Il motore e altri quattro racconti vulcanici
racconti
Edizioni Vulcaniche
2 settembre 2024
Cartaceo, ebook
212
Cinque scrittori capeggiati dal grande Maurizio de Giovanni, un solo filo conduttore; Napoli. Dalla città che si decompone continuando a ricostruire se stessa di de Giovanni, a quel- la frequentata dai brigatisti durante gli anni di piombo di Nicola Paone, passando attraverso la città esoterica di Ciro Scognamiglio e a quella dei ricordi di Giuseppe La Guardia, concludendo con l’ispettore Como, poliziotto sognatore scaturito dalla penna di Giuseppe Picciano.
“Il motore e altri quattro racconti vulcanici” è una raccolta di racconti, edita Edizioni Vulcaniche, assai differenti tra loro, che hanno come filo conduttore la citta di Napoli. Napoli non entra prepotentemente nei racconti, ma fa da sfondo e nessun’altra città potrebbe essere se non quella partenopea, con le sue bellezze e le sue contraddizioni.
Fare la recensione di una raccolta, scritta da autori differenti, non è mai
semplice. Ognuno ha il proprio stile, ognuno vive la scrittura in modo personale e trasmette al lettore quello che più sente suo. Da qui, il problema di impostare una recensione che sia corale… beh, non lo sarà. Proverò ad analizzare velocemente tutte cinque gli scritti, nell’ordine in cui sono stati pubblicati, senza dirvi qual è il mio preferito.
Il primo racconto si intitola proprio “Il Motore” ed è scritto da Maurizio de Giovanni. Un racconto breve, che invita a fare delle considerazioni sulla città di Napoli. Una città che ne comprende tante, che è come una cipolla, quando togli la prima foglia ne trovi un’altra e così via, fino ad arrivare al cuore. La scrittura di de Giovanni non è mai semplice, tra le righe c’è sempre molto altro e sta al lettore ritrovare la profondità delle sue parole.
“Quattordici giorni” ha un respiro molto più ampio, possiamo quasi parlare di un romanzo breve. Nicola Paone ci riporta agli anni di piombo. Siamo nel 1982 e Alberto, il protagonista, ci fa tornare indietro fino al 1974. Sono anni difficili, i brigatisti spaventavano tutta la penisola e il giovane Alberto si trova invischiato in faccende, che inizialmente fatica a capire. Nicola Paone ha la capacità di farci entrare a far parte di questi meccanismi e cercare di comprendere ciò che ha portato un giovane a divenire un brigatista e l’altro a intraprendere la carriera di giornalista. L’intreccio non è sempre semplice, la scrittura è fluida e tiene il lettore sempre attento. Non si sa mai cosa potrebbe succedere.
Ciro Scognamiglio ci presenta Napoli tramite una particolarità che non era di tutte le città: “La ruota”. Era uno spazio all’entrata di un edificio religioso, dove venivano lasciati i neonati, di cui nessuno poteva prendersi cura. Con un linguaggio pulito, andando dritto al punto, Scognamiglio ci racconta la storia di Teresa e dalle donne della sua famiglia. Una storia fatta di tradizioni e di credenze popolari. Un buon punto di partenza per chi volesse conoscere la parte più esoterica di Napoli.
Altro luogo, altro racconto. Giuseppe La Guardia ci porta al centro di Napoli con “La donna del Pendino”. Siamo di fronte a uno scritto che ci conduce tra le viuzze di un quartiere popolare e lo fa tramite una storia di famiglia. Una famiglia come tante, alle prese con i problemi quotidiani e con i figli che talvolta sbagliano e non possono più tornare indietro. Poche pagine per raccontare la vita vera di una città dai mille volti.
Ultimo racconto de “Il motore e altri quattro racconti vulcanici” è “Il sogno infranto” di Giuseppe Picciano. Il più ironico della raccolta. Ci troviamo sulla Circumvesuviana, un uomo incontra una giovane e attraente donna che si sta recando al lavoro, cerca di avvicinarsi a lei. Ma non tutto è come sembra. Breve ma intenso, in poche pagine passano i minuti sul treno e i pensieri del protagonista. Vita vissuta… vita che si ripete ogni giorno… purtroppo.
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!