Il dio dei boschi
Thriller
NN Editore
5 novembre 2024
cartaceo, ebook
544
È l'estate del 1975 quando Barbara Van Laar, adolescente problematica, scopare da Camp Emerson, il campo estivo fondato dalla sua ricca famiglia nel parco delle Adirondack. La notizia fa subito scalpore: anni prima anche suo fratello Bear è sparito nei boschi in circostanze misteriose, e non è mai stato ritrovato.
La giovane investigatrice Judyta Luptack comprende subito che tutti nascondono qualcosa: gli uomini della famiglia, che ai tempi di Bear hanno tardato a chiamare i soccorsi; la madre dei ragazzi, incapace di riprendersi dal dolore; il capitano della polizia, che ancora una volta ha fretta di trovare il colpevole, e Tracy, l'unica amica di Barbara al campo e l'unica a conoscere i suoi movimenti segreti.
Mentre le indagini procedono, passato e presente si intrecciano, mettendo in luce tradimenti, menzogne, conflitti e giochi di potere.
“Tra tutte le ragazze proprio lei doveva scomparire” – da “Il dio dei boschi” di Liz Moore, Nn Editore.
“Il dio dei boschi“, la foresta ai piedi delle Adirondack, che appartiene ai Van Laar. Essi sono ricchi banchieri che hanno fondato Camp Emerson per sensibilizzare i ragazzi sul tema dell’ambiente e conquistarsi così una buona fama. Ma è proprio lì che hanno perso misteriosamente entrambi i loro figli a distanza di quattordici anni, nello stesso modo. Prima Bear e poi Barbara. Della sparizione di quest’ultima se ne sta occupando una giovane e abile investigatrice, che nota troppe incongruenze studiando la precedente indagine. Oltre ad atteggiamenti decisamente contradditori e omertosi della famiglia. E se queste scomparse fossero opera della stessa persona? In fondo nessun investigatore crede nelle coincidenze.
“Se ti perdi, siediti e mettiti a urlare”
Barbara Van Laar è scomparsa di notte, durante il suo soggiorno a Camp Emerson, noto campeggio per ragazzi nella foresta delle Adirondack, di proprietà dei suoi genitori. E prima che lei nascesse, lì era sparito anche suo fratello Bear.
Bear era un bambino bello e intelligente. Il figlio che Peter Van Laar si augurava di avere, suo degno erede. Un ragazzino sveglio, simpatico e precoce. L’orgoglio della famiglia. La sua scomparsa aveva gettato nel panico l’intera comunità e la madre non si era più ripresa dal dolore. Barbara era nata per volere del padre, forse nella speranza che potesse colmare il vuoto lasciato dal fratello, ma così non era stato. Si era rivelata da subito capricciosa e caparbia. Crescendo, non era certo migliorata. Barbara è una figlia ribelle, problematica e infelice. Veste in modo stravagante e si tinge i capelli con tinte scure che la fanno sembrare una dura.
“Ma Barbara Van Laar era troppo interessante per ignorarla. Anche se nessuno osava dirlo ad alta voce, l’obiettivo di tutti i ragazzi del campo, era farsela amica” – Il dio dei boschi
È una delusione per i suoi genitori. Il freddo Peter Van Laar, uomo affascinante, ma eccessivamente controllato. E la dolce fragile Alice, di dodici anni minore del marito, che ha saputo solo essere graziosa e remissiva, così piena di insicurezze e timori. Barbara sa di essere diversa dalle coetanee e che l’appartenere ad una famiglia così importante la rende oggetto di curiosità. Tutti vorrebbero essere suoi amici, mentre lei è piuttosto selettiva.
Tra le tante ragazze del campeggio, sceglie Tracy quale amica. La ragazza più impacciata, insicura. Quella ignorata dalle compagne. Colei che per la prima volta si sente speciale poiché una giovane interessante come Barbara gradisce la sua compagnia. Barbara è l’unica a non avere un’adorazione per la sorvegliante, Louise.
