Il paradosso della maternità
Raccolta di racconti
self publishing: Autori Solidali
27 ottobre 2022
cartaceo, kindle
196
Quando si parla di maternità è subito alle gioie che si pensa. Maternità come realizzazione, come massima forma della felicità, come elevazione verso il divino, verso la luce. "Il paradosso della maternità", invece, è un salto nell'oscurità. Un salto fatto con lo scopo di portare a galla tutto il nero che di solito si preferisce tenere nascosto, affinché si possa smettere di considerarla un tabù, quell'oscurità. Un po' come nella Commedia del Sommo Poeta, in questo libro due donne bizzarre ci condurranno in un viaggio turbolento, alla scoperta di anime in pena – siano esse vittime o carnefici – di peccati e di peccatori.
Gli autori Antonella Bagorda, Serena Mugnai e Giorgio Polo hanno scandagliato nel lato oscuro della maternità – quella fatta di dolore e solitudine, incomprensione e abbandono, anche delle istituzioni molto spesso – portando in superficie un mondo sommerso e taciuto ma che esiste e vibra.
“Il paradosso della maternità” di Antonella Bagorda, Serena Mugnai e Giorgio Polo è un’antologia di racconti per il collettivo Autori Solidali, infatti il ricavato sarà devoluto in beneficienza alla Casa Internazionale delle Donne.
Tre autori: due punti di vista femminili e uno maschile.
“Il paradosso della maternità” accompagna il lettore in un viaggio attraverso una visione differente della maternità. Lontana dagli stereotipi che spesso la società in cui viviamo tende a dare alla gravidanza, al parto e alla vita familiare.
La storia si sviluppa attraverso i racconti dei tre autori intervallati dagli interventi di due protagoniste alquanto bizzarre: Bice, detta Scheggia ed Elisa, soprannominata Chanel. Elisa e Bice lavorano entrambe in un consultorio, una come addetta alle pulizie e l’altra come segretaria. La prima toscana verace, la seconda romana doc.
I loro dialoghi, o meglio dire “battibecchi” hanno diverse funzioni all’interno del romanzo. Si può dire siano la parte in apparenza più leggera, che permette al lettore di riprendere fiato tra un passaggio e l’altro di racconti più profondi, crudi e dolorosi. Sono le protagoniste narranti di una realtà a tanti sconosciuta che avviene all’interno di un consultorio come tanti. Elisa e Bice descrivono le persone che incontrano nelle loro giornate lavorative: donne incinte, coppie in cerca di una gravidanza, famiglie in cerca di aiuto.
Grazie alle loro indiscrezioni sui vari pazienti, intervallate da siparietti dotati di un’ironia audace e di alto livello, introducono le persone che saranno protagoniste dei successivi racconti dei nostri tre autori.
“Il paradosso della maternità” racconta di tabù spesso tenuti nascosti nella narrazione tipica di uno dei momenti definiti più “rosei e gioiosi” nella vita di una coppia. Quando si parla di maternità si tende sempre e solo a pensare alla massima forma di felicità, alla soddisfazione, a momenti indimenticabili, al raggiungimento di un obiettivo. Questo è quello che la maggioranza racconta, che si vuol far vedere agli altri. Ma esiste un’enorme parte, altrettanto vera e reale, che viene tenuta nascosta. Di cui ci si vergogna. Perché si pensa non sia condivisa da tutte quelle altre persone che sembra non “subiscano” questa parte oscura e dolorosa.
“E allora mi arrendo. Lascio che si nutra di me e che si appropri come meglio preferisce di questo corpo che non è più mio.”
Solitudine. Vergogna. Chiusura. Paura. Sono alcune delle tematiche trattate nei vari racconti. Distanza tra mogli e mariti, incapacità di chiedere aiuto, di ammettere di essere stanchi e nervosi. Disagio nell’odiare alcune sfaccettature della maternità perché “così non dovrebbe essere”, perché per gli altri non è “normale”. Timore di un compagno violento, paura di non essere in grado, di non essere abbastanza bravi. Inadeguatezza nel non riuscire a creare la vita, sentirsi sbagliati e manchevoli.
“A volte mi dimentico di farlo poppare. Altre fingo di dimenticarmelo. Claudio non sembra accorgersi di nulla e questo mi tranquillizza, perché se non lo vede allora non esiste e se non esiste allora è solo nella mia testa che qualcosa si è incrinato.”
Questi racconti aiutano a comprendere un mondo intero nascosto dietro l’idealizzazione comune della maternità. Un mondo di persone che vorrebbero solo essere viste, aiutate e che invece spesso vengono solo giudicate.
“Di quell’amore che ti annulla e ti consuma. Che ti esaurisce con prepotente lentezza. Che ti trascina con forza, lontano, e non ti lascia vie di fuga. Che pretende la totalità di te.”
Un’opera ben curata, con una scrittura perfetta ed efficace. Uno stile originale e moderno che fa centro: fa riflettere, fa sorridere, commuove e ferisce.
Un libro che tutti dovrebbero leggere e consigliare, perché parla di me, di te, di noi, di loro.
Come per le altre opere degli Autori Solidali, anche il ricavato di questa antologia sarà devoluto in beneficenza. I proventi andranno alla Casa Internazionale delle Donne: una realtà che da anni sostiene, aiuta e protegge la donna.

Divoratrice seriale di libri e serie tv, negli ultimi tempi sono tornata a prediligere la lettura!
Nel tempo che mi rimane, tra lavoro, famiglia, amici e caos mentale, provo a scrivere qualcosa anche io.