Il mio lato B (polare)
Autobiografia
HarperCollins
2023
cartaceo, ebook
158
A. Andrea Pinna è giunto alla popolarità grazie ai suoi aforismi irriverenti, le celebri “Perle di Pinna”: prima blogger, poi influencer, quindi volto televisivo…
Una vita in costante accelerazione, come una corsa a perdifiato in discesa. Eppure, è proprio all’apice del successo che si è trovato a dover fare i conti con una malattia che, da latente, si è scatenata in tutta la sua portata sconvolgente: il disturbo bipolare.
Una diagnosi durissima da accettare, anche perché le malattie psichiatriche sembrano rubare la tua stessa identità e, ancora oggi, portano con sé uno stigma davvero difficile da superare: quante volte definiamo una persona come se fosse tutt’uno con la sua patologia? Anche per andare oltre questo tipo di pregiudizio, Pinna ha deciso di ripercorrere la sua storia senza edulcorare nulla, condividendo ricordi e momenti che in pochi hanno il coraggio di raccontare.
Dai momenti più bui agli incredibili episodi allucinatori, dall’eccitazione maniacale della fase up al cupo malessere della fase down, dalle richieste di aiuto fino all’incontro determinante con lo psichiatra che lo ha indirizzato verso la terapia più adatta per lui: Pinna non censura nulla, scavando con lucidità tra i ricordi più dolorosi ma senza perdere mai la sua dissacrante vena ironica. Perché, grazie all’adeguata terapia medica e al supporto degli affetti, Andrea ha imparato a convivere con la malattia e ha riscoperto la sua inconfondibile capacità di vedere il lato assurdo e paradossalmente divertente di ogni situazione.
Il mio lato B (polare) è un viaggio sulle montagne russe, un coraggioso contributo al discorso pubblico sulla salute mentale, e un messaggio di incoraggiamento per chiunque abbia incontrato la malattia psichiatrica sulla propria strada.
Andrea Pinna, blogger ed influencer, famoso per la sua pagina “Le perle di Pinna” e per la sua partecipazione a Pechino Express, si mette a nudo in una biografia ironica al punto giusto per raccontare una fase particolare della sua vita: la scoperta della patologia psichiatrica. “Il mio lato B (Polare)“, edito HarperCollins, è stata una lettura coinvolgente, su cui riflettere, ma che ammetto, nonostante l’argomento, mi ha strappato diversi sorrisi.
Perché Andrea Pinna ha deciso di affrontare questo racconto con una estrema lucidità, sottolineando anche l’assurdità di alcune situazioni in cui si è ritrovato o che si è andato a cercare.
“Soffrire di una malattia mentale significa anche non avere certezza di dove finisci tu e inizia il bipolarismo. Quali decisioni erano davvero mie? si può tracciare il confine tra la mia identità e la patologia, nel bene e nel male? Purtroppo, credo di no“
All’apice del suo successo, quando aveva tutto, o forse troppo, a disposizione, la malattia si è manifestata in tutta la sua potenza. Allucinazioni, deliri, pensieri persecutori che l’hanno portato a vivere momenti paradossali e pericolosi. Nelle fasi up della patologia, Andrea Pinna ha fatto di tutto, assunzione di alcool e droghe, shopping compulsivo ed esagerato, privazione del sonno per un tempo umanamente inaccettabile.
La diagnosi non è arrivata subito chiara, forse non c’è stato nemmeno lo specialista giusto al momento giusto. In più accettare di soffrire di un disturbo mentale, il quale non ti rende lucido richiede molto tempo ed un lavoro su se stessi.
“Il mio lato B (Polare)” è il racconto di una vita sopra le righe, ma anche sotto. Il bipolarismo, infatti, è contraddistinto per l’alternarsi di queste due fasi. Il periodo down raccontato da Andrea è fatto da autoisolamento, apatia, ma anche pensieri, e non solo, di morte.
In queste pagine l’autore ha voluto sdoganare un argomento di cui oggi si ha ancora paura, perché spesso chi soffre di una malattia mentale per la società viene identificato con la sua malattia. Parlarne e farsi comprendere non è facile.
“E qui possiamo certamente affermare che a subire le conseguenze delle malattie mentali è la persona che ne soffre, ma anche a tutti coloro che a quella persona vogliono bene”
Inoltre, ho colto anche la volontà di ringraziare chi ha capito, chi c’è sempre stato, chi, nonostante tutto, non l’ha lasciato. In primis, la sua famiglia e gli amici più stretti, che ringrazia per nome alla fine del libro.
Mi è piaciuta l’impostazione del libro, capitoli brevi e ben centrati. Ad ogni capitolo risponde ad una domanda secca, che un interlocutore immaginario (o forse no) gli pone. E sono un po’ le domande che anche io, da ignorante riguardo a questa patologia, gli avrei potuto porre.
La scrittura è scorrevole. Utilizza un registro ironico, ma serio, cinico e molto diretto nei momenti più profondi del libro.
Blogger, influencer e decisamente ora anche autore.
Buona lettura.
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