Il negozio fantsma
cozy crime
Blackie editore
19 settembre 2025
cartaceo e-book
256
In preda a una crisi di ispirazione, il famoso poeta Richard Cadogan decide di prendersi una vacanza improvvisa a Oxford. Ritrovandosi in una via principale nel cuore della notte, senza un posto dove dormire, incappa in un negozio di giocattoli con la porta aperta. La curiosità lo spinge ad entrare, ma non fa in tempo a scorgere il cadavere assassinato di una donna che un colpo alla testa gli fa perdere i sensi. Si risveglia la mattina seguente in un ripostiglio, ma, dopo essere riuscito a fuggire e ad avvisare la polizia, scopre che il negozio di giocattoli non c’è più – sostituito, a quanto pare, da un negozio di alimentari. Confuso, Cadogan si rivolge a un vecchio amico dell’Università, l’eccentrico professore e detective dilettante Gervase Fen, per risolvere il mistero di questo negozio “fantasma” e del cadavere scomparso.
“Abbiamo scoperto un delitto e stiamo dando la caccia ad un reo, se la polizia vorrà metterci il becco peggio per lei”
“Il negozio fantasma” di Edmund Crispin edito da Blackie edizioni, inizia con il classico blocco dello scrittore. Ebbene sì, anche un noto poeta come Richard Cadogan entra in crisi. Gli manca l’ispirazione e il suo editore, notoriamente taccagno, non intende aiutarlo. L’uomo parte così per Oxford per una vacanza rilassante. Al suo arrivo è accolto dalle tenebre della notte e da una porta aperta. E’ quella di un negozio di giocattoli. Peccato che proprio lì incappi nel cadavere di una donna e venga lui stesso tramortito e rinchiuso in uno stanzino. Quando si risveglia è mattina e lui riesce a uscire da una finestra per correre dalla polizia. Il sopralluogo è sconcertante. Non solo non c’è alcun cadavere ma nemmeno il negozio di giocattoli, al suo posto una drogheria. Cadogan decide di chiedere l’aiuto di un vecchio amico, Gervase Fen, insegnante appassionato di indagini poliziesche. E’ certo che insieme ne verranno a capo.
“Sei stato tu a scrivere delle prime poesie che ho pubblicato ‘ Un libro di cui chiunque può permettersi di fare a meno ‘ “
Un cozy crime d’altri tempi, presumibilmente ambientato intorno al 1960. E’ costellato di personaggi pittoreschi piuttosto singolari e caratterizzato da una trama vivace, a tratti rocambolesca. Ho apprezzato moltissimo i due protagonisti: Richard Cadogan e Gervase Fen.
Richard Cadogan è il classico scrittore con la testa tra le nuvole, un tipo non propriamente concreto. Ha la tendenza a cacciarsi nei pasticci perché agisce spesso d’impulso: partire all’improvviso per Oxford senza fare il benché minimo programma e infilarsi in piena notte in un negozio solo per averne trovato la porta aperta.
Gervase Fen è un ex professore. E’ una sorta di detective dilettante e soprattutto ufficioso. Ama risolvere i casi più curiosi e non si tira certo indietro di fronte a quello che Cadogan gli propone. Le sfide lo tentano, più una situazione è complessa e più vi si butta a capofitto. E’ un uomo eccentrico che possiede un’auto eccentrica che guida in modo spericolato. Il suo difetto principale potrebbe essere l’eccessiva sicurezza in se stesso accompagnata una sottile supponenza. Ma tutti gli riconoscono una certa perspicacia e
prontezza nel risolvere situazioni che si presentano intricate.
“in lui c’erano due logiche di conflitto: la logica del -sono certo di essere sveglio, e quindi succederà per forza-, e la logica del -cose del genere non possono accadere-“
Se i due protagonisti sono assai simpatici e mi hanno regalato non poche risate, ho trovato la lettura inizialmente lenta a causa di uno stile di scrittura un po’ ampolloso. Termini desueti e paragrafi lunghi. Poi, procedendo, il ritmo acquista rapidità e la trama decolla anzi, si vivacizza parecchio diventando persino avventurosa. I dialoghi si fanno più brillanti e sono quindi riuscita ad apprezzarne l’aspetto satirico.
La trama è avvincente e si presenta carica di mistero: un negozio di giocattoli (pensate ai giocattoli dell’epoca, a quelle bambole inquietanti degne di un film horror), un cadavere di una sessantenne (chi mai potrebbe voler morta una signora che evolveva il proprio denaro agli orfanelli?) e poi… il nulla! Niente cadavere. Niente negozio. A chi non verrebbe voglia di capire come mai un negozio nell’arco in qualche ora è diventato una drogheria gestita da un ignaro bottegaio?
Oltre al mistero, è interessante capire la ragion d’essere della satira. Essa si prende bonariamente gioco dell’universo di Oxford. Gli insegnanti che vivono in un mondo tutto loro e gli studenti che, lontani dalle severe regole famigliari, si godono la loro libertà all’interno del Campus (e anche fuori). Inoltre si ironizza anche sul mestiere di poeta così mal pagato, in alcuni casi non a torto. Simpatico e singolare anche il rapporto tra i due amici, l’uno che si pensa superiore all’altro, quindi si assiste a curiose scaramucce.
“Gli enti benefici non assassinano anziane zitelle allo scopo di ottenere sovvenzioni”
In conclusione definirei “Il negozio fantasma” un bel giallo satirico e divertente. Dopo una primissima parte un po’ lenta, l’autore disinnesca il freno e la storia vola. Quindi, se amate la suspense, le risate e le storie ambientate in altri tempi, questo è il romanzo per voi!!!!
Preferite una suspense carica di tensione emotiva o non disdegnate qualche risata in corso d’indagine?