Il potere del caso
Romanzo storico
Morellini editore
13 dicembre 2024
ebook, cartaceo
360
Sullo sfondo degli eventi storici tra Ottocento e Novecento, due vite segnate dal caso si sfiorano appena in un viaggio alla ricerca della memoria, del sogno, del senso del tempo, della felicità. Intrecciando passato e presente è la guerra, in tutte le sue forme, che scandisce il cammino di Ondina e Tipene, ponendoli a stretto contatto con la paura della morte e l'importanza della vita. Una strada lenta, accompagnata da antiche storie di briganti, dal dramma delle migrazioni, dal destarsi di amori e passioni, dall'annodarsi di relazioni e alleanze.
Ondina esce dai legami della consuetudine per dissotterrare le radici del suo racconto familiare in un'esplorazione tra le stanze della memoria.
Tipene, irriducibile sognatore, si piega come un animale ferito in cerca di una via di salvezza, verso un orizzonte di sogni sbarrato dalle creste della realtà.
L'indole dinamica di entrambi, come il filo di una trama, si intreccia all'ordito della Storia, insieme all'incanto dell'invenzione.
Il libro “Il potere del caso” di Maria Elisabetta Giudici, Morellini Edizioni, è un romanzo storico, carico di ricordi e sentimenti.
Una mattina la protagonista, Ondina Murray detta “l’Americana”, si incontra per caso con una giovane donna nel fitto di un bosco. Dopo le dovute presentazioni, le due donne cominciano a parlare e così inizia la storia di Ondina.
Ondina è nata negli Stati Uniti da genitori italiani, emigrati nei primi del Novecento dalla Ciociaria; Loreto e Marisa abbandonano il podere che coltivavano da tutta la vita, la cascina Beranger, e salpano alla volta di New York.
La cascina Beranger esiste da almeno un secolo. A metà dell’Ottocento, due spie dello Stato Pontificio, nascondono all’interno della casa un importantissimo tesoro, che deve essere consegnato al più presto a un altro brigante al servizio di Re Francesco II di Borbone. Le spie, accerchiate dai soldati, scrivono due mappe: una servirà per trovare la seconda che porterà al tesoro. I due briganti riescono a scappare e, mentre uno morirà nel tentativo di fuggire all’estero, l’altro, ferito, riuscirà a raggiungere la propria casa, dove prima di morire confesserà tutto alla moglie e le affiderà la prima preziosa mappa.
Loreto e Marisa, una volta arrivati e sistemati, vivono di piccoli lavoretti, ma sono sereni nella loro nuova vita americana. Un giorno uno zio di Ondina, Francesco, facoltoso uomo d’affari, si presenta alla loro porta. Scapolo e sulla soglia dei cinquant’anni, vuole solo riavvicinarsi e si dedica a Ondina, aiutando i genitori e prendendo la bambina sotto la sua ala protettiva. Ondina cresce delicata e timida, un fiore dal profumo fresco e dolce. Inserita nella migliore società newyorkese, presto si innamora di un giovane uomo di origine scozzese, Ewan Mc Gregor.
I personaggi di Maria Elisabetta Giudici
Il ragazzo, di famiglia benestante, è uno sciupafemmine che pensa soltanto al denaro e alle barche. Lo zio di muore, nominandola erede del suo immenso patrimonio. Ora è una donna ricca, e Ewan non si lascia sfuggire l’occasione: si sposano in brevissimo tempo. Il loro si rivela fin da subito un matrimonio infelice. Ondina decide di trasferirsi in Italia, nella casa che fu dei suoi genitori, riacquistando la cascina Beranger. Qui saranno sorpresi dalla Seconda Guerra Mondiale, e ne patiranno la miseria e il dolore. Ewan si rivelerà un uomo violento ed egoista, e Ondina rimarrà vittima di sé stessa e del suo carnefice.
Nel frattempo, i discendenti del brigante Transito sono emigrati in Nuova Zelanda, portando con sé la famosa mappa del tesoro, che viene tramandata di generazione in generazione, finchè Tipene, ragazzo sveglio ma senza voglia di impegnarsi, si mette in viaggio per l’Italia, per cercare questo tesoro che immagina lo renderà ricco per sempre. Per arrivare alla sua meta sarà costretto ad arruolarsi nell’esercito e combattere nella Seconda Guerra Mondiale, e proprio questo gli darà lo slancio finale per arrivare al suo scopo.
Intreccio e trama
Questo romanzo non mi ha convinta fino in fondo. Ho trovato molto ben costruito l’intreccio tra la vita di Ondina e chi ha vissuto prima di lei nella cascina, il passaggio storico sulla Prima e Seconda Guerra Mondiale, e il giro per il mondo che la storia ci fa fare, tra Australia, Nuova Zelanda e America. Ci sono ambientazioni esotiche mescolate ad altre più familiari della nostra Italia, e questo arricchisce la narrazione.
Però la scrittura è molto pesante a mio avviso, troppo descrittiva, ribadisce i concetti due o tre volte, e questo toglie freschezza alla lettura e alla trama. Ci sono troppi aggettivi e frasi per descrivere un fatto semplice, e la scarsità di colpi di scena rende il tutto lento. Credo anche che sarebbe stato meglio sincronizzare le due vicende narrate, dato che a un certo punto si allineano sullo stesso piano temporale, avrebbe reso la storia più avvincente e avrebbe evitato di descrivere due volte gli stessi fatti successi in Italia e nel mondo durante la guerra.
Resta comunque un romanzo sui sentimenti questo di Maria Elisabetta Giudici; è un romanzo storico, carico di ricordi, sulla voglia di riscatto: un bellissimo ritratto della nostra storia e del nostro paese.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.