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Recensione: “Il giallo di via Poma” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco, Newton Compton

Il giallo di via Poma Book Cover Il giallo di via Poma
Antonio Del Greco, Massimo Lugli
giallo
Newton Compton
23 luglio 2020
cartaceo, ebook
288

Sono passati trent'anni da quando, durante un torrido agosto romano, in un ufficio dell'Associazione Italiana Alberghi della Gioventù venne ritrovato il corpo senza vita della giovanissima Simonetta Cesaroni, assassinata con ventinove pugnalate. Un giallo irrisolto e che, dopo tanto tempo, suscita ancora interesse, polemiche e dubbi.

Massimo Lugli, ex inviato speciale di Repubblica che seguì le indagini e Antonio Del Greco, allora funzionario della squadra mobile che lo diresse, ricostruiscono, in forma di romanzo e con nomi di fantasia, tutte le svolte di un'inchiesta difficile e piena di trabocchetti. Un mix di realtà ed immaginazione, come altri libri scritti in coppia dai due autori, che rivela particolari inediti, aspetti mai chiariti e mai resi noti e svolte impreviste dai due punti di vista: quello della stampa e quello della polizia. Il finale, di fantasia, è un colpo di scena che capovolge tutto e che, forse, avrebbe potuto essere possibile.

 

“Le ferite sono decine, piccole, regolari, senza segni di slabbrature, concentrate sul torace, l’addome, la zona genitali. Il medico legale ne conterà ventinove, tutte con una profondità di almeno dieci centimetri, segno della violenza con cui l’assassino ha impugnato l’arma e vibrato le stoccate”

 

Una lettera arrivata a Repubblica, intestata al nerista Marco Scalesi, così inizia questo romanzo.

Una lettera in cui viene confessato un delitto di molti anni prima, mai risolto, un caso di cronaca che ha tenuto tutta l’Italia col fiato sospeso e che ha lasciato la famiglia della vittima a piangere il corpo di una ragazza di venti anni senza aver mai trovato giustizia.

Un grande ingresso che s’affaccia su via Poma, illuminato dalle luci blu intermittenti delle volanti, un edificio imponente color bianco e rosa pallido: sei palazzine che circondano un ampio e alberato cortile interno raccolto attorno a una fontana gorgogliante.

Il 7 agosto del 1990 la giovane Carla De Simoni viene trovata morta nell’ufficio in cui lavorava.

Uccisa in un modo barbaro e lasciata nuda fra pozze di sangue e ferite da difesa.

Niente vestiti, niente borsa o portafogli, niente indizi.

Solo una famiglia disperata ed incredula che vede la ventenne uscire di casa e mai più tornare.

Il romanzo si alterna fra gli investigatori che si occupano del caso, Tommaso Elleni e Nicola Destrieri, e i giornalisti Marco Scalise  e Massimo Bellomo.

Salti temporali riportano la vicenda dalla scoperta del delitto a trenta anni dopo, e descrivono i vari punti di vista di chi il delitto lo deve risolvere e chi, per diritto di cronaca, lo deve raccontare.

Emozioni e sensazioni che si alternano alla rabbia ed alla frustrazione, piste che non portano a nulla e imputati assolti per non aver commesso il fatto. Tutto in un libro che non puoi smettere di leggere senza chiederti ad ogni pagina chi può essere stato così atroce.

 

Il giallo di via Poma è un romanzo strutturato molto bene, che non fa mai perdere il segno al lettore nonostante e che fa fin da subito puntare si l’attenzione sulla vittima, ma anche su tutti gli altri personaggi inseriti all’interno della storia. 

Ognuno a suo modo ha una grande importanza, protagonisti e non.

La loro descrizione rende chiara l’idea e non puoi che affezionarti alle battute ironiche e acute di Marco o a quelle esagerate e oltre le righe di Tommaso.

Due personaggio diversi, con ruoli diversi, ma che in realtà sono la faccia opposta della stessa medaglia.

Due uomini che vivono circondati dal dolore e dall’efferatezza e che si nascondono dentro un’armatura fatta di battute e frecciatine.

Per alleggerire in qualche modo il loro mondo pesante.

Il finale poi è ben curato e per nulla scontato, tutto si relaziona perfettamente e rimette insieme i pezzi di un puzzle che a prima vista non sembra combaciare.

Il giallo di via Poma non è un libro intento a trovare l’assassino di Carla, cosa che naturalmente è spettata ad altri in altri ruoli ben lontani da quello degli scrittori, ma che vuole ripercorrere questo omicidio mai risolto analizzandolo da diversi punti di vista.

Senza avere la presunzione di nulla, oltre a quella di raccontare.

Arrivata all’ultima pagina mi sono chiesta cosa c’è stato di sbagliato nelle indagini o come ha fatto un assassino così spietato a farla franca, e mi sono commossa pensando che, a differenza del lettore, chi amava quella povera ragazza non potrà mai leggere la parola fine a questa assurda e spietata ingiustizia.

 

 

Gli autori

Antonio Del Greco è nato a Roma nel 1953 ed è entrato in polizia nel 1978. Attualmente è direttore operativo della Italpol. Insieme  Massimo Lugli ha scritto  Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli cattivi, il Giallo di via Poma e Inferno Capitale.

 

Massimo Lugli è un giornalista e scrittore italiano, inviato speciale de la Repubblica per la cronaca nera e autore di romanzi gialli.  Finalista al Premio Strega con L’istinto del Lupo, ha pubblicato La legge del Lupo solitario, Nelmondodimezzo, Il romanzo di Mafia Capitale, la trilogia Stazione Omicidi e il Giallo Pasolini. Insieme ad Antonio Del Greco ha scritto Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli Cattivi, il Giallo di via Poma e Inferno Capitale.

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