Il fiore della vendetta
Giallo
0111 edizioni
Settembre 2024
Cartaceo
193
Due omicidi. Un fiore lasciato dall'assassino sulle sue vittime. Un oscuro messaggio.
Amelio Cau è un ex investigatore privato che qualche anno prima ha avuto un certo successo, ma ora è solo e disperato. È lui il collegamento tra le due morti e ancora non sa che presto verrà travolto dal suo passato. Perché l'assassino si vuole vendicare di lui. Ma è davvero così?
Tra i suoi ricordi, nel sole di un pomeriggio estivo o nel grigio di una notte piovosa, Amelio seguirà un filo che si dipana tra le strade della Sardegna, cercando di ricomporre il mosaico che lo condurrà nei recessi più profondi della sua mente, per cercare di salvare la sua famiglia e dare finalmente un rifugio a sé stesso, forse il suo ultimo approdo.
“Il fiore della vendetta” di Danilo Cicilloni mi ha catturato dall’inizio alla fine. Ho camminato tra le pagine con estrema curiosità. È un libro il cui punto forte, secondo me, è la capacità dell’autore di sviscerare in profondità i personaggi, in particolare il protagonista.
Per voi quali sono le caratteristiche che deve avere assolutamente un buon giallo?
Il nostro protagonista, Amelio Cau, si ritrova in questa storia coinvolto, dapprima marginalmente e poi con un ruolo chiave, nelle indagini di due omicidi. Le persone uccise facevano parte del suo passato, entrambe sono legate a lui e per questo motivo, Amelio, sente forte la necessità di ricercare la verità.
“Cercò di frugare tra i suoi ricordi. La soluzione era lì, sepolta sotto le macerie del tempo, nascosta tra i detriti della memoria, ma niente, nessuna idea, nessun volto, nessun dettaglio che si fosse impresso dentro di lui”
Non sbaglia quando capisce di essere coinvolto in prima persona e forse di essere proprio lui la “causa” di queste uccisioni.
Dovrà scavare nel suo passato, nei suoi ricordi, in quei ricordi che gli fanno male. Rispolverare le sue capacità da investigatore privato e farsi aiutare dalla figlia avvocato, Flora.
La lettura de “Il fiore della vendetta” è stata molto scorrevole, ho trovato la penna di Cicilloni molto incisiva. Sa come attirare il lettore, quando farlo correre e dove farlo rallentare. Non si perde mai il filo della storia, delle indagini e anche della scoperta del protagonista.
Si saltella tra il presente ed il passato di Amelio, per entrare nel corpo e nella testa di quest’uomo che appare insoddisfatto, appesantito, forse ormai vinto dalla vita, ma che non molla l’indagine, pronto a tutto per scoprire la verità e salvare la sua famiglia.
Giallo che si svolge in Sardegna, terra dell’autore. L’ambientazione si sposa bene con la storia. È anche interessante scoprire questa terra nella sua dimensione meno turistica e più tradizionale e popolare.
Un bel puzzle questo libro. I pezzi si incastrano alla perfezione, e non se n’è perso nemmeno uno.
Per cui il quadro finale per me è da punteggio massimo.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