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Recensione: “Il romanzo da tre soldi” di Bertold Brecht, L’Orma Editore

Il romanzo da tre soldi Book Cover Il romanzo da tre soldi
Bertold Brecht
classico
L'Orma
10 settembre 2020
cartaceo, ebook
408

In una Londra di inizio Novecento, malfamata, caricaturale e allegorica – ispirata al cinema muto, ai fumetti e alla prima letteratura pulp – Macheath e i suoi compari di malaffare sovrintendono a un mondo di rispettabili delitti, legato a doppio filo alla politica e agli interessi finanziari. C’è Peachum, «la massima autorità in tema di miseria», che tiene scuola su come mendicare, Coax che prende una percentuale su tutti i traffici della città, Polly che si innamora del lato violento della vita, e poi una folla di personaggi gregari – avvocati, ministri, vescovi, banchieri e truffatori di ogni sorta –, tutti ingranaggi di un gigantesco meccanismo di denari e raggiri.

Traendo spunto dalla propria pièce teatrale più famosa, Bertolt Brecht scrisse nel 1934 un romanzo fulminante – il suo unico pienamente compiuto e pubblicato in vita – che racconta la società capitalistica come un universo di gangster svelandone le storture e le crudeltà con straordinaria inventiva umoristica.

Il romanzo da tre soldi viene qui ripresentato dopo cinquant’anni di assenza dalle librerie nella celebrata versione di Franco Fortini e Ruth Leiser.

 

“Brecht spoglia dei concetti giuridici che le rivestono come drappi le condizioni in cui viviamo. L’umano appare allora nudo come arriverà ai posteri. E purtroppo fa un effetto disumano. Ma non è colpa dello scrittore satirico. Spogliare i propri concittadini è precisamente il suo compito”

 

Questa valida interpretazione dell’opera di Brecht, fatta da Walter Benjamin e tradotta da Marco Federici Solari, è il punto da cui ho deciso di partire per mettere a lavoro la mia mente su riflessioni che, seppur riferite ad un opera novecentesca, siano connotate del requisito dell’attualità.

Il romanzo da tre soldi” di Bertold Brecht è ambiento nella Londra di età vittoriana, poco prima dell’incoronazione di una nuova regina (mai nominata nel testo originale), che viene ormai identificata nella regina Vittoria. La versione dell’opera che oggi è oggetto di recensione è curata da Franco Fortini e Ruth Leiser, la cui traduzione è, a mio parere, magistrale (una delle migliori in circolazione).

Contestualizzo in poche parole quest’opera che, sappiamo, nasce per essere rappresentata a teatro, ma che oggi leggiamo in prosa. La storia rappresentata è calata, come abbiamo anticipato, nell’era vittoriana, che apre una Studio sull'Opera da tre soldi. - YouTubeintensa fase di progresso e innovazione, ma anche di conflitti sociali e politici. Siamo nell’epoca della rivoluzione industriale, che fa emergere la Gran Bretagna al di sopra delle altre potenze mondiali. L’altra faccia del boom economico, tuttavia,  è la povertà delle classi non agiate, che aumenta in modo proporzionale all’aumentare della ricchezza dei nobili.

Brecht vuole denunciare proprio questo contrasto: da una parte, l’avidità e la corruzione del capitalismo, dall’altra la povertà del popolo, che continua a patire la fame, fino a morirne. Non a caso, il personaggio di Peachum è un prodotto dell’ambiente in cui vive, fatto di crimini, inganni e sotterfugi; e questa mimesi è per lui fondamentale per sopravvivere alla società e garantire sostentamento alla propria famiglia. Non si preoccupa, a tal fine, di assumere falsamente posizioni morali o religiose (richiamando spesse volte citazioni tratte dalla Bibbia, come la parabola dei talenti) pur di pervenire ad un tornaconto personale.

