Il podere di Roger Brooks
Urban Fantasy, dark fantasy
Delos Digital
7 aprile 2026
cartaceo, ebook
368
Dove i morti camminano tra i vivi, ogni segreto ha un prezzo.
Un mistero che unisce due epoche: nel 1906, Emma Richards si risveglia da una tomba, viva ma senza ricordi. Nel 1980, James Whitmore gioca d’azzardo per sopravvivere, nascondendo un passato oscuro. Suo figlio Luke, anni dopo, indaga sulla sua morte, scoprendo che i segreti di Tombstone affondano in una verità soprannaturale. Tra nebbia, bugie e un amore proibito, il male di Moral Cove non ha mai smesso di respirare.
Avete mai letto una mia recensione riguardo un fantasy? Forse, ma forse, tanti anni fa. Non è proprio il mio genere. Eppure mi sono trovata tra le mani, per gentilissima concessione di Manuel Vestrucci il suo urban dark fantasy “Il podere di Roger Brooks”.
Il libro, edito Delos Digital, è stato recensito per La Bottega dei Libri dalla nostra Roberta. Poichè l’autore ci ha donato la copia cartacea, ho letto il testo e ora vi darò qualche mia impressione.
Partirei proprio dal genere letterario. Fantasy che si sviluppa tra urban e dark.
Urban poichè l’ambientazione è quella di una cittadina, Tombstone, che non solo fa da sfondo agli eventi, ma è protagonista di ciò che succede. Luke scopre ciò che succede nelle strade buie e nebbiose che escono dal paese, oltre a varcare i confini di vicoli maleodoranti e pieni di segreti mai detti.
Dark, perchè è dark. Il tempo della narrazione è negli anni novanta del ‘900, ma il racconto fa grandi passi indietro agli anni sessanta e chi si incontra non sono proprio persone come le possiamo immaginare, fino ad andare nel 2000.
“Visto l’odio che covava nei suoi confronti, era chiaro che Roger avesse reclamato il corpo di James per assicurarsi che non tornasse in vita.”
Oltre alle ambientazioni, le descrizioni
Altro aspetto che vorrei sottolineare sono le descrizioni. Ritornando al fatto che il genere non è tra i miei preferiti ho temuto di non riuscire ad arrivare alla fine, invece grazie alle descrizioni precise e ben integrate con il resto sono riuscita a leggere fino alla fine.
Forse la storia di Luke, della sua famiglia e di tutta la cittadina non mi ha entusiasmato, ma Manuel Vestrucci fa un uso sapiente delle descrizioni, non solo degli ambienti ma anche dei personaggi, che sono veramente tanti e importanti. Ho amato Max, con la sua forza e la sua voglia di autonomia e di “restare” comunque. Mi è piaciuta la figura di James, che è fisicamente presente solo all’inizio del libro ma la cui aurea vive fino alle ultime pagine. E’ il senso di giustizia di Luke nei suoi confronti che fa da spina dorsale a tutto il testo.
La scrittura di Manuel Vestrucci è precisa, senza troppi orpelli, già ce ne vogliono per creare un mondo di questo genere e non ne servono in più. I dialoghi alternati alle descrizioni sono ben bilanciati così da render fluida la lettura. Il salto da un anno all’altro tra i capitoli è ben segnalato in ogni titolo, altrimenti diventerebbe un po’ complesso per il lettore.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!