Il destino ha la sua via e non accetta suggerimenti
Sorridere e resistere
Humor nero
Edizioni Il Vento Antico
19 giugno 2025
Cartaceo e eBook
208
C'è un momento, un solo momento, che può cambiare tutto. Carlo Puccini lo sa bene: la sua vita perfetta si è frantumata in mille pezzi, e ora si trova a camminare su un filo sottile tra la realtà e l'ignoto. Un incidente, un tradimento, una scoperta che lo spinge a rivedere tutto.
Amava sua moglie, la bellissima Barbara, e si fidava del suo migliore amico, il chirurgo estetico Pietro Traversi. Lavorava in un prestigioso studio di architettura, credendo che il successo, l’amore e la fiducia fossero la solida base della sua vita. Ma quando l’amore si trasforma in ossessione, anche la strada più tranquilla può condurre dritta all’inferno.
Tra sospetti, tradimenti e verità scomode, ogni personaggio indossa una maschera, e distinguere vittime e carnefici diventa impossibile. Perché a volte l’amore uccide. Ma l’odio è molto più efficiente.
Un romanzo standalone di Raffaella Bossi, autrice della fortunata serie Delitti e Profumi, che conferma la sua voce unica nel panorama della narrativa italiana: brillante, tagliente, provocatoria e profondamente umana.
Il destino ha la sua via è un mix irresistibile di humor nero, noir e satira sociale, capace di farvi ridere, riflettere e rabbrividire in un solo colpo.
“Le imposte erano accostate, ma una lama di luce filtrava prepotente e cadeva sui capelli di Barbara allargati sul cuscino. Carlo si avvicinò piano e con delicatezza le accarezzò una guancia. Lei sbarrò gli occhi grandi e neri, spaesati, poi lo riconobbe e accennò un sorriso.”
Se bazzicate da queste parti, sapete che per me Raffaella Bossi è una certezza incrollabile. I suoi romanzi, specialmente quelli che ci portano tra le mura accoglienti del B&B L’Essenza, sempre editi da Il Vento Antico, sono il mio porto sicuro: storie che attendo sempre con quell’impazienza tipica di chi ritrova vecchi amici.
Per la serie Sorridere e resistere, con “Il destino ha la sua via e non accetta suggerimenti“, la Bossi decide di sparigliare le carte. Abbandona (momentaneamente spero) la sua serie storica per regalarci un romanzo autoconclusivo.
Al centro della storia c’è Carlo Puccini, un uomo che sembra aver vinto alla lotteria della vita. Ha una carriera solida come architetto, un’amicizia fraterna con il chirurgo estetico Pietro Traversi e, soprattutto, è devoto alla bellissima moglie Barbara.
Ma la perfezione, si sa, è spesso un guscio vuoto. Carlo vive per l’estetica, al punto da “costringere” Barbara a continui ritocchi chirurgici per raggiungere il suo ideale di bellezza. Non sa che il suo mondo sta per sgretolarsi: una scoperta improvvisa trasformerà il suo sogno in un
incubo, portandolo a confrontarsi con il tradimento, la rabbia e una sete di vendetta che lo spingerà verso decisioni estreme.
“Io la amo, lo sai, anche per questo.“ Carlo era confuso, giocherellava con la mazza colpendo ritmicamente il terreno.
“Lei è… è… quasi perfetta. Il sogno di ogni uomo. Ma se pensi che sia troppo presto, magari le labbra me le faccio come regalo di Natale.“
La cosa che più mi ha colpito di questo romanzo è stata la mia reazione personale ai personaggi. Sono stata infatti coinvolta in un’altalena di emozioni grazie alla scrittura sapiente dell’autrice. Non vi mentirò, nelle prime pagine ho fatto fatica a digerire i comportamenti di Carlo. La sua ingerenza quasi ossessiva sulla bellezza di Barbara, quegli interventi estetici “imposti” per appagare il proprio ego, me lo hanno reso odioso.
Nel mentre la mia mente correva avanti immaginando un certo tipo di finale, ma Raffaella Bossi ha invertito la rotta. Carlo, ad un certo punto, smette di essere il “carnefice” per diventare la “vittima”.
Menzione speciale per i “vicini di casa”: ho adorato la caratterizzazione di Pasquale e Teresa, i classici portinai di condominio che tutti abbiamo incrociato almeno una volta nella vita. Sono loro a dare quel tocco di verve e realismo sociale che rende la storia ancora più godibile.
Raffaella Bossi mantiene la sua cifra stilistica: una scrittura elegante, garbata e precisissima. La sua capacità di incastrare ogni elemento della trama è quasi chirurgica (giusto per restare in tema!). Non c’è una parola fuori posto e la sua abilità descrittiva rende vivida ogni scena.
Il tono è più cupo rispetto alla serie Delitti e Profumi. È una satira sociale spietata sull’importanza che diamo alle apparenze. L’autrice ci sbatte in faccia una verità scomoda: a volte, rincorrendo la perfezione esteriore, finiamo per ignorare il marciume interiore. Il finale è una volata che lascia il fiato corto e un retrogusto amaro.
Non posso chiudere questa recensione senza un messaggio diretto per l’autrice. Raffaella, il libro è una perla di cinismo e intelligenza, ma… mi è mancato Fracas! Mi sono ritrovata a sperare in una sua apparizione in ogni capitolo. Sappi che attendo con ansia una nuova avventura con il mio beniamino preferito!
Buona lettura!
Concludo la recensione con una frase dell’autrice, presa dalle note e ringraziamenti, che mi ha colpito particolarmente:
“Del resto non è il nostro aspetto che determina la nostra età, e nemmeno la nostra data di nascita, ma solo la nostra capacità di sognare ridere e amare. Come disse l’indimenticabile Anna Magnani: l’importante è non avere le grinze al cervello. Quelle in faccia prima o poi poi ti aspettano al varco.”
Raffaella Bossi legge moltissimo, scrive tanto e, se fa altro, pensa al prossimo capitolo. Trasforma le proprie conoscenze in personaggi, a volte capita che li uccida. Viaggia per non rimanere a corto di ambientazioni. È una donna fedele, ma solo al marito, mai ai generi letterari: è passata dal romanzo storico, al thriller politico, all’avventura, ma commedia, umorismo e satira sono i suoi cavalli di battaglia. Al momento scrive cozy mystery che divertono lei e anche i suoi lettori. Il suo entourage di fiducia sono tre boxer.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.