Amici miei, su questa Terra noi incontriamo a ogni passo la diseguaglianza. Ognuno viene al mondo come un esserino nudo e spoglio. Nulla lo distingue da un qualsiasi altro lattante. Ma dopo un po’ di tempo appaiono le differenze. C’è chi si ferma al livello più basso e c’è chi invece continua a svilupparsi. Chi è più intelligente del prossimo suo, più laborioso, più risparmiatore, più energico, lo sorpassa grazie alle proprie capacità. Ed è considerato più ricco, più potente, degno di maggior rispetto. Compare l’ineguaglianza. Ebbene, qual è il comportamento di Nostro Signore?

Il messaggio forte che sovrasta è il crollo dei valori morali. Lo stesso aspetto emerge, da una prospettiva tuttavia diversa, nel personaggio di Macheath, che si erge qui a rappresentante della classe medio-borghese. Egli vuole lasciarsi alle spalle la sua vita da criminale e servirsi dei soldi accumulati negli anni per sistemarsi ed entrare nel mondo della borghesia londinese. Sembrerebbero nobili propositi, se non fosse il fatto che il personaggio vuole perseguire tutto ciò senza però cambiando il suo stile di vita moralmente becero. Ad esempio, anche da sposato continuerà a frequentare bordelli; si abbandonerà a piccoli furti; tradirà l’amicizia di chi gli è intorno. La finalità è sempre la stessa: perseguire un interesse personale.

Due o tre volte era stato coinvolto in qualche scandalo. Ogni volta gli era stato facile dimostrare la propria innocenza. Mai si era giunti a un’inchiesta. Eppure nella City c’era gente che non possedeva negozi, né era imparentata con proprietari di negozi e con famigliari di essi, e che, seppure non apertamente, affermava che il signor Macheath non era un gentleman. Alcuni avrebbero preferito, invece di pacifiche transazioni, dei buoni processi; secondo altri invece gli avvocati del signor Macheath erano troppo bravi.

Sintomatica per comprendere questo rapporto tra moralità ostentata (anche falsamente) e vita reale è la canzone (gli intramezzi musicali che si ritrovano spesso all’inizio di un capitolo rievocano la maternità teatrale dell’opera). In una di queste si intona proprio un messaggio emblematico: prima di predicare sul comportamento morale delle persone, ci si dovrebbe prima assicurar che tutti abbiano cibo da mangiare. Il tema della denuncia sociale continua a essere una costante dell’opera.

La moralità diventa uno strumento in mano ai ricchi e ai potenti per mantenere le loro posizioni;Trieste - Teatro Verdi: L'opera da tre soldi | OperaClick contemporaneamente per i poveri procede di pari passo con la sopravvivenza. Questi contrasti si ritrovano in tutti i personaggi della storia, sempre in bilico tra l’interesse personale e l’amore o l’amicizia o qualsiasi altro valore morale. Peachum vuole liberarsi di  Macheath, nonostante la figlia Polly lo ami, per preservare i suoi affari; Jenny si trasforma in Macheath perché ha bisogno di soldi, non certo per vendicarsi di quanto subito;. Brown, nonostante l’amicizia, acetta di catturare Macheath perché ha paura che i mendicanti di Peachum possano interrompere l’incoronazione della regina.

Ma in tutto questo buio sociale, emerge un sentimento valoriale: l’amore di Polly. Lei ama davvero Macheath ed è disposta a tutto pur di aiutarlo, anche una volta scoperti i suoi tradimenti. Un altro messaggio tra le righe che Brecht vuole dare al suo pubblico?

In realtà, ci sarebbero tante altre cose da dire sull’opera (penso, ad esempio, agli aspetti dell’ideologia marxista che si intravedono); ma non basterebbero articoli. Ciò che qui mi sento di accentuare è il piacere che ho provato nel corso della lettura. Una trasposizione in prosa davvero chiara, rispettosa del testo originale, leggera, musicale. Consiglio la lettura di questa edizione sia a chi già conosce l’opera di Brecht sia a chi non ha ancora avuto modo di approcciarvisi.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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