ll mio nome è Eva
Narrativa contemporanea
Newton Compton
23 settembre 2021
cartaceo, ebook
353
Sarebbe facile scambiare Evelyn Taylor-Clarke per un'anziana confusa, ma la sua mente è molto più acuta di quanto lei stessa sia disposta a mostrare. Perché Evelyn è una donna con dei segreti. Evelyn ricorda ogni cosa. Soprattutto non dimentica la promessa fatta all'amore della sua vita, l'impegno di scoprire la verità sulla missione che ha portato alla sua morte.
“Evie per gli affetti perduti da tempo, Eva in un periodo breve ma intenso della sua vita…” – Il mio nome è Eva
Oramai novantenne, Evie trascorre i suoi giorni in una casa di riposo; un giorno la nipote Pat le porta alcune vecchie foto trovate in una scatola. Vorrebbe sapere qualcosa sulle persone raffigurate e su alcuni oggetti trovati in vecchie valigie.
Pat si sente oberata dal tanto lavoro che deve fare per mettere in vendita la vecchia casa di famiglia. Ma non sa, e certamente Evie non rivela nulla, che la vecchia zia ha molti segreti.
Evie ha una buona memoria nonostante l’età e ricorda tutto della sua vita.
“E finirò anche te, non ti preoccupare. Non voglio mica che tu strisci via dal nascondiglio perfetto”
Siamo nel 1939 Evie da poco si è sposata con Hugh, il suo grande amore, partito in guerra.
E proprio questo amore intenso la porta a dedicare tutta la sua vita alla ricerca della vendetta.
Evie decide, dopo la morte del marito, di arruolarsi nell’ATS per avvicinare Stephen Robinson, colui che ha causato la morte di Hugh.
Nell’agosto del 1945 Evie, che conosce bene il tedesco, viene inviata nel campo di Bad Nenndorf come traduttrice. Nel campo vengono sottoposti a interrogatori e torture i tedeschi che hanno avuto rapporti con i nazisti, ma anche tanti innocenti.
Evie, che nel periodo tedesco si fa chiamare Eva, lavora a fianco di Robinson ma non riesce a provare vendetta; e soprattutto non riesce a tollerare le torture inflitte ai prigionieri. Si fa trasferire a Wildflecken, un campo dove vengono accolti i profughi. Qui la sua vita cambierà, anche se il suo obiettivo sarà sempre lo stesso.
Nel “Il mio nome è Eva”, la protagonista è una donna molto determinata che antepone tutto per il suo unico scopo: vendicare il marito cambierà la sua vita e la porterà a una sofferenza dell’animo intensa.
Viene messa, quasi in antitesi con Eva, la nipote Pat. Eva è sempre elegante anche durante il suo soggiorno nella casa di riposo, mentre Pat è trasandata. Sinceramente ho provato molta insofferenza verso il personaggio di Pat per il suo modo quasi aggressivo nei confronti della zia. Invece Eva mi ha lasciato un senso di malinconia: ha vissuto in solitudine, non ha mai stretto amicizia con nessuno dopo il suo periodo in Germania. Come se avesse congelato la sua vita nel periodo del dopoguerra.
“Il mio nome è Eva ” è un romanzo che si snoda con molti salti temporali, che all’inizio spiazzano un pochino chi legge; almeno è quello che ho provato nel leggere i primi capitoli. Ma poi, man mano che entriamo nel vivo della storia, i salti diminuiscono e la narrazione diventa più lineare.
Si legge in maniera fluida; sono presenti pochi dialoghi, ma ben strutturati. La narrazione avviene sia in prima persona che in terza persona.
Avete mai letto romanzi ambientati nel periodo post bellico?