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Recensione: “Il coltivatore d’amore” di Paco Savino, Self-publishing

Il coltivatore d'amore Book Cover Il coltivatore d'amore
Paco Savino
libri per bambini
Self-publishing
1 dicembre 2020
cartaceo
24

Il coltivatore d’Amore è una breve favola in rima i cui temi sono l’amore e l’odio, nonché il rapporto che essi hanno con il lavoro ed i sogni

.Un povero contadino imbronciato prova a piantare dei semi di Amore, cercando di arricchirsi per diventare re. Qualcosa andrà storto.

 

 

“Quando pianti questi semi
devi farlo con amore,
l’odio è il suo peggior nemico…”

 

Frase emblematica che ci dice tanto su quello che incontrerete nella lettura di Il coltivatore d’amoreun racconto di Paco Savino, illustrato e in rima.

Un racconto molto breve, ma ricco di significato. Ammetto che è proprio il messaggio che l’autore vuole dare a meritare plauso. In poche parole, capiamo come qualsiasi cosa, se fatta con amore, dà frutto; se fatta con odio, o più comunemente, noncuranza e disprezzo, ci dà erba cattiva.

“Il contadino non sapeva
quale aspetto Amore aveva,
conosceva solo Odio,
ecco che dal suo raccolto ha avuto
niente più che qualche rametto,
quest’è tutto”

La struttura del racconto è, come vi ho anticipato, in versi. In realtà, non me ne voglia l’autore, ma sarebbe stato più bello leggere questa storia con una tecnica narrativa e discorsiva. La rima (in realtà quasi inesistente) e la struttura metrica (anch’essa quasi inesistente) non rendono piacevole e scorrevole la lettura. Inoltre, dal punto di vista grammaticale, i tempi verbali sono scoordinati e sconnessi tra loro. Diventa difficile, così, conferire musicalità al verso (se era questo uno degli intenti dell’autore), per quanto oggi si voglia dare tanto spazio al “verso libero”. Ma, come dicevo, il messaggio che attraverso la pseudo rima e la pseudo struttura metrica Paco Savino vuole darci è tra i più nobili.

A compensare la parte tecnica, ci sono le immagini, frutto dell’estro creativo dell’autore. L’estetica del racconto risulta così piacevole e adatta anche ad un pubblico di più piccini. La storia è assolutamente da leggere ai bambini, al fine di insegnare loro che una vita piena di amore è una vita, appunto, “piena”.

Questa volta, cari amici lettori, non mi dilungherò. Vi svelerei troppo di questa breve storia, ma spero di avervi svelato abbastanza per spingervi a leggerlo, con leggerezza e senza pretese “troppo poetiche”.

“Corse agitato
a veder cos’è accaduto,
aprì la porta:
i suoi occhi luccicavano tanto
da scambiarli per faretti
e la bocca era caduta”

Cosa avrà mai visto il nostro vecchio coltivatore?

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

2 commenti

  • Alice

    Carissimo Paco, sono più che certa che i nostri lettori si lasceranno influenzare non da un misero e virtuale “recensore” ma dal messaggio che è forte e chiaro: la nobiltà dell’amore, di cui il tuo libro si fa portavoce.
    La struttura in rima è una delle più complicate in poesia e, purtroppo, spesso ne risente la musicalità di cui parlavo. Ma la musicalità della rima, a me tanto cara, non sarà il fattore determinante nella promozione del tuo libro che, ripeto, consiglio sia ad adulti che bambini per il messaggio sotteso.

    saluti affettuosi, Alice

  • Paco Savino

    Buongiorno,
    grazie per la personale recensione Alice, sarò sincero, mi dispiace che il tuo soggettivo interesse sulla forma abbia prevalso sul messaggio del testo; però, la mia risposta era rivolta a quelle persone che difronte ad una descrizione così sgraziata della struttura di questo (grammatica e rime) si trovano a dover scartare un titolo che potrebbe meritare per il semplice fatto che a dirlo è stata una persona col virtuale titolo di “recensore”, perchè ci si fida, nulla da rimproverare eh, anzi grazie per quello che fate quando si tratta di autori ignoti. Posso assicurare che il testo è completamente in rima, si chiamano “sonetti”, proprio come negli esempi riportati qui, se mancherà la musicalità lo lascio a voi dedurre qualora abbiate voglia di leggere uno sconosciuto; infine, a differenza di quanto è stato curiosamente scritto, in questo breve racconto non ho notato errori grammaticali e chiedo sensibilmente a voi lettori di affidarvi all’istinto ed alla razionalità, al buon senso.
    In definitiva, Alice, mi auguro che possa rivalutare questo testo in futuro.
    Mi scuso per il triste intervento.
    Buona giornata

    Paco Savino

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