Fantascienza

Recensione: “Il segreto della sorgente” di Luca Rossi

Il segreto della sorgente Book Cover Il segreto della sorgente
I rami del tempo
Luca Rossi
Fantascienza
Self Publishing
Ebook/Cartaceo
237

"Sono in molti a credere che lei sia quella giusta, l’Erede della Luce, colei che, in un universo dominato dalla scienza e dalla tecnologia del Presidente Molov, risveglierà la parte più profonda degli individui. Ne è convinta la sua compagna Miril, hanno fede in lei la mutante Ipsia e il Maestro Elor e soprattutto gli abitanti delle Terre Libere di Vaior, l’ultimo baluardo di vera libertà. Ma a non credere in sé stessa è proprio Lil, distrutta dai sensi di colpa per la scomparsa del suo mondo e incapace di fare i conti con un destino che le ha già portato via quasi tutto.

Eppure per Lil non c’è più tempo. Nelle Terre Libere nulla è come appare. Valika, sua futura guida spirituale, è la prima ad aver rinnegato gli ideali più puri e il fanatismo delle vestali del Santuario, unito alla brama senza fine di beni materiali, minaccia lo scoppio di una guerra fratricida.

L’unica soluzione è raggiungere la Sorgente di cui parla un’antica Profezia. Ma a sbarrar la strada a Lil è il peggiore dei pericoli nei quali possa imbattersi un essere vivente, la negazione stessa della vita. E proprio coloro di cui ha più bisogno saranno i primi a tradirla."

Trilogia per Luca Rossi

 

Un libro che mi ha leggermente deluso. Alla prima pagina pensavo sarebbe stato un libro diverso, un libro che ti cattura fin dall’inizio e ti accompagna fino alla fine senza che tu te ne renda conto.

Ma non è stato così.

Da tempo si discute su quale forma narrativa sia migliore tra il semplice raccontare e il mostrare. A mio parere sono entrambe valide, se li si sa utilizzare.

Luca Rossi in questo libro mi ha dato l’impressione che abbia scelto per il “semplice raccontare”.

Qui le cose accadono e basta, quasi senza un motivo, quasi perché dovessero andare per forza così. E se un motivo c’è, è troppo debole e superficiale per giustificare l’azione. Il lettore, in questo caso io, si trova davanti a delle scene che si susseguono e a volte si contraddicono.

Ogni riferimento a Sentiak che fa lo spavaldo e poi è terrorizzato da faticare a parlare davanti al nemico, è puramente voluto.

Le parole del libro non ti catturano, ma scorrono via lente e noiose, lasciando un retrogusto amaro in bocca, anziché prenderti per mano e accompagnarti nel proseguire della storia.

Da questo punto di vista mi ha ricordato molto un’altra lettura simile, ovvero Il Piacere di D’Annunzio.

Tornando al libro, mi ha deluso per il fattore psicologico, ogni personaggio mi ha dato l’impressione di avere la stessa voce alle spalle, non ho trovato elementi caratterizzanti che mi facessero dire quale personaggio stesse parlando.

Forse un approfondimento psicologico dei personaggi fin dalle prime pagine, e mostrare le loro reazioni agli eventi, e non solo raccontarle, avrebbe sicuramente aiutato a tenere alta la concentrazione, e perché no?, anche immedesimarsi nella storia e lasciarsi trasportare dagli eventi narrati.

Il finale mi ha lasciato un po’ di stucco, ma il finale è solo una parte dell’opera con una sua importanza, ma non può giustificare l’intera opera.

Un punto di forza però l’ha, questo libro: da circa metà libro in poi, mi è venuto in mente come utilizzerei la storia di quel libro narrata in quel modo, ovvero, per girarci un film di serie B, e io amo i film di serie B.

Qui inserirei: Ma è pur vero che si tratta di una trilogia, e questo è il terzo volume e io non ho letto i primi due, quindi magari questo mio “tedio” è dovuto a questo.

Per i motivi sopra descritti 2 stelle e mezza a questo terzo capitolo della saga de “I Rami del Tempo”

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