Il libro degli amici
Pienogiorno
13 maggio 2026
cartaceo, ebook
432
Anche se le nostre storie sembrano diverse, siamo come quei boschi sempreverdi che sotto la superficie sono un’unica radice. Come una famiglia. Finché qualcuno ci racconterà, saremo immortali.
Niente negli studi appena conclusi ha preparato Benny ad affrontare il suo primo incarico da insegnante in una scuola per ragazzi difficili ad Augustine, in Louisiana. È il 1987, ma potrebbe anche essere un secolo prima, tanto la città si presenta chiusa e ostile ai cambiamenti. I suoi studenti, poi, vivono in condizioni di precarietà a lei sconosciute. Finché un giorno una biblioteca dimenticata, una vecchia Bibbia piena di annotazioni e la piantina di un cimitero nascosto non le forniscono la chiave per risvegliare la curiosità dei suoi ragazzi disillusi: un’indagine alla ricerca delle loro origini.
L’investigazione li porta indietro nel tempo, nel 1875, al viaggio irto di pericoli di una giovane coraggiosa, Hannie, schiava appena liberata in cerca della famiglia da cui era stata separata a sei anni. A guidarla, una rubrica su una rivista, attraverso la quale madri, padri, figli, nipoti e amici, colmi di paura e speranza, bramavano di riabbracciare gli affetti che portavano nel cuore.
Un secolo dopo, i segreti che Benny e i suoi ragazzi riportano alla luce minacciano di sovvertire l’ordine consolidato della cittadina. Ma ormai il filo tra presente e passato non può più essere spezzato, e quei ragazzi che si credevano invisibili iniziano a percepire i prodigi che cura e attenzione sono in grado di generare...
Ispirato a fatti realmente accaduti, un romanzo magistrale, avvincente, commovente, sui legami più veri e su quelle radici profonde che non cessano mai di donare inaspettati fiori.
“Il libro degli amici” della scrittrice americana Lisa Wingate, edito Pienogiorno, è uno dei romanzi più belli, intensi e magistralmente scritti che abbia letto. Questa è, senza alcun dubbio, una lettura che porterò nel cuore per la storia che racconta, per le donne coraggiose e intrepide che ne sono protagoniste e per la scrittura magnifica e magnetica che mi ha completamente rapito.
“Ascolta, sembra ammonire la strada. Ascolta, ho delle storie. Chiudo gli occhi, e sento le voci. Migliaia, che sussurrano tutte insieme. Non riesco a distinguerle, ma so chi sono. Cos’hanno da dire?”
Ho letto con il fiato in gola, attraversato pericoli, perdite, ho pianto per la sofferenza raccontata e fatto asciugare le lacrime con il vento di speranza che, nonostante tutto, ho percepito, sorretto dall’intrepida forza delle sue protagoniste.
La storia si svolge su due piani temporali e ha due eroine come cardini dell’intreccio, diverse sotto molti aspetti, simili per altri.
Hannie è poco più di una bambina nel 1875, quando inizia a raccontarci di sé, della sua famiglia, della durissima condizione di schiava, del dolore lacerante che ha provato e prova, quando è stata separata da sua madre e dalle sue sorelle.
Schiavi.
Vite che valgono solo per il lavoro che svolgono e per il prezzo da ricavarne dalla vendita.
Ignorati i sentimenti, i legami familiari.
Calpestati diritti e dignità.
“Quelle vecchie usanze sono quasi sparite in questi anni da quando è finita la guerra del signor Lincolns. Il sorvegliante e la sua frusta, Mama e le squadre dei campi che lavoravano dall’alba al tramonto, i ceppi alle caviglie e le vendite all’asta come quelle che si sono portate via la mia gente… tutto questo sta appena sotto la superficie della mia mente.”
Brividi.
Ma Hannie, analfabeta e sola, ha coraggio, forza di carattere e un desiderio troppo grande da pronunciare, seppellito nel cuore: ritrovare i suoi cari.
Seguiamo i suoi passi coraggiosi, spesso avventati, inseguendo tre perline che ciascun membro della famiglia ha come segno identificativo.
