Il desiderio imperfetto
Romanzo
Arkadia
17 gennaio 2025
cartaceo e-book
112
Montemarcello è un piccolo borgo posato sopra un promontorio, incastrato tra Liguria e Toscana, affacciato sul mare. Lì vivono Fabrizio ed Enrico, amici fraterni, cresciuti insieme nell'incanto della natura che li circonda, accomunati dall'attitudine alla sensibilità. Enrico sa, fin da bambino, che diventerà un artista mentre Fabrizio, quasi per casa e a seguito di un episodio familiare - di quelli che deviano il corso delle cose - , si immerge prima nella lettura e poi nella scrittura. Cresce così in lui la consapevolezza di voler diventare uno scrittore. Nel suo percorso di formazione scopre la grande letteratura fatta di ombre venerate e distanti, come quella di Vincenzo De Petri, il famoso autore che trascorre le sue estati in paese, e si imbatte nella figura di Ines, una donna anticonformista, giornalista e critica letteraria, che si offre di aiutarlo a trovare un editore per il suo romanzo. Le ambizioni di Enrico, sospinte dalla sua intraprendenza e capacità di ignorare gli sgambetti della vita, paiono concretizzarsi, mentre i sogni di Fabrizio, più introverso e poco incline a muoversi dal paese, si frantumano nella complessità del mondo editoriale. Una storia d'amicizia sullo sfondo di un paesaggio placido e incontaminato.
“Il desiderio imperfetto” è un breve romanzo di Sebastiano Martini che ha come protagonisti due amici fraterni, Fabrizio ed Enrico. Si conoscono dai tempi delle scuole elementari, si comprendono vicendevolmente poiché entrambi coltivano un sogno. Enrico vorrebbe vivere della sua arte mentre Fabrizio desidera diventare uno scrittore con tutto se stesso, dedicando la sua vita a tale progetto nonostante le numerose porte chiuse. Il tutto a Montemarcello, incantevole paese ligure in cui ogni abitante può vedere il mare da casa propria.
“Si vede che hai letto tanto”, ma la scrittura non è ostentazione del proprio sapere”
Quando si parla di anime gemelle, credo non si dovrebbe farlo limitatamente alle relazioni romantiche. Penso che tale concetto debba essere esteso anche all’amicizia. Ho pensato a quest’espressione nel leggere la storia di Enrico e Fabrizio. Due uomini cresciuti nello stesso pittoresco paese vicino al mare, ma destinati a essere amici fraterni nonostante le loro differenze. A causa di tali diversità caratteriali, inizialmente i due si ignoravano.
Fabrizio, un ragazzino introverso che preferiva leggere piuttosto che giocare a pallone con i suoi coetanei. Enrico, più vivace ed espansivo amante della compagnia, sempre in mezzo a gruppi di bambini con i quali si incontrava nella piazzetta del paese. Il primo figlio di genitori divorziati il cui padre si limitava ad inviargli un libro con qualche banconota all’interno, per ogni suo compleanno. Il secondo appartenente ad un nucleo famigliare unito, dal clima più sereno.
Un evento che avrebbe dovuto farli litigare, li unisce. Da allora crescono sorreggendosi a vicenda come fossero fratelli. Sono entrambi sognatori, tutti presi dalle loro aspirazioni difficili a realizzarsi, mentre i familiari li osservano perplessi.
“…la sua unica certezza era di aver finalmente trovato un amico” da “Il desiderio imperfetto”
Enrico, diplomato al liceo artistico, vorrebbe diventare un pittore. Nonostante abbia un successo limitato, non demorde. E’ ottimista e creativo, oltre essere assai intraprendente. Ha idee innovative ed è deciso a trasformarle in realtà anche a costo di trasferirsi dall’altra parte del mondo. Fabrizio invece è laureato in lettere, potrebbe insegnare ma è troppo preso dalla realizzazione del suo romanzo, per impegnarsi in altro. Poiché ha sempre ammirato i grandi autori sin da giovanissimo, sogna di diventare uno di loro e cerca disperatamente qualcuno che creda in quello che scrive e che soprattutto lo pubblichi. E’ sempre introverso come quando era bambino, restio agli spostamenti, abitudinario, impaziente e alla ricerca di riscontri positivi. E’ caparbio ma nello stesso tempo demoralizzato dai continui rifiuti.
