Il profumo del male
Thriller
Piemme editore
16 settembre 2025
cartaceo e-book
432
Yang Ning, detta Eve, ha un dono raro: possiede un olfatto straordinario, capace di cogliere l'invisibile. Ma da quando ha perso suo fratello. questo dono si è come spento, e riemerge solo in luoghi dove la morte ha lasciato il segno. Chiamata a pulire l'appartamento di una persona scomparsa, Eve percepisce subito qualcosa di strano. Tutto è in ordine, eppure qualcosa stona. Un profumo antico, Madame Rochas, la inquieta. E quando scopre di trovarsi su una scena del crimine, è già troppo tardi: ogni traccia è stata rimossa da lei stessa, e ora è la principale sospettata. Per provare la sua innocenza, dovrà seguire a ritroso una scia sottile a ambigua. E per riuscirci, si affiderà a un alleato inaspettato: Cheng Chunijin, artista geniale e figura controversa. capace di leggere nell'ombra.
“Dietro ogni odore c’era una storia”
“Il profumo del male” di Katniss Hsiao (Piemme editore) pone al centro della sua trama il meno considerato tra i cinque sensi: l’olfatto. E quello di Eve è prodigioso poiché le permette di percepire quello che nessuno vede: storie segrete, vecchi traumi, abitudini e doppie vite nascoste. Il suo lavoro consiste nel ripulire le scene del crimine dopo che la polizia ha fatto i propri rilevamenti. Un giorno riceve l’ordine di pulire un appartamento che crede vuoto, salvo poi scoprire che non è così perché lì c’è il corpo di una giovane deceduta e lei a cancellato ogni indizio. Inoltre proprio lì avverte un profumo che la sconvolge perché le ricorda qualcuno. Per provare la propria innocenza e per scoprire a chi appartiene quella fragranza, Eve percorrerà strade seminate di pericoli.
“Se si chiede a una persona qual è il senso a cui rinuncerebbe, di solito sceglie l’olfatto. Non capiscono che l’olfatto è il senso più distintivo, e che la sua influenza è fondamentale”
La trama di questo thriller è sicuramente originale, ma anche sconvolgente. Il mistero al centro della storia è legato ad un profumo usato principalmente da persone in là con gli anni poiché non è di tendenza. Perché allora lo si percepisce sulle scene dei crimini che riguardano persone molto giovani? E solo la protagonista lo avverte poiché ha un olfatto straordinario, sviluppato oltre la norma. E’ lei che conduce la propria personale indagine e che svolge una professione altrettanto singolare, insolita.
I personaggi sono ben caratterizzati, li si conosce a fondo attraverso i traumi, le ossessioni e la loro disperazione.
Eve è una giovane riservata, per non dire ermetica. Probabilmente ferita nell’anima poiché è una figlia non amata e non ha più una famiglia. La morte del fratello l’ha traumatizzata ed è come se si fosse persa in un limbo dal quale non riesce ad uscire. E’ acuta, perspicace e intuitiva.
Usu Haoyang, suo ex fidanzato che la ama da quando erano ragazzini, è un giovane avvocato. E’ affidabile, gentile e molto protettivo nei suoi confronti.
Tripla C è un pericoloso serial killer in libertà, apparentemente innocuo. Fisicamente insignificante, anonimo dall’aria inoffensiva e un po’ patetica. Ha comportamenti subdoli, leziosi e viscidi. Si tratta di una mente disturbata dagli impulsi violenti che fatica a dominare, quindi estremamente pericoloso.
“Ero come una nebbia che sembrava svanire nel nulla, ma nemmeno l’aria mi conosceva”
Il linguaggio narrativo è facilmente comprensibile e lo stile è fluido tuttavia ho trovato il ritmo non proprio rapido nonostante la suspense della quale lo trama è dotata. La ragione consiste negli argomenti trattati che sono terribili e che non mancano mai di sconvolgermi. Anche il linguaggio narrativo è piuttosto cruento, troppo per i miei gusti anche se non potrebbe essere diversamente poiché non esiste modo di rendere meno brutali certi atti ignobili, deprecabili e obbrobriosi. L’atmosfera è cupa, buia e inquietante. E’ una lettura che toglie il fiato per la sua spietatezza come una camminata in un tunnel stretto e scuro, mi ha dato una sensazione di claustrofobia.
La storia di ambienta a Taipei (Taiwan), non è facile per noi occidentali destreggiarci tra i nomi orientali dei personaggi, ma la legenda iniziale è di grande aiuto. Pur avendo apprezzato l’originalità della trama e il suo intreccio ho reputato questa lettura assai impegnativa dal punto di vista emotivo. Forse gli anni mi hanno resa più impressionabile, sta di fatto che ho faticato un po’ ad arrivare alla fine.
Si narra di famiglie disfunzionali, di traumi infantili, di rapporti malati tra madre e figlio/a, di padri che abbandonano la casa e la prole senza voltarsi indietro, di rabbia mal contenuta e perversione generata da odio profondo. Alcuni personaggi commettono atrocità da lasciare senza fiato. Ad un certo punto mi sono sembrati tutti gravemente squilibrati o forse era l’intenzione dell’autrice per non scoprire le sue carte troppo in anticipo. Se devo essere sincera, non ce n’è uno che mi sia veramente piaciuto poiché mi sono ritrovata a diffidare di tutti loro, alcuni sono decisamente spaventosi.
Una lettura non adatta a chi è impressionabile, chi non lo è potrebbe apprezzarne l’originalità e il colpo di scena finale assolutamente sorprendente.
“Conosceva l’aroma della nostalgia. L’avrebbe sopportata per il resto della sua vita”
Vi è mai accaduto di sentirvi turbati nel leggere un romanzo?