Il Quadro della Donna sulla Bugatti
Le indagini della Commissaria Lucia Marini
Giallo
self publishing
14 maggio 2026
cartaceo, ebook
224
Un quadro scompare. Una copia prende il suo posto. Una donna dipinta al volante di una Bugatti verde diventa il centro di un mistero che attraversa arte, memoria e potere.
Dopo Ombre di Ambizione e I Segreti dell’Abbazia di Piona, la commissaria Lucia Marini torna sulle rive del Lago di Como per affrontare la sua terza indagine: un caso raffinato, oscuro e profondamente umano, in cui il crimine non si presenta con il volto brutale della violenza immediata, ma con quello più sottile della sostituzione, dell’omissione e della verità manipolata.
Como, settembre 1960. L’Italia sta cambiando. Il boom economico porta nelle città nuove automobili, nuovi consumi, nuove ambizioni. Anche il mondo dell’arte sembra partecipare a questa stagione di prestigio e modernità. In un museo cittadino viene esposto un quadro capace di attirare l’attenzione di studiosi, collezionisti, politici, giornalisti e semplici curiosi: una donna elegante e impenetrabile al volante di una Bugatti verde.
“Il Quadro della Donna sulla Bugatti” di Marco Arezio fa parte della serie “Le indagini della Commissaria Lucia Marini”.
Per il terzo libro di questa serie ci spostiamo da Como e il suo lago per finire sul Lago Maggiore e in Svizzera con il Lago di Lugano. Delle descrizioni puntuali rendono bene le diversità delle tre zone lacustri, città simbolo di questi luoghi che identificano spazi così differenti anche se geograficamente nemmeno troppo distanti. Chi conosce sa che nulla hanno a che vedere le strade che si snodano tra il Lario e le montagne adiacenti con i viali su cui affacciano i grandi hotel di Stresa. Differente e austero il lago di Lugano, soprattutto nelle grandi città.
“Le Isole Borromee sembravano vicine e lontane allo stesso tempo. L’Isola Bella con la sua teatralità aristocratica, l’Isola Madre più ampia e verde, l’Isola dei Pescatori stretta, abitata, quasi umile accanto allo splendore delle altre.”
Protagonista è ancora Lucia Marini, ma non è la stessa dei primi due gialli. Mi spiego meglio, la commissario ha un carattere molto più deciso, il rapporto con le persone che entrano in contatto con lei è più freddo. Qui è solo la poliziotta, intravvediamo Lucia solo nel finale. Per me è positivo poichè lei questo deve essere: la responsabile dell’inchiesta.
Tantissimi, direi troppi, i personaggi che entrano nella vicenda, si fa fatica a seguire l’intreccio che risulta intricato per i troppi legami lavorativi, familiari e di interessi che troviamo.
Siamo nel 1960 ma la storia narrata torna al secondo del secondo dopo guerra in cui molti dovettero lasciare le proprie abitazioni e i propri averi. I commerci illegali di opere d’arte nei paesi di confine erano molti e la Svizzera la faceva da padrone. Attorno a questa realtà Marco Arezio fa rivivere la perdita della tela nominata “Il Quadro della Donna sulla Bugatti” che con se porta delle verità scomode per molti.
Rispetto ai due romanzi precedenti l’ho apprezzato molto di più, la trama è ben strutturata anche se l’intreccio a tratti risulta complesso. Avrei semplificato per rendere la lettura più scorrevole.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!