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Recensione: “Il primo cadavere” di Angela Marsons, Newton Compton

Il primo cadavere Book Cover Il primo cadavere
Angela Marsons
Thriller
Newton Compton
7 settembre 2020
Cartaceo, ebook
384

All'alba di un freddo e buio giorno d'inverno, la detective Kim Stone scende dalla moto e fa il suo ingresso nella stazione di polizia di Halesowen, pronta a incontrare la squadra che le hanno assegnato. Poco dopo viene ritrovato il cadavere di un giovane impalato e decapitato, e Kim e i suoi si precipitano sul posto. È l'inizio della prima indagine che li metterà subito a dura prova. Stacey Wood, entrata a far parte del gruppo come esperta informatica, scopre un'inquietante somiglianza con un omicidio recente e si convince che tra le due morti ci sia un legame. La chiave di tutto potrebbe essere una residenza per ragazze maltrattate.

Mentre l'assassino minaccia di mietere altre vittime, i quattro colleghi dovranno imparare al più presto a collaborare. Se la giovane Stacey già si distingue per l'efficienza e il sergente Bryant per la sua affidabilità, l'ambizione di Dawson rischia di mandare all'aria il delicato equilibrio del team investigativo. Non sarà facile per Kim, nel suo nuovo ruolo di capo, tenere unita la squadra che è chiamata a risolvere il suo primo difficile caso.

“«Non sei spaventato?», ti chiedo, fissando i tuoi occhi senz’anima.
Sei disteso, immobilizzato. Questa volta sei tu quello ridotto all’impotenza.

Se non fosse per il bavaglio che ti copre la bocca, quali sarebbero le tue ultime parole? Imploreresti il mio perdono? Mi supplicheresti di risparmiarti? Faresti delle promesse? Porgeresti delle scuse?”

 

Settimo libro di Angela Marsons sull’agente Kim Stone.
Nelle pagine finali, l’autrice ci spiega le motivazioni che hanno dato origine alla scrittura di questo volume:
Era da tempo che l’idea di scrivere il prequel della serie di Kim Stone mi ronzava per la testa. E la voglia di capire come tutto aveva avuto inizio nel momento in cui si era formata la squadra è cresciuta con il passare degli anni. Un romanzo dopo l’altro, Kim ha iniziato a vedere i suoi colleghi come una famiglia, quella che le era sempre stata negata, nonostante lei, per prima, stenti a riconoscerlo. Nei confronti dei compagni è leale e protettiva e, sebbene non sia brava a trattare con le persone e sia incapace di stabilire relazioni affettive, sarebbe pronta a dare la vita per ciascuno di loro.
A ogni nuovo romanzo, ho imparato a conoscere meglio i membri della squadra e la mia testa si è riempita di domande.”

La trama, che è un contorno alla reciproca conoscenza tra i vari personaggi, è intrigante. Il giallo che si sviluppa intorno a misteriosi omicidi, che seguono un modus operandi particolare, è molto ben articolato e non di facile risoluzione.

I personaggi sono molto ben descritti e la bravura della Marsons riesce a farti entrare in empatia con ognuno di loro, grazie all’espediente dei capitoli narrati dal POV di ognuno di loro.

Rimango a guardare gli ultimi sprazzi di vita che abbandonano le tue membra. Quando esali l’ultimo respiro, mi sento in pace. Una purezza nuova.
Fino a questo momento ho agito per gli altri, per risparmiare loro dolore e sofferenza. Quello che farò d’ora in avanti, invece, sarà solo per me.

Stringo il coltello insanguinato con tutta la forza che ho in corpo.
È ora di mettersi all’opera.”

L’agente Kim, il cui passato ha lasciato numerose ferite nel suo modo di essere, è una donna forte, decisa a raggiungere il suo obiettivo senza lasciarsi spaventare da nulla. E intelligente e, nonostante il suo essere poco incline ai rapporti interpersonali, riesce a comprendere le sfumature caratteriali dei componenti della sua squadra.

Accanto a lei troviamo: il sergente Bryant che con la sua calma si rivelerà essere la figura perfetta per ricoprire il ruolo di “braccio destro” e smussare i suoi atteggiamenti non sempre politically correct; l’agente investigativa Stacey, neo promossa, è inesperta, molto spesso insicura ma molto precisa nella ricerca di dettagli; il sergente Dawson, la pecora nera della squadra. Presuntuoso, arrogante ma perspicace e con una mente assai brillante.

L’ambientazione delle scene è reale, vivida. La descrizione degli omicidi, brutali e sanguinosi, è forte, meticolosa ma non scade mai nello splatter.

La scrittura è fluida, ricca di dialoghi ben inseriti nel contesto.

Un romanzo che ti coinvolge sin dall’inizio senza darti tregua. Non è possibile staccarsi dalle pagine, una tira l’altra, in un crescendo di intrighi e colpi di scena che tolgono il fiato e ti tengono incollati sino alla risoluzione, per nulla scontata, del caso.

Un bel thriller che vi soddisferà sicuramente.

La rabbia è meglio. Per portare a termine il lavoro ho bisogno di furia cieca. C’è ancora molto da fare.
Ma è troppo tardi per evitare che quel maledetto ricordo si affacci alla memoria.

Una voce dolce e persuasiva che dice: «Su, è ora di prendere il libro».

 

L’autrice

Angela Marsons ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, che ormai ha raggiunto l’in­credibile traguardo di oltre 1 milione di copie vendute. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone ha ormai superato i 4 milioni di copie ed è tradotta in 28 lingue. Gli altri titoli: Il gioco del male, La ragaz­za scomparsa, Una morte perfetta, Linea di sangue, Il primo cadavere. Con Le verità sepol­te Marsons si è aggiudicata il Premio Bancarella 2020. La scrittrice vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambien­tate le sue storie. Per saperne di più: www.angelamarsons-books.com

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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