Il dubbio del delegato
Giallo
Indomitus
22 febbraio 2024
Cartaceo - ebook
292
Lugano, Vigilia di Natale 1941. Su un pendio nelle vicinanze del campo internati di Vico Morcote vengono trovati, sepolti nella neve, tre soldati polacchi morti ammazzati. Il delegato di polizia Ezechiele Beretta si trova tra le mani un nuovo e oscuro caso, ma a complicare maggiormente l’indagine compare la polizia giudiziaria dell’esercito svizzero, la quale ha totale giurisdizione sui campi internati e il relativo compito investigativo.
Da una prima constatazione sul posto, sembra che le vittime siano state giustiziate in maniera brutale con un’arma da fuoco. Il Beretta intraprende così da comprimario la nebulosa indagine, aiutato in maniera informale dall’amico ed ex appuntato della gendarmeria Tranquillo Bernasconi, ormai in pensione da qualche anno ma pronto a tornare in azione.
Come se non bastasse, nell’intreccio si inserisce a sorpresa anche Sterlina, la compagna del Beretta, la quale svela il suo misterioso passato e cosa l’ha condotta a trasferirsi nel malfamato quartiere Sassello di Lugano. I suoi legami con l’orrendo delitto getteranno però un’ombra sull’intera vicenda: riuscirà il delegato Beretta a risolvere tutti i suoi dubbi e a sbrogliare l'intricato caso?
“Il dubbio del delegato” edito da Indomitus è il quarto romanzo giallo con protagonista Ezechiele Beretta scritto da Dario Galimberti.
Lugano è la Vigilia di Natale del 1941.
Ezechiele Beretta e l’appuntato, ormai in pensione, Tranquillo Bernasconi si stanno scambiando gli auguri di buone feste quando in gendarmeria arriva una richiesta di intervento.
“Ha appena telefonato il sindaco di Vico Morcote. Pare che laggiù ci sia una gran confusione con tanto di morto”
Quando Ezechiele e Tranquillo arrivano sulla scena del crimine vedono che i morti in realtà sono tre. Tre soldati polacchi internati nel campo lì vicino.
Indubbiamente i tre sono stati uccisi, sui loro corpi sono presenti dei fori di proiettili, ma il movente non sembra altrettanto evidente.
L’indagine viene affidata alla polizia giudiziaria dell’esercito svizzero, perché i campi degli internati sono sotto la loro giurisdizione. Beretta fa un passo indietro, diciamo di fianco, perché il primo tenente, François Dupond, conosce la fama del delegato e accetta di collaborare.
“La fama del Beretta era nota anche negli ambienti militari. Per il giovane, il delegato era una sorta di mito, un maestro nella logica deduttiva…”
Il delegato Beretta chiede al Bernasconi, anche se in pensione, di affiancarlo in queste indagini che sin dall’inizio risultano difficili. Dei tre soldati polacchi non si sa quasi nulla, anche i commilitoni, con cui condividevano il campo, sembrano non conoscerli bene.
In paese li descrivono come dei bravi ragazzi che quando potevano aiutavano chi ne aveva bisogno. Beretta però sa che non bisogna farsi ingannare dalle apparenze e che l’unico modo per scoprire la verità è guardare i fatti da tutte le prospettive.
Anche se le indagini sembrano portare a più moventi, Beretta incomincia ad avere un quadro completo di quello che potrebbe essere successo a Vico Morcote. Ma la cosa che più preoccupa Ezechiele è che sembra che la sua compagna, Sterlina, sia in qualche modo coinvolta nel omicidio dei tre soldati.
Beretta non sa molto del passato della donna, lei ha mantenuto un certo riserbo, e lui, che è un uomo riservato, non le ha mai chiesto nulla.
Cosa è davvero successo a Vico Morcote? Perché tre soldati stranieri sono stati uccisi?
“Il dubbio del delegato” come dicevo all’inizio è il quarto romanzo di Dario Galimberti con protagonista il delegato di polizia Ezechiele Beretta.
Come nei precedenti, anche in questo romanzo troveremo un mistero intrigato da risolvere, sì perché tutti e quattro i gialli di Dario Galimberti presentano questa caratteristica, all’inizio sembra quasi scontato chi possa essere l’assassino, ma man mano la vicenda si complica e il finale non è mai quello che ci si aspetta.
In questo romanzo, l’autore, ci farà conoscere meglio Sterlina, compagna di Ezechiele, una figura che nei precedenti era quasi marginale, un bel personaggio femminile, ho avuto l’impressione che fosse il corrispettivo femminile del delegato. Riservata, intelligente, misteriosa e con un gran cuore.
Come ho scritto nelle precedenti recensioni, Beretta è un personaggio che mi piace molto per la sua umanità, non è mai spocchioso, ha le idee chiare su come eseguire le indagini, ma non fa mai pesare, ai suoi collaboratori, la sua capacità investigativa.
In questo romanzo ho notato che ci sono più dialoghi e anche più ironia.
La cosa che più mi piace nei gialli storici è la totale mancanza della tecnologia moderna, molto utile nella realtà, ma nei romanzo gialli, la capacità deduttiva dei vari investigatori rende la lettura più interessante.
Vi piacciono i gialli storici? Oppure preferite i gialli ambientati nel nostro tempo?
Ringrazio l’autore per la copia cartacea.