il richiamo del calabrone
Noir
self publishing
13 FEBBRAIO 2026
cartaceo, digitale
176
Esistono storie capaci di “coccolare” il lettore nonostante la trama ruoti attorno a un delitto e in questo Lucrezia Riberi è stata molto abile. “Il richiamo del calabrone“ è esattamente questo: un noir delicato, capace di far emergere dinamiche familiari incrinate, nuovi legami e promettenti risvolti per il futuro. Il mistero alimenta una sottile curiosità che cresce a mano a mano che le pagine scorrono.
Una punizione che sa di opportunità
La protagonista è Teresa, una ragazza appena diplomata che vede i suoi sogni infrangersi bruscamente: niente viaggio di maturità con le amiche. Come “punizione” per aver deciso di non proseguire gli studi universitari, la madre la spedisce a Montecorvo a casa dello zio Arturo, un uomo invalido, con il compito di fargli compagnia.
All’arrivo, l’umore di Teresa è pessimo. Prevenuta dai racconti poco lusinghieri sentiti in famiglia, la ragazza decide di restare sulle sue, chiusa nella propria reticenza. Tuttavia, la monotonia del soggiorno viene spezzata da un evento inquietante: il badante dello zio è stato da poco ucciso in casa proprio mentre Arturo dormiva.
Oltre le apparenze: il legame tra Arturo e Teresa
È proprio da questo mistero che nasce la loro inaspettata connessione. Nonostante la diffidenza iniziale, Teresa scopre che lo zio non è affatto l’uomo scontroso e “orso” che le era stato descritto. Al contrario, seppur con una certa severità, Arturo le concede molta più libertà di sua madre: la tratta finalmente da adulta, conquistando subito la sua (e la nostra) simpatia.
Il loro crescente feeling li spingerà a improvvisarsi investigatori per sviscerare i segreti dietro l’omicidio e scovare il colpevole. Ma quale sarà il ruolo del “calabrone” in questo mistero? È un interrogativo che accompagna il lettore fino alla fine.
Perché leggerlo
Non svelo altro per non rovinarvi il piacere di sfogliare le pagine di questo romanzo, che segna l’inizio delle avventure della coppia formata da Arturo e Teresa.
È una lettura caldamente consigliata a chi cerca un giallo “umano”, dove l’evoluzione dei rapporti e lo scavo psicologico dei personaggi contano quanto la soluzione del caso. Un esordio che lascia la voglia di seguire ancora questi due improbabili ma affascinanti compagni di indagine.