Affronterà pericoli, rischierà più volte la vita, incontrerà persone orribili e altre inaspettatamente gentili, ma a sorreggerla sarà sempre la speranza.
La Louisiana è lo scenario, Augustine è dove Hannie è nata, ed è qui che nel 1987 arriva Benedetta – Benny, insegnate al suo primo vero lavoro. Si ritrova in una scuola multirazziale, tra ragazzini per lo più molto poveri e con situazioni familiari difficili. Lottare per avere l’attenzione e il rispetto dei ragazzi non è facile, interessarli alla letteratura ancora più complicato, ma forse quella cittadina piena di storia e storie, può stimolare la loro curiosità.
Perseveranza, determinazione, il dolore dell’ assenza e la gioia del ritrovarsi: questi i fili che s’intrecciano, intersecano e avvicinano Hannie, Juneau Jane, Nonna T, Sarge, zia Dicey, Robin, Lajuna: donne di generazioni diverse, eppure intrepide a modo loro, coraggiose in modi diversi, fili di un destino che aspettano solo di legarsi.
“Per la prima volta in vita mia ho fame di parole, ma bramo queste disperatamente come se patissi la fame da quando avevo sei anni. Voglio sapere come guardare quei segni tracciati lassù e trasformarli in persone e posti.”
La scrittura fortemente empatica di Lisa Wingate ci fa percepire ogni singola emozione delle protagoniste. Non è solo un romanzo di fiction, l’autrice ci porta nel cuore della storia e ci racconta pagine reali, con al centro il libro degli amici, quel piccolo miracolo che ha permesso a tanti schiavi divisi dai loro familiari di ritrovare i propri affetti, con un passaparola, un atto di solidarietà comune, che mi ha profondamente toccato.
“Il quaderno degli amici” è un romanzo che ti entra dentro, ti coinvolge, sconvolge e emoziona con la forza di un uragano e con una poetica che ti arriva come un sussurro delicato. La scrittura dell’autrice è perfetta e impeccabile come poche, ma mai fredda o asettica, è viva, pulsante di emozioni, con una descrizione ambientale cinematografica. Ogni granello di polvere, ogni fiore, ogni asse, ogni singola goccia di pioggia, vive, così come senti l’afa, il fango, la polvere, le lacrime e i sorrisi. Le protagoniste sono donne che cadono e si rialzano, si rimboccano le maniche e non aspettano chi le salvi e rimetta in sesto le loro vite, ma lo fanno unendo le forze le une con le altre.
“Mi porto le perline vicino agli occhi, le annuso, me le faccio scorrere sulla pelle. Percepisco la storia della mia gente. La storia di mia nonna e di mia madre. La mia storia. Sento pulsare nel sangue che si fa sempre più veloce. Mi riempie tutta e mi porta in alto finché potrei allargare le braccia e volare come un uccello.”
Donne semplici, schiave, o insegnanti, madri, figlie, nonne: sono i pilastri che hanno ricostruito le loro famiglie, le comunità, la storia. È stato interessante anche scoprire il potere delle parole che, tramite un giornale e il libro degli amici, hanno permesso a tante famiglie di riunirsi. Gli annunci degli Amici smarriti erano, all’epoca, l’equivalente ingegnoso e strabiliante di una moderna piattaforma social, e ha permesso a chi era perso, smarrito, tormentato dalla mancanza di chi amava, di riabbracciare fratelli, sorelle, madri, padri, zii e cugini.
Un romanzo meraviglioso, travolgente e impetuoso, un abbraccio tra passato e presente che ammalia il lettore.
“C’è un sacco di storia in quel vecchio posto. Un sacco di storie. È una cosa triste quando le storie muoiono per mancanza di orecchie che le ascoltino.”
” Il libro degli amici” è una storia che si ascolta con tutti i sensi e soprattutto con il cuore.

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.
La narrazione in prima persona di Hannie e Benny procede nell’alternanza dei capitoli sui due piani temporali, la scrittura si fa via via più intensa, ricca di pathos ed emozione.