Il grande libro del digiuno
Spiritualità, medicina
Edizioni Mediterranee
16 dicembre 2009
Cartaceo
220
Di tanto in tanto dobbiamo buttare via la nostra “zavorra” per fare spazio al nuovo, e solo allora ridiventa possibile crescere in maniera sana. Un modo efficace per riuscirci è digiunare. Ma digiunare vuol dire molto di più che smettere di introdurre alimenti nel corpo: è un’esperienza olistica che conduce alla purificazione di corpo e anima.
Il dottor Dahlke ha indagato a fondo il digiuno, attraverso l’esperienza personale e trent’anni di attività come medico specialista di tale terapia. La visione d’insieme che ne ha ricavato, presentata in questo libro, comprende tutti gli aspetti del digiuno, offre indicazioni pratiche e trasmette, in forma accessibile a tutti, conoscenze attinte dalla medicina ufficiale e da quelle alternative, dalla psicologia, dalla filosofia, dalla dottrina degli archetipi e dalla spiritualità.
Chi vuole intraprendere un digiuno terapeutico, troverà in questo libro una guida affidabile, imparerà come prepararsi al digiuno e come concluderlo, passando per il giorno di sola frutta e le crisi intermedie, fino a raggiungere un cambiamento duraturo delle abitudini alimentari. Conoscerà la storia del digiuno nelle diverse religioni, riceverà suggerimenti per la preparazione delle tisane o della frutta, pediluvi e sciacqui della bocca, ma anche la meditazione e la riflessione.
I processi che avvengono nel corpo, i possibili disturbi e i rischi, vengono descritti con cura e consapevolezza, in modo da liberare il praticante da ogni ansia e aiutarlo a resistere fino a che gli effetti veramente positivi non si saranno stabilizzati.
“Chi vuole mantenere vigore, giovinezza e salute, sia frugale, tenga in esercizio il corpo, respiri aria pura e curi il suo male con il digiuno, piuttosto che con i farmaci.”
Ippocrate
Quando la casa editrice Mediterranee ha messo, gentilmente, i suoi libri a disposizione di noi recensori de La Bottega, ho subito adocchiato “Il grande libro del digiuno” di Rüdiger Dahlke; avendo un rapporto un po’ problematico col cibo a causa di diverse intolleranze, il metodo del digiuno mi è sempre sembrato valido per “ripulire” il nostro corpo e ricominciare da zero.
Dopo averlo letto, ho capito che questa non è una pratica così scontata e semplice da applicare: digiunare non coinvolge solamente il nostro sistema digerente, bensì tutto il nostro corpo e il nostro spirito.
Ma addentriamoci un po’ di più in queste pagine per avere una panoramica completa dell’argomento.

Che esista un connubio corpo–mente credo che ormai sia chiaro ai più. Le cosiddette malattie psicosomatiche che cosa sono se non un riversare sul nostro corpo ciò che la nostra mente non riesce a “digerire”? E al giorno d’oggi quanto sono diffuse?
Spesso, per cercare la soluzione ai nostri mali, interpelliamo, giustamente, diversi medici, ma ci dimentichiamo di mettere la nostra vita nelle mani dell’unico dottore che ci conosce a 360 gradi, cioè noi stessi.
Prendersi la responsabilità di sé, della propria salute, non è semplice; è normale che questo accada. Ma è raro che dietro ad una malattia ci sia solo il caso. È importante, dunque, non soffermarsi solo ed esclusivamente su quel sintomo che ci infastidisce e crea in noi paura e ansia. Bisogna indagare sul suo perché, sulla causa che lo ha generato.
È questo l’invito del professor Dahlke: ci stimola ad andare oltre quel mal di stomaco fastidioso che non ci permette di gustare i nostri piatti preferiti, o quella cervicale che ci rende difficile muoverci come vorremmo. Che cosa li ha causati?
“Il digiuno è al tempo stessi psicoterapia e trattamento a livello fisico, entrambi sotto la guida del medico interiore, che ne siamo coscienti o meno…L’enorme vantaggio del medico interiore rispetto a quello esterno sta nel fatto che non sbaglia mai, e scioglie i nodi e i depositi sia nel corpo che nell’anima al momento giusto e nel giusto ordine”.
Quella del digiuno è una pratica naturale molto antica. È la natura stessa che ce la insegna.
Pensate agli animali. Quando stanno male non mangiano. Noi stessi quando abbiamo la febbre di solito non abbiamo tanto appetito.
Questo cosa significa? Vuol dire che dentro di noi esiste un qualcosa di innato che ci suggerisce come comportarci per poter recuperare al massimo le nostre energie; esiste ma noi non lo ascoltiamo più, concentriamo la nostra attenzione su ciò che ci circonda esternamente senza dare la giusta importanza a ciò che veramente siamo.
Con questo libro l’autore ci invita a ritrovare l’armonia con noi stessi, la cui assenza ci porta inevitabilmente a stare male. Per farlo ci suggerisce di purificarci sia dal cibo che dalle abitudini che la vita moderna ci propone, di ascoltarci e di essere presenti in ogni istante che si vive.
