Il potere dell'ascia
Romanzo storico
Vento Antico
1 giugno 2022
Cartaceo - E-book
318
Anno 1176, Legnano.
Nella battaglia che ridefinirà i rapporti di potere tra l' impero del Barbarossa e i comuni lombardi,si distingue Haimo, un giovane teutone della zona. Per il suo eroismo riceve in dono un'ascia creata da un grande artigiano arabo, che diviene vessillo d'onore della sua discendenza.
Ottanta anni dopo, la poserosa arma passa nelle mani di Stephen. Il giovane, cresciuto per esere un guerriero, si trova a vivere in anni bui, dominati dall'inquisizione.
Per una tortuosa serie di eventi, ne diviene un bersaglio.
“La gente era terrorizzata e le donne avevano cominciato a farsi il segno della croce quando qualcuno parlava di lui” – “Il potere dell’ascia” di Angelo Caimi, Edizioni il Vento Antico
Stephan viene cresciuto dal padre Sibert, uomo d’armi, onesto e leale. Questi non solo vuole che il figlio sappia combattere, ma gli garantisce anche un’istruzione, cosa che, nella metà del 1200, non era scontata.
Per rendere Stephan un buon soldato, Sibert lo fa addestrare da Gerbert, suo compagno in battaglia e suo grande amico. Grazie a questi insegnamenti, Stephan diviene un ragazzo coraggioso. Infatti, dopo una tragedia che lo colpisce da vicino, accetta di lasciare la sua casa.
Viene portato a Volturio, in un convento benedettino dove trascorre tre anni di studi, continuando comunque ad addestrarsi.
Per una serie di vicissitudini, gli viene chiesto di andare a Mediolano con Padre Ugo. Proprio durante il suo soggiorno nella città, Stephan vede cambiare il suo destino.
Assistendo a un episodio di violenza, reagisce picchiando Frate Raynero di Placentia, il più temibile degli inquisitori. Stephan deve fuggire per salvarsi la vita e così, con l’aiuto di Gerbert e di altri amici che incontra durante la fuga, inizierà un viaggio fatto di avventure e scoperte.
Riuscirà Stephan a salvarsi?
Non vi resta che leggere il romanzo per scoprirlo!
“Il potere dell’ascia” ci porta in un Medioevo non troppo oscuro, come di solito viene descritto. Lo scrittore Angelo Caimi riesce a dare rilevanza ai contrasti che caratterizzano l’epoca.
Da una parte, c’è l’Inquisizione che approfitta dell’ignoranza del popolo per dettare legge. Padre Rayniero ne è un esempio: egli abusa ampiamente del suo potere. Dall’altra parte, troviamo una grande voglia di conoscenza: Stephan è un ragazzo curioso che apre la sua mente a tutto ciò che è nuovo.
Un’altra cosa che emerge molto, a mio parere, nel libro, è il significato della lealtà che va oltre l’amicizia; i personaggi sono legati tra loro e, nonostante la paura di poter essere catturati e uccisi, non vengono meno alla loro parola.
I fatti storici sono molto ben descritti, senza lasciarsi andare in fantasie varie. L’unica cosa che ha reso la lettura un pochino lenta sono state le descrizioni, forse troppo dettagliate, dei luoghi. In alcuni punti hanno spezzato la suspense del momento.
Leggereste un romanzo storico? Cosa vi spinge a leggerlo?
Fatemi sapere nei commenti.