Il sapore del sangue
Thriller
LifeBooks
28 agosto 2024
cartaceo, ebook
194
Anni '90. A Udine vengono uccise delle ragazze e la polizia brancola nel buio, dopo alcuni mesi gli omicidi, inspiegabilmente, si fermano.
Giorni nostri. Il terrore torna a popolare le vie di Udine e il commissario Sonia Volpato capisce che l'incubo di trent'anni prima si è ripresentato nella sua città. Alcune donne vengono brutalmente uccise e sulla guancia c'è impresso, di nuovo, il segno dell'assassino. E' una lotta contro il tempo, ma anche un sottile gioco d'astuzia e tensione tra Sonia e l'omicida.
“A Udine era tornato quell’incubo, il peggiore di tutti, e questa volta toccava a lei dipanarlo”. “Il sapore del sangue” di Stefania P. Nosnan, Life Books, si ambienta a Udine, dove si consumano efferati omicidi ai danni di alcune adolescenti ed è panico. Sonia è spaventata poiché si tratta di ragazze di sua conoscenza e potrebbe esser stato anche uno dei suoi amici ad ucciderle. Quello che non sa è che sta per esser aggredita dall’assassino poiché l’ha presa di mira, considerandola la sua musa. Fortunatamente, riesce a fuggire e le resta solo una cicatrice sul collo, provocata dal coltello dell’aggressore.
Circa vent’anni dopo, la giovane ha realizzato il suo sogno ed è diventata commissario di polizia. E proprio in occasione di una rimpatriata con gli ex compagni di scuola, si verifica un omicidio con le stesse modalità di quelli di tanti anni prima. Il killer è tornato. Ed è tornato per lei.
“Il tempo e la maturità non hanno cambiato tutti” – Il sapore del sangue
Sonia è una bella donna e un brillante commissario di Polizia. Era ciò che sognava fare quando era una ragazzina dalla corporatura esile e priva di civetteria, per questo era presa di mira dalle compagne di scuola più popolari tra i ragazzi. Per lei, invece, non erano altro che amici, con i quali trascorrere del tempo e praticare sport. Non pensava a loro come probabili fidanzatini, aveva ben altro per la testa. Il suo pensiero fisso era convincere la madre a firmare la richiesta per entrare all’accademia di Polizia. Era una brava figlia, un’ottima studentessa, una ragazzina ben educata, modesta e sveglia.
Un tempo, la sua migliore amica era Chiara, un’avvenente ragazza, sempre vestita all’ultima moda e tesa unicamente a mettersi in mostra per conquistare il bello di turno. Chiara è molto ammirata, sia dai ragazzi che dalle coetanee, che vorrebbero essere come lei. La sua superficialità e le sue meschinità l’hanno allontanata da Sonia, ora presa di mira da lei insieme al suo nuovo gruppetto. Crescendo, Chiara non è migliorata. Anche lei ha realizzato il suo sogno: sposare un uomo ricco e vivere una vita agiata.
Tra gli amici di Sonia c’era anche Matteo, fratello di Chiara. Un ragazzo che condivideva con lei la passione per lo sport e con cui c’era una sana competizione. Era totalmente diverso dalla sorella. Era gentile e forse aveva una cotta per Sonia, sebbene non l’avesse mai dichiarato. Edoardo, invece, era un ragazzo più grande di loro, destinato a diventare un grande chirurgo. Era affascinante e piaceva a tutte le ragazze, ma questo non lo aveva reso spocchioso o arrogante. In realtà, era un giovane sensibile e maturo, un ottimo studente che desiderava realizzare i propri progetti futuri, studiando medicina con passione. Tra lui e Sonia si era instaurato un certo feeling.
“Era quasi una sfida tra due menti brillanti, ma era convinto che avrebbe vinto lui: dettava legge ed era più in gamba” – Il sapore del sangue
Lo stile di Stefania Nosnan è sempre molto fluido, perciò le sue letture si affrontano piacevolmente e si esauriscono in breve tempo. Il linguaggio è semplice poiché usa una terminologia accessibile a tutti i lettori, i concetti espressi sono chiari e la trama lineare. Sa equilibrare i dialoghi tra i suoi personaggi con le parti introspettive, caratterizzandoli e presentandoceli nella loro interezza.
Ho sempre apprezzato i suoi romanzi storici per le interessanti informazioni che ne traevo e per le loro appassionanti trame. Avevo avuto modo di apprezzarla anche in veste di autrice di romanzi gialli, leggendo “Sangue agli dei“, dove aveva dimostrato di sapersi muovere anche in ambiti diversi rispetto ai suoi abituali. Non è stata, quindi, una sorpresa trovare questo suo nuovo romanzo gradevole, avvincente e ricco di suspense.
“Eppure, a Udine non ci sono solo momenti positivi, a volte riemergono ricordi e atti che il tempo riporta a galla con feroce crudeltà” – Il sapore del sangue
Si divide in due parti, una relativa l’adolescenza di Sonia nella Udine degli anni Novanta, l’altra, invece, si sviluppa ai giorni nostri, quando Sonia è una donna adulta e realizzata. L’ambientazione è affascinante. Ci mostra una città a misura d’uomo, relativamente piccola e ospitale, per poi trasformarsi. Si veste di ombre, diventa cupa e nulla è più come prima. La trama si presenta dinamica, il ritmo è assai rapido.
Ho apprezzato soprattutto il finale, per nulla scontato. Sia dal punto di vista dell’identità dell’assassino sia da quello personale della protagonista. Una lettura che ho terminato in un solo giorno e che, come tutte le altre di quest’autrice, ho gradito. L’unico piccolo appunto che potrei fare è qualche stereotipo nel caratterizzare i personaggi, a partire dalla protagonista, per il resto mi sentirei sicuramente di consigliarlo. A chi? A tutti coloro che amano i thriller ambientati in Italia dove si assiste ad un’avvincente sfida da killer e ispettore di Polizia.
“Eppure c’erano momenti come quelli passati, dove la giustizia trionfava, che la rendevano felice di aver stretto i denti ed essere andata avanti”
Credete che possa fare a caso vostro?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