Il piccolo principe è morto Book Cover Il piccolo principe è morto
Riccardo Lestini
narrativa contemporanea italiana
Edizioni Fogliodivia
29 gennaio 2019
cartaceo
152

Questa è la storia di un ragazzo che non avrebbe mai scambiato un serpente che mangia un elefante con un cappello. È la storia di un "Piccolo Principe" degli anni '80 che deve fare i conti con le difficoltà di diventare adulti, con una vita grigia e monotona, fatta di pochi amici, un padre assente, una madre depressa e nessun progetto per il futuro. Finché non incontra lei, Riccioli Neri, che gli restituisce la gioia di vivere, la forza per superare ogni difficoltà e la passione per il libro Il Piccolo Principe, che lui rilegge di continuo e che si porta dietro ovunque vada. Ma come tutte le belle storie, ad un certo punto l'incantesimo si spezza. Piccolo Principe si ritrova di nuovo da solo, impaurito, privo di certezze. Torna alla sua vita silenziosa e triste. E questa volta è più fragile. Una fragilità che fa paura, che lo scaraventa in un mondo buio, spietato, violento. Piccolo Principe si illude di trovare nell'eroina tutte le carezze mai ricevute e le risposte che cercava per tenere distante il dolore.

Piccolo Principe… in fondo non c’è nessuno che mi chiami col mio nome. Ma a cosa serve un nome a quelli come me? Cosa me ne faccio di un nome adesso che la festa è finita e sono già nella merda?

Il protagonista del libro era un ragazzo innamorato perso di Riccioli Neri, la sua prima vera ragazza, il suo primo amore, la sua prima volta. Era la sua forza vitale. Grazie alla sua intelligenza, è riuscito a superare le pressioni del quinto anno di liceo e l’esame di maturità. Purtroppo Riccioli Neri, d’un tratto, ha smesso di amarlo.

Piccolo Principe, così chiamato per la particolare affezione che provava verso il libro di Antoine de Saint-Exupery, si è sentito perso, spaesato. Non aveva più Riccioli Neri nella sua vita. A che serviva procedere con gli studi universitari? Che senso aveva tutto senza la sua dolce adorata intellettuale Riccioli Neri? Era triste e sconsolato.

Il protagonista del libro, un ragazzo, ormai 19enne inoltrato, ammirava il Piccolo Principe, e come lui, non avrebbe mai scambiato un serpente che mangia un elefante con un cappello; come lui, non avrebbe mai scambiato il suo piccolo grande mondo con uno pieno di imperfezioni, monotonia e inquinamento.

E quindi cosa è successo? Perché non riuscivi più a distinguere un elefante che mangia un elefante da un cappello? Perché ti sei lasciato andare?

Il suo caro amico Giovanni ha provato a rianimarlo portandolo a feste varie, ma nulla ha funzionato. Ormai il Piccolo Principe non esiste più. L’unica fonte di vita ormai erano le sue tre pere giornaliere.

Ebbene sì, Piccolo Principe ha visto nell’eroina la soluzione a tutti i suoi mali. Riusciva a trovare la felicità per qualche secondo, forse ore. Voleva solo restare stoned and immaculate, non gli interessava altro, era tutto ciò che necessitava.

E come le più belle storie d’amore iniziò tutto per caso, tra un ci stai o non ci stai?

“Qua fuori è solo strade dritte e paura, strade dritte e dolore, e io sto male mamma, sto male”

Le difficoltà nell’immedesimarmi nel protagonista sono state veramente elevate. Vivere in una condizione tale da non riuscire a trovare sollievo nelle piccole gioie quotidiane, in un piatto di pasta, in un giro pagato al bar o in un bacio dato ad una nuova fiamma… non è facile.

Ti senti come se non appartenessi più a te stesso, inizi a domandarti chi sei realmente, chi eri stato, se è giusto o sbagliato, se vuoi vivere o meno.

Ti senti svuotato di ogni emozione, inizi a diventare parte di un processo di routine che ti mangia tutto e lentamente. Diventi un’automa. Ti perdi fra te stesso. La tua mente inizia a svanire man mano nel vuoto totale, vuole solamente una cosa: l’eroina. Pensi al passato felice, ti rattristi e boom: pera;pensi ai tuoi momenti a scuola con il tuo migliore amico, ti rendi conto della sua fantastica nuova vita e boom: pera;pensi a Riccioli Neri, ai suoi movimenti, alle sue paure, ai suoi libri, al suo odore, al vostro amore, ti deprimi e boom: pera.

Tu incapace di vivere e io incapace di salvarti.

Piccolo Principe non ha mai incolpato nessuno del suo stato. Non ha mai accusato Riccioli Neri, non ha mai accusato il fratello, la madre spaventata o il padre traditore. Non ha mai accusato altri che se stesso.

Nonostante tutto, è stato abbastanza maturo, o forse non vedeva altro che buio totale sulla sua figura. Era una situazione troppo delicata, ingarbugliata e complessa per uscirne fuori. Ma vuole veramente uscirne fuori? In fondo lui sta bene così. È anche vero, però che vagava tra lo sporco suo e degli altri. Uno sporco non solo interiore ma anche a livello igienico. Cosa importava l’igiene se si chiamava dolcemente alla morte?

Ma allora perché non mi batte il cuore e non mi trema la voce, perché sento freddo e solo freddo, perché questa è la vita ed io non riesco a capirla?

Ed è proprio quando si tocca oltre l’inimmaginabile che si comprende la catastrofe che si sta commettendo. Quando si arriva a provare un briciolo di sentimento per un altro essere umano e rovini tutto che decidi di smetterla.

Ma è davvero ciò vuoi? La normalità? Il passare da una routine all’altra? Almeno ci si prova e forse si riesce. Ma la forza di volontà non è mai abbastanza e così poi si crolla.

Pulito e allora perché non riesco ad essere felice, pulito ma allora perché mi sento così solo e mi faccio così schifo e non riesco a sopportare nessun dolore e vorrei solo tornare alla beatitudine della mia devastazione, solo tornare stoned and immaculate, pulito ma allora perché ne vengo fuori così, senza allegria…

Non si può mantenere tutto ad uno stato di felicità. La felicità non è per sempre, devi saperla custodire per bene e non farti trascinare da chi di vita non sa nulla. Devi ricordare e vivere il tuo fanciullino, che come ci dice Pascoli, è sempre parte di noi, non ci abbandonerà mai. Siamo noi a sapere dove e come tirarlo dai nostri ricordi e rimetterlo in vita.

Un po’ come Peter Pan che ha paura di diventare adulto, così il nostro Piccolo Principe, ha il terrore di lasciarsi andare e godersi veramente la vita. C’è sempre una seconda via d’uscita.

In molti punti ho riscontrato qualcosa che mi rappresentasse: lo stile di scrittura. Specie quando l’autore compie descrizioni utilizzando ‘i pensieri a raffica’ sullo stato d’animo del protagonista o su ciò che sta succedendo. Forse ciò mi ha permesso di amare il libro un po’ di più.

 

Se ami una rosa che sta su una stella, di notte è bello guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.

 

 

 

 

 

Riccardo Lestini (Passignano sul Trasimeno, 22 dicembre 1976),  scrittore e regista, scialacquatore d’esistenza e protagonista di imprese disperatamente trascurabili, viaggiatore corsaro e disordinato, a volte guerriero, più spesso eremita,  insegna Lettere al liceo e vive a Firenze, con la sua compagna Teresa e la figlia Antonia.

Una risposta

  1. Dicembre 30, 2019

    […] La Bottega dei Libri – 03/11/2019 […]

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