“Aveva il vantaggio dell’intelligenza e lo svantaggio di una madre ubriaca. Ma era stata la sua straordinaria bellezza a distinguerla, a farla diventare suo malgrado a un certo livello di notorietà sociale”
Louise è una ventitreenne proveniente da una famiglia disagiata. È una ragazza avvenente, sportiva ed è stata un’ottima studentessa, che ha dovuto interrompere gli studi per guadagnarsi da vivere. Sogna una vita diversa per se stessa e per il fratellino, spera di ottenerla sposando il rampollo di una famiglia abbiente. Un giovane abituato ad avere tutto ciò che desidera e che la considera solo un passatempo. Per le ragazze del campo è un punto di riferimento, ricorrono a lei per consigli e rassicurazioni.
La persona che incute più soggezione a Camp Emerson, è, invece, T.J. Hewitt, la dirigente. Una donna schiva e piuttosto mascolina. Conosce perfettamente la foresta poiché vi è cresciuta e ha ereditato il suo ruolo dall’anziano padre. Non concede confidenze, svolge il proprio compito con serietà e dedizione. Per tutti Tessie Joan rappresenta un mistero.
“È questo il suo unico peccato, pensò. Il modo in cui ha rovinato la sua bellezza“
La persona incaricata di occuparsi della sparizione di Barbara è una detective piuttosto giovane, Judyta Luptack. Una professionista instancabile e seria, ma che sa anche osare. Ha buone intuizioni e il coraggio sufficiente per mettere in dubbio la sincerità di persone potenti come i Van Laar. Proviene da una famiglia numerosa molto unita, dove regnano armonia e rispetto. Un ambiente che ha fatto di lei una donna sicura di se stessa e di grande onestà.
Questo è un romanzo corale, che si sviluppa su due piani temporali diversi. Il passato, risalente al 1961, e il presente, al 1975. La storia è narrata in terza persona attraverso i punti di vista dei vari personaggi, tutti coinvolti, in un modo o nell’altro, nel mistero da risolvere. Che ne è stato di Bear prima e di Barbara dopo?
“Farsi cogliere dal panico significava farsi nemica la foresta”
L’ambientazione è molto suggestiva. Bellissima e inquietante, un binomio ideale per lo scenario di un thriller. Una foresta che incanta e tradisce, così vasta da far perdere l’orientamento anche alle guide più esperte. La penna abile e raffinata di Liz Moore ci trascina tra i suoi sentieri in una corsa contro il tempo per cercare l’orientamento in una trama avvincente e ricca di suspense. E come per i giovani escursionisti, la tentazione di trovare la via per uscirne con pochi indizi, è forte, ma occorre fare molta attenzione e leggere con occhio attento.
La strada per la risoluzione dei misteri sta nello studio dei personaggi, della loro personalità e del loro vissuto. Sono perfettamente caratterizzati e hanno tutti una storia interessante alle spalle. Ogni percorso di vita potrebbe rappresentare una minuscola trama, e la curiosità di conoscerne l’epilogo accelera il ritmo di lettura.
“Ma a Cap Emerson sanno tutti che di Bear Van Laar bisogna parlare sottovoce“
Ho letto “Il dio dei boschi” in soli due giorni, nonostante le sue quasi cinquecento pagine. Non solo è dotato di un intreccio ben articolato e di diversi colpi di scena, ma offre anche spunti di riflessione sui danni dell’inconsapevolezza tipica della giovane età. Essa porta su strade sbagliate e in fondo ad esse non c’è che l’infelicità. Invita a riflettere sui problemi derivanti dal crescere in un ambiente anaffettivo e sull’incomunicabilità all’interno delle famiglie. Sono presenti anche sentimenti positivi come la lealtà e la profondità della vera amicizia. Una storia che colpisce, avvince, sorprende e a tratti commuove.
Amate i thriller caratterizzati da drammi familiari e ambientazioni suggestive?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
