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Recensione: “Il palazzo d’inverno” di Eva Stachniak, Superbeat

Il Palazzo d'inverno Book Cover Il Palazzo d'inverno
Eva Stachniak
Romanzo storico
Beat
15 settembre 2014
cartaceo
415

Varvara Nikolaevna ha sedici anni quando diventa una "protetta della Corona", una di quelle ragazze, orfane o abbandonate, al servizio dell'imperatrice Elisabetta Petrovna, la figlia minore di Pietro il Grande, salita al trono di Russia nel 1741.

Orfana di un legatore polacco, svelta e già priva di tutte le illusioni proprie dell'adolescenza, abbastanza carina da doversi difendere da mille attenzioni nei corridoi del Palazzo d'Inverno, Varvara Nikolaevna rimarrebbe una delle innumerevoli e anonime ragazze del guardaroba imperiale, una goffa cucitrice vessata dalla capocameriera di corte madame Kluge, se non si imbattesse un giorno nel conte Bestuzev.

Cancelliere di Russia e, secondo le voci ricorrenti tra le cucitrici, uno degli uomini che riscaldano spesso il letto di Elisabetta Petrovna, il conte cerca di non lasciarsi sfuggire nulla di ciò che accade nella residenza imperiale. Nella giovane Nikolaevna scorge una possibile portatrice della "verità dei sussurri ", la servetta capace di aprire cassetti nascosti, di staccare e ripristinare abilmente la ceralacca dalle lettere, di riconoscere all'istante libri cavi, bauli con doppi fondi, meandri di corridoi segreti.

Dopo averla istruita all'arte di origliare senza farsi scoprire, le affida perciò il più delicato dei compiti: tenere d'occhio la principessa Sofia Federica Augusta Anhalt-Zerbst, la giovanissima tedesca scelta da Elisabetta come consorte dell'orfano di sua sorella, Karl Peter Ulrich, duca di Holstein, il quindicenne nominato principe ereditario...

 

“Le spie di cui si sa qualcosa sono quelle che vengono scoperte o quelle che si rivelano. Le prime sono state così sciocche da lasciarsi dietro una traccia fatta di parole ;le seconde hanno motivi del tutto personali”

 

Ambientato nella Russia del 1700, durante il regno di Elisabetta, figlia minore di Pietro II il Grande.

Varvara Nikolaevna, orfana di un legatore di libri, viene introdotta alla corte della zarina. Inizialmente viene assunta come cucitrice, ma la vita è molto dura: lei non sa cucire e la capo cucitrice è molto severa. Dopo un po’ di tempo, viene notata dal cancelliere di Russia, secondo i pettegolezzi di corte anche amante della zarina, il conte Bastuzev, che la introduce nel mondo dello spionaggio.

Varvara è una ragazza molto attenta e anche capace di apprendere velocemente gli insegnamenti del cancelliere. Dopo averle insegnato il segreto di origliare, aprire cassetti e rompere sigilli senza senza farsi scoprire, le affida il compito di spiare la futura sposa scelta da Elisabetta per sposare il giovane nipote Pietro.

Stiamo parlando della giovane Sofia, che prenderà il nome di Caterina e che, in seguito, la si conoscerà come Caterina la Grande. Ma Varvara si affezionerà alla giovane principessa tanto da iniziare una doppia vita.

Varvara Nikoelaevna è una ragazza determinata ad emergere nella società in cui vive, ma anche molto sola; al contrario, Caterina, timida all’inizio del libro, si rivelerà, poi, una brava stratega. Principalmente nel libro emerge la fame di potere che porterà i vari personaggi ad una vita fatta di sospetti e a tradire l’amicizia.

Lo stile è asciutto: quasi un diario, con la protagonista come voce narrante a rendere il ritmo del romanzo lento e adatto per descrivere il periodo in cui viene ambientata la storia. Un periodo, cioè, dove la vita si svolgeva altrettanto lentamente.

Un romanzo sicuramente bello, ma, a mio parere, il tema dello spionaggio poteva essere sviluppato: all’inizio sembra quasi il tema principale, ma tutta la storia verterà soprattutto sull’amicizia tradita.

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