Il muro di cenere
Trilogia
Romanzo storico
Delrai Edizioni
12 Dicembre 2025
Cartaceo/Ebook
536
Berlino Est, 1963. Yannick Händler crede di essersi lasciato la guerra alle spalle, ma la città-prigione che lo circonda non permette redenzione. Le sue ferite non sanguinano più, ma parlano, e qualcuno sembra ascoltarle. Quando un omicidio scuote l’equilibrio fragile dell’apparato militare, Levi Repin, giovane soldato cresciuto nel culto dello Stato, si ritrova catapultato in una spirale di sospetti: qui ogni errore si paga con la vita, o peggio, con l’identità. Hedwig Hartmann, giovane donna sopravvissuta al passato, conosce il dolore e non ha più paura di guardarlo in faccia. Ma in una città dove ogni bussola morale è truccata, cercare la verità significa diventare un bersaglio. Tre destini intrecciati. Un regime che respira dietro ogni porta chiusa. E una domanda che nessuno può permettersi di fare ad alta voce: chi sopravvive davvero, in un luogo dove persino la memoria è controllata? "Il muro di cenere" è un romanzo che non concede tregua: scava nella memoria, tra le macerie della dignità umana e i silenzi che bruciano più del fuoco. Ogni pagina è un colpo inferto all’illusione di innocenza collettiva, ricordandoci che l’orrore non appartiene solo al passato, ma può insinuarsi ovunque, laddove l’indifferenza diventa complicità. Una storia che frantuma certezze, che costringe a guardare oltre la superficie e a riconoscere che, anche quando tutto sembra perduto, è nella resistenza del cuore che si cela l’ultima scintilla di luce.
Come si fa a superare la lettura del romanzo di Beatrice Simonetti, “Il muro di cenere”, edito dalla casa editrice Delrai?
Ancora non lo so!
Perché è stata una lettura completamente immersiva che mi ha fatto provare tante sensazioni.
In questo romanzo troviamo la storia di donne e uomini che hanno saputo affrontare dolori fisici e emotivi e con grande fatica sono andati avanti.
Siamo a Berlino est nei primi anni del 1960, la Germania è divisa in due da un Muro, lo scrivo con l’iniziale maiuscola perché era il muro per eccellenza.
La Germania dell’est, DDR, faceva parte dello stato sovietico, zero libertà, i cittadini erano controllati in ogni ambito della loro vita dalla Stasi, la polizia segreta della DDR, molti tentavano di scavalcare quel maledetto Muro per andare a vivere nella Germania dell’ ovest, dove si viveva in piena libertà.
Scavalcare il Muro significava rischiare la vita, ma la voglia di libertà era così forte che in molti mettevano a repentaglio la propria esistenza.
E poi ci sono i nazisti che non sono stati tutti arrestati e alcuni, dopo aver cambiato le proprie generalità, lavorano in ruoli statali importanti.
Questo è il clima sociale e politico in cui vivono i protagonisti di questo stupendo romanzo.
Adesso dovrei parlavi di loro senza fare spoiler, vi anticipo che sarà molto difficile, ma cercherò di farlo.
Il romanzo ruota intorno a Levi Repin che ha avuto un’infanzia difficile a causa della depressione della madre, una donna ebrea sopravvissuta a Auschwitz, che non riesce a dimenticare l’orrore vissuto nel campo di concentramento
“Delle urla improvvise, provenienti dalla stanza di fronte, lo costrinsero a riaprire gli occhi di botto. Appartenevano a sua madre”
Axel Sachs, coetaneo di Levi, che vuole essere libero di vivere la propria vita e soprattutto senza essere spiato.
Hedwing una giovane donna che ha un solo obbiettivo: vendicarsi di chi le ha strappato la giovinezza.
Volker che è costretto a fuggire con la propria famiglia e lasciare la Germania dell’est senza poter salutare Levi il suo migliore amico di sempre.
Poi c’è Yannick Händler che, già presente nei due volumi precedenti, ritorna anche per vendicarsi di chi ha rovinato la vita di suo fratello Johannes.
Le loro storie si intrecceranno in una matassa con tanti nodi da sciogliere, ci saranno segreti che man mano ci verranno svelati in un racconto fatto di amori inconfessabili, amicizie tradite, dignità calpestate, speranze per un futuro diverso ma che non si vede mai all’orizzonte.
“Un tempo era stato un ragazzino spensierato, innamorato della vita, capace di aprire il proprio cuore al mondo, ma forse non potevano esserci questi tipo di sentimenti nel posto in cui vivevano.”
Levi e Axel sono i due personaggi che non dimenticherò, sono di una bellezza emotiva struggente, con i loro pensieri e i loro dialoghi ci fanno toccare con mano la realtà in cui vivono.
Una realtà, così vicina temporalmente ai giorni nostri e allo stesso tempo così lontana, da sembrare quasi un racconto distopico.
Volker e Hedwing mi hanno fatto molta tenerezza, non so se sia il termine giusto per descrivere quello che ho provato per loro durante la lettura, ma non mi saprei esprimere diversamente perché sono due personaggi che ho rivalutato alla fine del romanzo.
All’inizio li ho considerati freddi e calcolatori ma poi entrambi mi hanno sorpresa.
Beatrice Simonetti devo dire che è stata molto brava a presentare una storia, ambientata in un periodo politico molto difficile per la Germania, rimanendo super partes, ha lasciato che fossero i suoi personaggi a parlare con le loro vite.
Non giudica, racconta, e lo fa facendoci viaggiare avanti e indietro nel tempo con salti temporali che sembrano naturali tanto da far scivolare la lettura senza interrompere il suo ritmo.
Grande accuratezza storica, e per tutto il romanzo ho avuto la sensazione che anche il tempo meteorologico fosse sempre grigio e freddo un po’ uno specchio di quello che sentono i personaggi.
È stata davvero una bellissima lettura.
Valutazione 5 stelle