Il marchio di medusa
Crime
GiraldiEditore
2025
Cartaceo
270
Tre donne, un passato difficile e una serie di uomini torturati e barbaramente uccisi. Il confine tra sogno e realtà, tra emancipazione e asservimento, può essere letale. Rosalia, ormai anziana, farà i conti con le scelte di una gioventù che la vide scoprire nel proprio corpo l'unico mezzo di sostentamento. Rita, tormentata da incubi che appaiono premonitori, trascinata controvoglia nell'indagine del commissario Italo Romano. Nora, fil rouge tra le due, nel tentativo di rimettere insieme segreti che nessuno dovrebbe svelare. Tra corpi seviziati, incubi ricorrenti e verità nascoste alla luce del sole, Il marchio di Medusa è un thriller psicologico che unisce il coraggio che hanno le donne nella lotta contro le convenzioni sociali, alla forza che minaccia di farle precipitare in un abisso senza ritorno. Attraverso una scrittura cruda e diretta che non lascia scampo, Savasta immergerà il lettore in un gioco di specchi tra sogno e realtà, toccando le corde più profonde dell'animo umano, esplorando le paure, i desideri e le fragilità dei suoi protagonisti.
“Il marchio di Medusa” di Salvatore Savasta (Giraldi editore) è un romanzo si inserisce nel genere thriller con forti venature psicologiche e horror, costruendo una narrazione che punta più sull’inquietudine che sull’azione pura.
I personaggi sono costruiti con un’impronta molto realistica e, soprattutto, imperfetta. Non trovi eroi puliti o figure rassicuranti: qui ogni personaggio sembra portarsi addosso un’ombra, un segreto, qualcosa di irrisolto.
Il protagonista (o comunque il fulcro della storia) è spesso immerso in un conflitto interiore che si riflette su tutto ciò che accade. Le sue scelte non sono mai completamente giuste o sbagliate, e questo lo rende umano… ma anche disturbante.
Le figure secondarie non sono semplici comparse: contribuiscono a creare sospetto, tensione e spesso ambiguità. Non ti fidi mai davvero di nessuno ed è voluto.
Qui sta il vero punto di forza creato da Salvatore Savasta. L’atmosfera è costantemente tesa, quasi opprimente. C’è un senso di pericolo che non esplode subito, ma si insinua lentamente.
È quel tipo di libro dove il silenzio pesa più di un urlo, le scene sembrano sempre “troppo calme” per essere sicure, hai la sensazione che qualcosa stia per succedere… ma non sai quando
L’elemento horror non è necessariamente esplicito o splatter, ma gioca molto sul disagio psicologico e sulle immagini forti (anche simboliche, richiamando il mito della Medusa).
Gli ambienti sono fondamentali nella costruzione della tensione. Non sono semplici sfondi, ma diventano quasi parte attiva della storia.
Si percepiscono spazi chiusi o isolati ambienti poco illuminati, freddi, a tratti decadenti luoghi che danno un senso di intrappolamento
La sensazione è quella di non avere vie di fuga. Anche quando sei “all’aperto”, non ti senti mai davvero libero.
È una lettura che non coccola, anzi — ti mette alla prova. Ti costringe a stare nel disagio, a dubitare, a restare in tensione.
4⭐️