Il conte di montecristo Book Cover Il conte di montecristo
Alexandre Dumas
Mondadori
Ebook/Cartaceo
1140

Vittima delle trame di due rivali e di un ambizioso magistrato senza scrupoli, il giovane ufficiale di marina Edmond Dantès viene arrestato a Marsiglia il giorno stesso del suo fidanzamento e rinchiuso per quattordici anni nel tenebroso castello d’If. Qui incontra l’anziano abate Faria, che gli offrirà l’occasione per una fuga avventurosa e gli permetterà di impossessarsi di un prezioso tesoro. Divenuto ricchissimo, Dantès – che ha ormai assunto il titolo di conte di Montecristo – può portare a termine la sua tremenda vendetta… Pubblicato per la prima volta nel 1844 e basato su un fatto di cronaca, Il conte di Montecristo è uno dei romanzi più avvincenti e popolari di tutti i tempi: un caposaldo della letteratura europea, un grande libro sulle passioni degli uomini.

 

Romanzo, almeno così l’ hanno definito! Personalmente creerei una nuova categoria, solo per lui.

Il Conte di Montecristo è uno dei più celebri romanzi scritti dal Francese Alexandre Dumas, edito per la prima volta sul Journal des Dèbats, viene pubblicato a puntate ….
Una recensione qualsiasi continuerebbe con questo tenore, proseguirebbe con un breve riassunto e terminerebbe con superficiali considerazioni circa i temi dell’ingiustizia, della vendetta, dell’amore etc
ect.
Una recensione qualsiasi, ma non la mia.
Se ad esempio ora facessi un breve riassunto, anziché incentivare la vostra voglia di leggerlo, probabilmente la raffredderei inevitabilmente. Proviamo?
Marsiglia 1815, il protagonista Endmond Dantes, appena diciannovenne sta per diventare il capitano del Pharaon e sposare Mercédès Herrera, l’amore della sua vita; ma tre finti amici, invidiosi di lui,
riescono a farlo arrestare accusandolo di essere un Bonapartista, proprio pochi minuti prima del suo matrimonio. Gèrard di Villefort, sostituto procuratore del Re, consapevole dell’innocenza di Edmond
lo fa imprigionare comunque.
Viene così incarcerato nel Castello d’If, dove passa quattordici anni. Sua unica compagnia era il vecchio Abate Faria, il quale insegna ad Edmond tutto lo scibile umano, e, poco prima della sua morte, gli confessa dove è nascosto un immenso tesoro. Alla morte di Faria, Edmond, riesce a evadere. Trovato l’immenso tesoro promesso da Faria, sull’isola di Montecristo, attende dieci lunghi anni prima di mettere in atto la sua vendetta contro chi lo aveva fatto imprigionare.
Si trasforma così nella “mano di Dio”, convinto di rappresentare lui stesso la provvidenza.
Alla fine, dopo aver tanto lavorato per la sua vendetta, deve suo malgrado riaprire il cuore all’amore che la sua schiava gli fa riscoprire con tutte le paure e le incertezze del caso.
Ok. Vi è piaciuto? Dire dozzinale è dire poco! Ecco perché, lette le recensioni, non mi sono mai sognata di leggere qualcosa di così scontato …. E quanto mi sbagliavo.
Come potrei definire questo capolavoro? E’ difficile credetemi. Perdonate la mia difficoltà, ma l’Italiano è una lingua così povera che mi restano esigue possibilità.
Potrei provare con una parola inglese: Liberty, che badate bene non è Freedom.
Freedom significa letteralmente “la libertà che ti viene concessa da qualcun altro, che incontra limiti, non appena incrocia l’inizio della libertà altrui”.
Liberty significa “faccio tutto ciò che voglio, viaggio nella terra delle infinite possibilità”, così Edmond passa circa dieci anni della sua vita, il suo obiettivo era chiaro: Vendetta, ma non una vendetta qualsiasi.
Utilizza l’immensa fortuna lasciatagli dall’abate Faria per creare un nuovo mondo, mondo in cui lui non era più Edmond: ogni tratto della sua personalità era così grande da meritare un “personaggio”.

