Il colpo che mancò il bersaglio
Giallo
Sem
15 novembre 2022
cartaceo, ebook, audiolibro
368
È un giovedì come tutti gli altri e le cose dovrebbero finalmente tornare alla normalità. Solo che i guai non finiscono mai per il Club dei delitti del giovedì, sempre alla ricerca di casi "freddi" da risolvere.
Un personaggio della televisione locale è alla ricerca di un titolo sensazionale e presto la banda si mette sulle tracce di due omicidi, avvenuti a dieci anni di distanza.
Oggi recensiamo “Il colpo che mancò il bersaglio” di Richard Osman, edito Sem.

I nostri quattro amici Elizabeth, Joyce, Ibrahim e Ron, dopo l’ultima avventura (in “L’uomo che morì due volte” di Richard Osman), vorrebbero tornare alla normalità, che, per i nostri amici, significa indagare su vecchi casi irrisolti.
Ma due avvenimenti impediranno l’esaudirsi di questo desiderio. Hanno deciso di indagare sulla morte di una giornalista, Bethany Waites. Una morte avvolta nel mistero: Bethany stava indagando su una truffa milionaria.
Mentre i quattro anziani avviano le indagini, Elizabeth viene minacciata di morte se non compie un omicidio.
Come sempre ci troveremo, quando ci sono di mezzo i quattro pensionati di Cooper Chase, in un mondo dove ex spie del MI6 e del KGB, sicari e polizia collaborano, cercando di non valicare la sottile linea che divide il lecito dall’illecito.
“Il colpo che mancò il bersaglio” è il terzo romanzo dedicato ai quattro pensionati e ormai provetti investigatori di Richard Osman. Ho trovato questo libro molto più scorrevole e più cadenzato nella lettura rispetto al secondo volume. Il secondo volume mi è parso scritto più per dovere di continuità della storia raccontata rispetto al primo libro (“Il club dei delitti del giovedì“).
“Bethany Waites è consapevole che questo è un punto di non ritorno. È il momento di mostrare coraggio e di vedere come va a finire” – Il colpo che mancò il bersaglio
“Il colpo che mancò il bersaglio” è un racconto più spontaneo e leggero, dove si sottolineano molto l’importanza dell’amicizia e anche la paura della solitudine, senza perdere in ironia.
Richard Osman ci mostra il mondo degli anziani in tutti i suoi tre libri, dal loro punto di vista. Nonostante gli acciacchi dell’età, insomma, si ha sempre tanta voglia di sentirsi utili. Allo stesso tempo, ironicamente, sottolinea come i più giovani sottovalutino le capacità di chi ha una certa età, per poi ricredersi.
Richard Osman cattura l’attenzione di chi legge, non tanto per la suspense, che potrei dire è soft, quanto per la varietà dei personaggi quasi surreali che incontriamo, con una trama mai banale.
Dopo molti colpi di scena si arriva al finale, che in apparenza sembra scontato, ma che lascia aperta la strada per un quarto volume dove, a mio parere succederà di tutto; dove troveremo molte risposte e temo che perderemo qualche personaggio.
Vorrei ringraziare la casa editrice SEM che invia sempre libri cartacei, che, per chi come me ama leggere, sono doni molto preziosi.
Buona lettura.
Vi piacciono i gialli dove gli investigatori sono dei dilettanti?