Ines è l’unica che lo ha incoraggiato poiché ha letto il suo romanzo. E’ giornalista e editor. Una donna indipendente, schietta e anticonformista. Ogni estate si trasferisce nella villa del noto autore Vincenzo De Petri a cui fa da assistente. Un uomo di grande cultura, un famoso scrittore a cui molti inviano i propri manoscritti nella speranza che li possa leggere e valutare positivamente. Ma l’uomo ormai è anziano, stanco e demotivato. Da molto tempo non legge più nulla. Ines è protettiva nei suoi confronti poiché legata a lui da un rapporto più che professionale oltre che di stima.
“Non dimenticarti di una cosa: bisogna avere il coraggio a essere ridicoli, un artista deve essere ridicolo, perché nel momento in cui smette di esserlo non è più un artista”
I romanzi di Sebastiano Martini
Ho letto e apprezzato tutti i romanzi di Sebastiano Martini, questo ancor più degli altri. Innanzitutto perché amo le storie d’amicizia. In secondo luogo perché mi piace viaggiare con la mente mentre leggo, e questo accade quando un ambiente è descritto con cura e le parole si trasformano in immagini con la stessa nitidezza di una fotografia nel mio immaginario. E’ una costante nei romanzi dell’autore, oltre un linguaggio delicato dai toni quasi lirici, ma nello stesso tempo di agevole comprensione.
I capitoli sono brevi come del resto lo è il romanzo. Il ritmo è molto rapido perché la trama è appassionante e non è affatto semplice indovinarne l’evoluzione quindi è presente anche una lieve aura di suspense. Anche le tematiche sono interessanti e affrontate con profondità. Riguardano l’autenticità dei rapporti d’amicizia, la complessità di quelli familiari, le velleità che si traducono in ambizioni di difficile realizzazione. E questo fa sorgere riflessioni del tipo: quanto è facile confondere la passione con il talento? Talento corrisponde a genialità? E’ giusto arrendersi all’evidenza o bisogna continuare a crederci anche a costo di scontrarsi con la realtà facendosi male?
“Mi è sembrato di toccare un tessuto prezioso, delicato, da maneggiare con attenzione. Le pagine scivolano via come seta di gelso. Si intitola “La finestra senza mare”
I personaggi di Sebastiano Martini
I personaggi sono ben caratterizzati, assai interessanti nelle loro differenze. Ho apprezzato in particolar modo le figure femminili così prive di stereotipo e proprio per questo estremamente realistiche. Ines e la madre di Fabrizio. Entrambe donne forti.
Una perfettamente autonoma, del tutto indifferente in merito ai canoni estetici dei giorni nostri, schietta e diretta, con una sua “vita segreta”. La madre di Fabrizio è altrettanto indipendente poiché ha saputo crescere un figlio da sola, con le proprie forze e i propri sacrifici. Non ha ritenuto di dover cercare un’altra figura maschile nella sua vita ed è andata avanti tra le numerose preoccupazioni, la più grande è data dal figlio. Lo ama, è fiera della sua laurea che potrebbe avviarlo all’insegnamento nella stessa scuola dove lei lavorava come ausiliaria. Disapprova la scarsa concretezza di lui, prova ad indirizzarlo verso la strada più sensata ma non lo assilla mai nonostante sia in pena per il suo futuro. Lo fa sentire comunque amato.
Il finale della storia è assolutamente inaspettato e ci riserva un piccolo colpo di scena, che non è mai sgradito a noi lettori.
“Nella vita, amico mio, bisogna sapersi accontentare”
Credete sia vero?