Il nuotatore di Auschwitz
No serie
Romanzo contemporaneo
Newton Compton
10 aprile 2026
cartaceo ed e book
221
Alfred Nakache, un bambino ebreo cresciuto in Algeria, non avrebbe mai immaginato di diventare un simbolo dello sport francese, olimpionico a Berlino nel 1936 e primatista mondiale dei 200 metri rana nel 1941. Da piccolo era terrorizzato dall’acqua, eppure, grazie alla sua forza di volontà, riuscì a diventare uno dei migliori nuotatori al mondo, soprannominato “il pesce”. Ma dopo mesi di vessazioni antisemite, nel 1943 fu deportato ad Auschwitz e separato per sempre da moglie e figlia. Alfred continuò a lottare nonostante l’umiliazione e il dolore, e arrivò a sfidare le guardie nuotando quasi ogni giorno nelle riserve d’acqua del lager. Sopravvisse miracolosamente e dopo la guerra riuscì a riprendere l’attività agonistica, partecipando ai Giochi di Londra del ’48. La storia di un eroe dimenticato, della sua passione e della sua resilienza rivive in queste pagine di stupefacente forza narrativa, che hanno conquistato i lettori francesi.
In un mondo che sta andando completamente a rotoli tra campi di concentramento, violenze di ogni tipo e condizioni di vita al limite, l’ unico modo di sopravvivere per Alfred è immergersi nell’acqua e nuotare.
COMMENTO PERSONALE
Renaud Leblond con il suo romanzo ci mostra la cruda e spaventosa realtà dell’epoca nazista.
Tratto da una storia vera, il libro è narrato in terza persona con diversi salti temporali in cui l’autore ci mostra il cambiamento avvenuto con l’avanzare del movimento nazista. Il lessico è semplice e diretto, molto crudo e forte, ma necessario per la tipologia di libro. Il ritmo è abbastanza veloce.
A colpirmi particolarmente di questo libro è stato il cambiamento del protagonista, ma anche del clima che si percepisce e si nota con l’arrivo del nazismo.
All’inizio c’è per lo più un clima disteso di serenità e spensieratezza.
L’Algeria con i suoi meravigliosi paesaggi e le sue piscine naturali, fa da cornice agli inizi di Alfred Nakache che superando le sue paure e spingendosi fino ai propri limiti inizia a fare dell’acqua il suo elemento principale.
Bracciata dopo bracciata, il giovane nuotatore, colleziona un successo dopo l’altro portando la Francia a vincere diversi premi.
Tutto sembra andare per il verso giusto, anche la vita al di fuori delle piscine. Parigi diventa presto la sua casa e Alfred si sente in forma, forte e in grado di polverizzare ogni record.
Quello che non sa è che il suo status di ebreo presto diventerà un vero e proprio ostacolo.

Non importa a nessuno se la sua terra d’origine è l’Algeria, se grazie a lui la Francia ha ricevuto moltissime medaglie in competizioni internazionali, se è un campione e un atleta professionista.
L’unica cosa che verrà vista di Alfred sarà la sua religione. Come se essere ebreo fosse una colpa, come se questo lo ponesse in una fantomatica classifica nelle ultime posizioni.
A salvarlo in questa situazione è sempre l’acqua, il suo elemento da tutta la vita.
“La morbidezza dell’acqua sulla pelle gli fa venire la pelle d’oca. Poi la sensazione di velocità s’impadronisce di tutto il suo corpo. Il desiderio è li, intenso, vibrante, intatto, mentre il treno avanza a tutta velocità. Con gli occhi chiusi, riprende contatto con il mondo dei vivi. Con gli occhi chiusi, ricomincia a nuotare.”
L’autore, con la sua scrittura diretta, vera e schietta, ci fa sentire tutta la paura, la disperazione e la cattiveria che hanno caratterizzato una delle epoche più oscure dell’umanità.
Una lettura molto forte e di gran riflessione che lascia il lettore con l’amaro in bocca in molti momenti. 4 stelle.