se…?
E il lettore rimane disorientato perché non comprende quale sia la versione reale e quella immaginata. Ma questo è proprio il bello del romanzo, scoprire cosa effettivamente sia accaduto.
Giuditta ricorda, o forse sogna, momenti della sua vita passata. Riportata alla realtà da una voce o da un suono, decide di fissare su carta quei ricordi o manifestazioni oniriche, per non dimenticare.
“Scriverò questa storia sul mio diario!”
Dopo la morte della mamma, i suoi figli, Luca e Angelo, trovano davvero un diario.
“Era uno di quei diari segreti con tanto di lucchetto, quindi impossibile da aprire senza chiave (…) appena scostata la copertina rigida, comparve all’interno, sulla prima riga di quei tanti fogli, una data: 2 marzo 1969.”
Il diario è il filo conduttore anche del primo romanzo di Filomena, “Il libriccino ingiallito”.
Altresì in questo secondo libro, troviamo una nota autobiografica. La protagonista, come l’autrice, è laureata in Lettere ed è giornalista (o forse, è quello che avrebbe voluto diventare).
I fratelli sono perplessi, per quale motivo la loro mamma non aveva mai fatto menzione del periodo trascorso a New York? Forse perché non era vero. Loro sapevano che “alla mamma piaceva inventare storie”
Quante sorprese affiorano da quelle pagine ingiallite.
“Da quegli scritti traspariva una felicità di cui in vita loro non erano mai stati testimoni. Non avevano quasi mai visto sul volto della madre gioia o qualsiasi altra espressione se non quella di dolore, infelicità, sofferenza, solitudine.”
E se in quel diario Giuditta avesse voluto riversare e imprimere una felicità fittizia che, nella realtà, non aveva mai provato?
“Il sequestratore di ricordi” del titolo è questa terribile malattia degenerativa di cui soffre la protagonista:
“Con l’Alzheimer a poco a poco, scomparsi i ricordi più recenti, erano riaffiorati quelli più indietro nel tempo, quelli che appartenevano ormai al passato, un passato che nessuno conosceva e che nessuno aveva mai conosciuto, forse neanche lei stessa, visto che lo aveva rimosso.”
Ma “il sequestratore” è anche quel diario al quale Giuditta aveva affidato le sue memorie, custodendole sottochiave.
Mentre lo stile del primo romanzo di Filomena era più vicino a quello delle sue amate poesie, di cui ho avuto il piacere di leggere e recensire entrambe le sillogi: “Assorta” e “Momenti incespicanti”; questo secondo romanzo, a mio avviso, consacra Filomena come narratrice e scrittrice. Anche se non manca qualche concessione poetica, come l’utilizzo dell’anafora: “Forse li avrebbe fatti soffrire finanche di più / Forse era meglio non sapere affatto / Forse la cosa più giusta da fare era rimanere per sempre nel dubbio.”
Un romanzo bellissimo, emozionante, pieno di piccoli misteri che affondano le radici in un lontano passato.
Consiglio il libro di Filomena a chi ama leggere la narrativa arricchita da un delizioso tocco mistery.
“Tutto ciò che scoprivano man mano finiva sempre per annullare quanto trapelato in precedenza, e quello che inizialmente appariva come vero, poi si rivelava essere falso.”
Ringrazio tantissimo l’autrice, Filomena Arienzo, per avermi inviato una copia cartacea del suo romanzo.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.