“Una vera guarigione può iniziare solo nel momento in cui si coglie nella malattia un segnale, come un segno che si è abbandonata la propria strada…Affrontare la malattia-segno presuppone innanzitutto che la si accetti come tale e che ci si ponga la scomoda domanda “Perché questa cosa sta succedendo proprio a me…? Si tratta di riconoscere e di accettare il fatto che ciò che accade è esattamente ciò che ci siamo meritati. Ciascuno deve imparare dal proprio problema, ed è proprio questo che appare più difficile…” – Il grande libro del digiuno
Spesso, nelle sue pagine, fa riferimento alla storia delle religioni, al fatto che in essa viene evidenziata l’importanza della pratica del digiuno per far crescere corpo e anima.
Molte volte verranno riportate pagine del vangelo degli Esseni (popolo da cui discende Gesù Cristo) per avvalorare le sue tesi.
Dopo una prima parte introduttiva, l’autore passa alla parte pratica, spiegandoci passo dopo passo in cosa consiste il digiuno terapeutico che propone.
Importanti, innanzitutto, sono le motivazioni per cui lo sia fa. Praticarlo per soddisfare semplici canoni estetici può anche dare il risultato sperato, ma non risveglierà nel praticante quella consapevolezza sopita che porta alla vera libertà dell’individuo.
Non vi illustrerò nei dettagli cosa, secondo l’autore, bisogna fare per arrivare al traguardo; credo che chi sia veramente interessato non avrà dubbi sull’acquistare il libro.
Invece vorrei soffermarmi su due aspetti a parer mio molto importanti, sui quali lo stesso Dahlke pone l’accento.
Uno è quello di non applicare il fai da te quando si decide di intraprendere un cammino difficile come questo. Bisogna sempre rivolgersi a un medico esperto in materia, che possa seguirci da vicino, per evitare che si facciano grossi errori.
L’altro, in un certo senso riconducibile al precedente, è che non tutti possiamo praticarlo. Se per molte malattie è una mano santa digiunare, per altre è sconsigliatissimo; un buon medico saprà sicuramente indirizzare il suo paziente in questo senso.
Il vero ostacolo a questa pratica a parer mio consiste proprio nel trovarlo questo medico. È fondamentale aver una guida che non solo ci mostri il cammino, ma che ci sostenga nell’affrontarlo.

La cosiddetta medicina integrata, anche se sta prendendo sempre più piede, ancora non è molto diffusa nella nostra società. È un grande peccato; si ha bisogno di medici che si occupino di tutti gli aspetti che coinvolge la malattia per il raggiungimento del benessere psicofisico dell’uomo del ventunesimo secolo.
Ho sempre più la percezione che, per curare i mali odierni, ogni chirurgo, o specialista in genere, debba essere affiancato da uno psicologo. Questo, naturalmente, se lui stesso non riesce a farsi carico delle problematiche a livello mentale che ogni trauma scatena nel paziente. Chi la pensa come me? Conoscete la medicina integrata? Avete avuto qualche esperienza in proposito?
Un altro aspetto che ci tengo a sottolineare per chi fosse interessato alla lettura di “Il grande libro del digiuno” è la dimensione spirituale in cui si viene catapultati attraverso le sue pagine; è il modo di approcciarsi all’argomento delle persone che hanno già una particolare apertura mentale, tipica di chi pratica yoga con consapevolezza o altre discipline orientali, incentrate sul sincronizzare mente e corpo per raggiungere il benessere interiore.
Questo non vuol dire che chi con questi universi non abbia avuto nessun contatto non lo possa leggere, anzi! Magari potrebbe proprio essere questa la volta buona per avvicinarsi ad un mondo che ha tanto da regalare.
Anche oggi ho scritto troppo, spero di non avervi annoiato. Voglio terminare il mio sproloquio con la frase con cui il professor Dahlke apre “Il grande libro del digiuno”:
“Sii tu stesso il cambiamento che desideri avvenga in questo mondo” – Il grande libro del digiuno
È una frase importante, che fa riflettere. Mi chiedo quanti di noi siano disposti ad essere questo cambiamento, e quanti altri invece si cullino sugli allori aspettando che tutto gli venga servito su un vassoio d’argento. Logicamente niente ci viene regalato, questo lo sappiamo bene. Dobbiamo solo trovare il coraggio di guardarci in faccia e dire a noi stessi che possiamo migliorare. C’è bisogno di tempo per capire come fare, per ritrovarci tra le tante maschere che indossiamo ogni giorno. Tempo, per cambiare questa società tutta proiettata verso l’esterno. Tempo per far sì che la magia che è racchiusa in noi esploda creando un mondo di uomini veri e non di fotocopie mal riuscite. Buona lettura!
Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro
trovando scialbo ciò che non colora,
Sono emozione che con la penna divora
il bianco candido di un libro vissuto…