Il paese dei venti
Distopico
Self-publishing
25 marzo 2024
cartaceo, ebook
672
La sua destinazione è Inurasi, un’isola distante da ogni continente ma soprattutto priva di qualsiasi modernità, abitata da un popolo dalla mentalità chiusa, molto lontana dal mondo contemporaneo. La sua missione è tentare di ricostruire rapporti diplomatici interrotti troppo tempo prima, ma questo si traduce in un anno di lotta per la sopravvivenza.
Leona è una donna in un mondo di uomini, un mondo brutale che spera solo di vederla fallire, e dove nemmeno lei sa cosa potrà trovare...
Oggi recensiamo “Il paese dei venti” di Cinzia Fabretti
Leona è una navigatrice, ufficiale della Confederazione. Viene inviata a Inurasi, un’isola che si trova al di sotto dell’Equatore. Lei è l’unica che non ha voluto unirsi ai confederati, chiudendo qualsiasi rapporto con il resto del mondo.
“Xenofobi, misogini. Chiusi in un irragionevole rifiuto di ogni modernità”
Per Leona è una vera e propria sfida, sin dal momento in cui mette piede sull’isola battuta dai venti. Arrivata a Inurasi, la navigatrice nota subito la differenza con la sua amata città, Galesia, dove il progresso ha migliorato la vita delle persone.
Leona, anche se è una donna, dopo varie trattative, è stata accettata dalle autorità degli Inuri come ambasciatrice degli stati confederati. La Confederazione vorrebbe che anche Inurasi si unisse a loro.
“Da oltre cinquant’anni nessuna imbarcazione, neppure commerciale, aveva permesso l’approdo, nessun confederale sapeva cosa accadesse davvero in quella terra”
Il re di Inurasi, Edhar, sembra sia un uomo con una mentalità più aperta. La sua protezione per Leona è importante perché gli ufficiali di Adamanta, la prestigiosa accademia militare, non accettano di avere una donna come allieva.
“Quella donna era troppo imprevedibile per lui che, pure,si vantava di saper leggere nell’ animo di chiunque…”
La condizione perché Leona possa stare sull’isola è che lei entri nell’accademia militare. L’ammissione all’accademia sarà irta di ostacoli, non solo fisici. Leona non avrà un solo alleato, ma la sua forza non saranno solo i muscoli. Sarà soprattutto la sua intelligenza.
Tra gli allievi c’è Furius, che si dimostra ostile nei confronti di Leona, ma che ci riserverà qualche sorpresa
“Il paese dei venti” è il secondo romanzo di Cinzia Fabretti. Anche qui, come in “La leggenda di Mezzafaccia”, l’ autrice ci parla di argomenti attuali tramite racconti ambientati in luoghi immaginari.
Non è un fantasy, lo ritengo un romanzo distopico: c’è un’isola dove gli abitanti non vogliono accettare il progresso e dove la parità di genere semplicemente non esiste.
L’autrice non risparmia nulla a Leona, maltrattata, ferita, affaticata e sola. Ma forte, e non solo fisicamente. Si, perché Leona dialoga, è la cosa che più mi ha colpito di questa donna. Cerca di far capire il suo punto di vista, soprattutto a Furius, un po’ il leader dei cadetti, un personaggio non del tutto negativo.
Devo dire che all’inizio mi è risultato molto antipatico, ma, andando avanti con la lettura, si percepisce che è chiuso in concetti non suoi, ma instillatigli dall’educazione ricevuta.
Le descrizioni dei paesaggi, degli ambienti e dei personaggi è molto accurata, tanto da immaginare molto bene quest’isola, sferzata dai venti.
Con poche parole, l’autrice ci dipinge un’atmosfera quasi cupa, a sottolineare la mentalità chiusa degli abitanti.
I dialoghi sono ben strutturati, il racconto è in terza persona e con l’uso dei flashback si riesce ad avere una visione completa della storia e dei personaggi.
“Il paese dei venti ” è un romanzo che fa riflettere. Mentre leggevo, mi sono chiesta più volte se questa realtà di Inurasi sia davvero così irreale. La cronaca dei nostri giorni la fa sembrare molto vicina.
In un mondo dove la prevaricazione sui deboli, i femminicidi, il razzismo e l’omofobia sono quasi all’ordine del giorno, direi che Inurasi non è molto lontana.
Leggereste questo romanzo?
Ringrazio l’autrice della copia cartacea.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