L’aspetto più interessante è il come. Come arriva a quel tesoro?
Ci viene letteralmente condotto, da una serie di eventi che istigherebbero l’indignazione di chiunque, quella che l’umana mente concepisce solamente come ingiustizia è, in realtà, il famoso calcio “nel sedere” che la vita ti da al solo fine di farti rialzare NUDO. Spoglio delle maschere che ti hanno imposto.
Edmond ci mise circa cinque anni prima di smettere di pregare, di attendere giustizia, decidendo di togliersi la vita. (spogliarsi delle aspettative altrui)
Il suo Ego era certamente defunto nel momento in cui concepì il suicidio. Dal momento in cui incontrò Faria, iniziò a ricostruirsi sfruttando e spingendo al massimo tutte le sue abilità. Evaso di prigione  ingegno e coraggio) e salvo per miracolo (provvidenza) trova il famoso tesoro (fede) di cui tanto Faria aveva parlato.
Fa di se stesso un essere in sostanza perfetto (fiducia in se stessi), completo in ogni senso, e sviluppa appunto una serie di personaggi da interpretare che potrebbero essere ricondotti ai vari aspetti del suo illimitato ESSERE. (viaggio nelle terre delle infinite possibilità) Diventa Simbad il Marinaio quando salva Pierrè Morrel, l’armatore per cui lavorava. Il Conte di Montecristo sublime essere quasi magico e di contro, il suo alterego Lord Willmore, un lord Inglese che dispensa elemosine, nemico dichiarato di Montecristo e da ultimo, l’Abate Busoni, che rappresenta il suo anello di congiunzione con Dio.
Per dieci lunghi anni Montecristo intesse la tela del suo piano, non sceglie di uccidere i suoi aguzzini, no. Lui sceglie di far cadere le loro maschere (fare luce) , in una Parigi in cui le apparenze erano tutto,
nulla poteva essere peggio della verità. Studia, raccoglie informazioni essenziali, colleziona documenti, scopre figli illegittimi, alti tradimenti, riscopre, passo dopo passo cos’era successo in quei quattordici
anni in cui è stato dimenticato da tutti ma non da Dio.
L’ingranaggio inizia a girare quando, non proprio casualmente, conosce Albert di Morcerf, da lui si fa introdurre nell’alta società Parigina e, una volta giunto a Parigi, inizia a mettere in pratica quel piano
così perfetto che, i poveri malcapitati non possono far altro che considerarsi perseguitati dalla sfortuna.
Uno per uno affondano, e poco prima del loro crollo lui si mostra: Io sono Edmond Dantés (le vie del signore sono infinite).
Il suo piano è però minato da un particolare che l’infallibile Montecristo non aveva considerato.
L’AMORE. E’ proprio l’amore che lo induce a rivisitare il suo piano proprio nel momento in cui lo credeva terminato.
Suo malgrado deve affidarsi alla provvidenza(ritorna il tema della fede), che non lo abbandona.
Arrendendosi ad un sentimento più grande riscopre gli slanci del cuore e, pieno di coraggio, abbandona il suo personaggio facendo risorgere il cuore puro di Edmond.
Il Conte di Montecristo Lo stile letterario ridondante può sembrare assolutamente inutile, a tratti noioso, ma non tenderei a dimenticare che il cervello umano impara attraverso l’esperienza, ripetuta più e più volte. Ora immaginate che effetto può avere sulla mente di un ragazzino intento a ingrassare le proprie competenze lessicali.
Non posso aggiungere altro, rischierei di scriverci un libro, sento di voler terminare con quello che è stato il mio pensiero non appena ho terminato di leggerlo:

“Ti ho Amato … Sei stato il primo libro che mi ha lasciata senza rimpianti! Non mi domando cosa sarà la vita senza di te, come faccio solitamente, finito un libro. Mi domando cosa sarebbe stata la mia vita se non ti avessi letto.”

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