Poesia,  Recensioni

Recensione: “Il passo dell’inerzia” di Valentina Casadei, SaMa Edizioni

Il passo dell'inerzia Book Cover Il passo dell'inerzia
Valentina Casadei
poesia
SaMa Edizioni
30 giugno 2020
cartaceo
61

Crescita e spaesamento, voli e cadute, strade a senso unico e scorciatoie sono il filo conduttore di questa raccolta di poesie in cui le emozioni si fanno largo diventando la lancetta di una bussola della vita.

Nascosta fra qualche respiro di eternità, l'autrice è alla ricerca delle mappe dello splendore, dove dimorano innumerevoli ragioni per esistere. Il Passo dell'Inerzia perché è solo continuando a camminare che si può dare senso al nulla, con lungimiranza e memoria.

 

“… così mi chiedo se gli abissi raggiungeranno i
cieli
se esistono cerchi che uniscono
ciò che prendo da ciò che pesto”

 

Una domanda che Valentina Casadei, e forse ognuno di noi, si chiede nel momento in cui la propria anima è nello sconforto e non riesce a contenere i propri sentimenti; è il momento in cui le emozioni esplodono, con tristezza, con rabbia, con insofferenza, con speranza. Non a caso, il nostro amato Pascoli diceva che poeta era proprio colui che fosse in grado di esprimere la parola che “tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta”.

Una vita per inerzia e l'inerzia del tempo che scorre - Bar GiombaE credo che la nostra autrice abbia proprio rispettato questo brocardo. I suoi componimenti sono brevi, ma incisivi; talvolta lapidari; talaltra più prosastici. E tutti con un elemento in comune: il fatto di dare voce ad un sentimento che, come da titolo, scaturisce dall’essere inerti verso ciò che ci circonda, se non addirittura verso noi stessi.

La maggior parte delle poesie si rivolge ad un “tu” invisibile: il lettore non sa chi sia questa seconda persona con cui Valentina Casadei si interfaccia. Aspetto, questo, affascinante: siamo noi ad attribuirgli, infatti, un’identità. Può essere un amico, un parente, un’entità; e a me piace pensare che siamo proprio noi stessi.

Sembra, infatti, che ci sia un altro noi che, osservandoci, si faccia portavoce di tutto ciò che percepiamo e che vorremmo esternare.

Non pensi esistano
solchi pieni
denti molli
sogni spenti
ossa elastiche
libri di latta
latte di rana
parole accarezzate
ricordi futuri?

 

Ci sprona, ci rende consapevole; ci invita ad ascoltare noi stessi.

Collana pendente fatto a mano si illumina al buio, danza fata, fosforescente | Fatto a mano, Collane, BuioEppure, non mancano componimenti in cui l’autrice utilizza la prima persona, quasi a voler manifestare il desiderio di comunicare direttamente il proprio inconscio al lettore; altri in cui cerca di trovare conforto nei gesti semplici della quotidianità o nell’immaginario, coinvolgendo essere del mondo fantastico e magico; altri ancora, in cui a rimbombare non è altro che il “nero” della vita che ci demoralizza e ci abbatte.

Non parliamo, di certo, di componimenti da cui c’è da aspettarsi una grassa risata o un pizzico di ironia o leggerezza. Tutt’altro.

Ma lo stile di Valentina Casadei, nonostante il grigiore delle tematiche, è ipnotico.

L’autrice, infatti, riesce ad assorbire completamente il lettore nei suoi versi; si resta sospesi in una dimensione che è proprio quella in cui lei vuole condurci: quella dei meandri dell’anima. Per questo, all’inizio della recensione ho associato la sua voce ad ognuno di noi: perché ipnoticamente ci lasciamo condurre proprio lì.

Una poesia raffinata, ricercata, curata e un uso pacato delle figure retoriche (in particolare della ripetizione) contribuiscono a rendere questa raccolta consigliata agli amanti della poesia introspettiva e lirica.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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