Il letto di acajou
Romanzo storico
21 lettere
1 luglio 2022
cartaceo, ebook
702
Parigi, estate 1789. Il quartiere si è caricato di storia, il Fabourg Saint-Antonie entra nella Rivoluzione. La fine dell'Ancien Règime colpisce dolorosamente il mondo degli ebanisti, gli artigiani del legno, per quanto feriti, sopravvivono, sempre pronti a riprendere in mano i propri atrezzi al primo segnale di tranquillità.
Attraverso i suoi personaggi antichi e nuovi, attraverso i loro dispiaceri, le loro gioie, i loro amori, Jean Diwo fa rivivere qui, al presente, trent'anni dell'epopea della vecchia comunità del mobile.
“… Lo stesso vale per la Rivoluzione: hanno acceso un grande fuoco di paglia e ha preso il volo in balìa di tanti venti contrari” – da “Il letto di acajou” di Jean Diwo, edito dalla casa editrice 21 lettere
Parigi, 14 luglio 1789. Antoinette Oeben e Bertrand de Valfroy hanno appena scoperto che stanno per diventare genitori, ma la loro felicità viene offuscata dall’imminente scoppio della Rivoluzione francese.
La loro vita sembra scorrere come sempre, anche se c’è un po’ di timore che Valfroy venga arrestato, essendo un barone. Nasce la piccola Lucie, alla quale si cerca di non far mancare l’essenziale, in quanto a Parigi, oltre alla Rivoluzione, arriva anche la carestia.
I problemi travolgono la famiglia Valfroy. Ci troviamo nel cosiddetto periodo del “Terrore”, dove basta poco per essere denunciati come antirivoluzionari e condannati alla ghigliottina.
Ma la furia cieca per l’Ancien Régime travolge anche le opere d’arte, le chiese, le dimore aristocratiche, ,i conventi e le abbazie. Tutto questo porta, oltre alla distruzione, anche alla vendita all’asta di molti oggetti di valore. Antoinette, amareggiata per quello che sta accadendo, si reca ad un’asta e lì incontra Alexandre Lenoir, uno stimatore di opere d’arte. Lui partecipa alle aste non solo per professione, ma anche per salvare i tesori francesi.
***
“Il letto di acajou” è un romanzo che attraversa un periodo di tempo più o meno di trent’anni.
I nostri personaggi vivono momenti di gioie e di tristezze, vedono nascere amori e anche l’alba di nuove mode; purtroppo, anche nuove guerre. Ma l’amore, l’amicizia e la stima che unisce queste donne e questi uomini non cambia.
“Il letto d’acajou” è il secondo libro della trilogia di Jean Diwo, che ci racconta la storia dell’evoluzione del mobile in Francia attraverso le vite dei protagonisti dell’epoca.
In questo volume, conosciamo la storia di Antoinette e della sua famiglia; il tempo della narrazione si limita ad un periodo storico più breve, anche se intenso di avvenimenti. Questo ha reso, a mio parere, più scorrevole e piacevole la lettura, diversamente da quanto accaduto nel primo volume, “Le dame del Faubourg“. Qui, infatti, il racconto si è snodato in quasi cinque secoli, con molti personaggi e tanti avvenimenti storici da ricordare. Quindi la lettura, anche se scorrevole, a volte è stata rallentata dai tanti personaggi e tanti legami che ci sono tra loro.
Ne “Il letto d’acajou”, come nel volume precedente, le donne sono messe in primo piano. Antoinette è il fulcro della piccola famiglia, ma diventa anche la persona a cui molti nel Faubourg si rivolgono per un consiglio. In contrapposizione alla baronessa Valfroy, donna che ha sempre seguito il cuore e l’istinto, c’è la sorella Charlotte, più pragmatica. Lei sceglie di sposare un’avvocato che le garantisce una vita agiata.
Entrambe le sorelle si allontanano dalla tradizione di famiglia, cioè quella di sposare degli artigiani del legno oppure artisti. Eppure, entrambi i loro figli ritornano alla tradizione familiare: Lucie sposa un’ebanista e Eugene Delacroix, figlio di Charlotte, diviene il più grande pittore di Francia.
I momenti storici vengono raccontati con semplicità e raramente l’autore si prolunga su di essi. Anche le ambientazioni ci vengono descritte con poche parole. Jean Diwo preferisce riservare l’accuratezza dei particolari agli scrittoi, ai tavoli, alle sedie e a tutto ciò che gli artigiani del Faubourg cesellano e scolpiscono. E quando leggiamo queste descrizioni, è come se leggessimo una storia d’amore: in fin dei conti, tutti gli artisti mettono amore nel creare.
A chi si accinge a leggere “Il letto di Acajou” consiglio, se non lo avete ancora fatto, di leggere prima “Le dame del Faubourg”, perché ritroverete molti personaggi presenti nel precedente volume.
Ringrazio la casa editrice 21 lettere per l’invio della copia cartacea, spero di leggere il prossimo volume in uscita.
Vi piacciono i romanzi storici? Amate le saghe familiari?
