Il monastero del male Book Cover Il monastero del male
Silvio Foini
Giallo storico
Newton Compton Editori
28/03/2019
ebook, cartaceo
194

Anno 999. Il monaco Galdinius, insieme ad altri due confratelli, decide di trasformare la torre di Torba, nei pressi di Varese, in un monastero. Con l'aiuto dei contadini locali e, in particolare del longobardo Wilfredo, capo del villaggio vicino, il sogno diventa realtà, e il monastero diventa il fulcro attorno a cui rifioriscono il territorio circostante e la comunità. Per ottenere un supporto nelle numerose attività intraprese, Galdinius chiede e ottiene dalla madre badessa del vicino convento di Caira che otto delle monache che vivono lì si trasferiscano a Torba. Tra loro c'è Brenda, la monaca erbolaria. Esperta di rimedi naturali, medicamenti e venefici, nasconde un oscuro segreto: la sua anima è posseduta dal demone Astharot, che intende mettere in atto un preciso progetto per il nuovo monastero. La sua opera di predizione è appena iniziata... Alla vigilia dell'anno Mille, in un periodo storico fosco e violento, prende vita un cupo intrigo di inganni e delitti. Un affresco nella torre di Torba ne fa tuttora testimonianza: nel ritratto, quattro delle otto monache sono misteriosamente raffigurate senza volto.

Un monastero avvolto dal mistero. Una rivelazione celata in un’antica pergamena. Un’infernale trama di inganni e delitti alla vigilia dell’anno Mille. Che cosa nascondono i ritratti delle monache senza volto?

La trama prometteva bene, molto bene…  Monastero, epoca, intrighi, storia… un mix perfetto.
Il fatto che avesse meno di 200 pagine mi ha un po stupita soprattutto perchè in tal caso lo avrei terminato in un giorno.
Nella realtà dei fatti l’ho letto in un mese sia per motivi personali, sia per il fatto che non mi è piaciuto. Portarlo a termine è stato difficile e lo è altrettanto dover scrivere la recensione perché non mi piace dare giudizi negativi.

La storia è interessante, l’ambientazione perfetta e descritta piuttosto bene anche se con pochi dettagli, il che porta a dover immaginare molto; i personaggi sono descritti il minimo indispensabile per cui non è facile capirne l’effettivo ruolo all’interno del romanzo.
I caratteri sono piuttosto vaghi e solo molto più avanti si inizia a capire dove porteranno le vicende e chi sono gli effettivi protagonisti.
Nonostante l’ottima base, ho trovato il romanzo troppo spoglio e senza collegamenti interessanti tra un’azione e l’altra.
Alcune parti erano evitabili, altre andavano decisamente approfondite per creare una continuità, in alcuni momenti sembrava non ci fosse un nesso.

Brenda è la monaca protagonista e lo si capisce superata la metà del romanzo, una ragazza che cela un lato oscuro e che inizierà a creare qualche problema nella serena vita di chi la circonda.
Galdinius invece è il monaco che, per quanto estremamente ligio al dovere e alla preghiera, si ritroverà a dover fare i conti con delle azioni guidate dal male contro la sua volontà… in questo caso avrei un appunto…
Sì, è un romanzo, sì, è un giallo storico, sì, in quanto tale comprende anche azioni surreali e quant’altro, ma ho trovato le vicende “particolari” che riguardano Galdinius quasi comiche più che mistiche/oscure.

Il finale mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca, stava prendendo una buona piega e alla fine non l’ho trovato un vero finale, troppo frettoloso e semplice.
Come avete capito non mi ha soddisfatta, troppe mancanze sotto molti aspetti nonostante la trama promettesse bene.
Per cui, lo consiglio? Non me la sento, ma agli amanti del genere potrebbe piacere.
Ora aspetto, ma tra un mesetto magari lo rileggerò per vedere se è capitato nel periodo sbagliato oppure se confermare la recensione appena scritta.
Buona lettura.

 

Silvio Foini vive e lavora in provincia di Como. Giornalista e scrittore, ha già pubblicato alcuni romanzi: La pattuglia dei disgraziati, Il profumo dei ricordi. È stato a lungo redattore del quotidiano online «LPL NEWS 24», e ha collaborato con testate giornalistiche locali. Nel 1996 il Presidente della Repubblica Scalfaro lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.

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