Il Codice delle Ombre
Thriller psicologico, romanzo gotico
Armenia
27 maggio 2026
Cartaceo
365
Glasgow 2024: Clem è accanto al letto d'ospedale della figlia. Erin è stata trovata su una spiaggia idilliaca nella baia di Fynhallow, nelle isole Orcadi, con ustioni catastrofiche e un solo ricordo: il suo nome è Nyx. Ma come si è procurata queste ustioni? E come ha fatto il suo fidanzato a finire bruciato vivo? Orkney 1594: accusata di stregoneria, Alison Balfour attende il processo. La punizione? Essere bruciata viva. Due donne separate da quattrocento anni ma legate dal Codice delle Ombre, riusciranno a svelare un mistero secolare? E la baia di Fynhallow rivelerà i suoi segreti prima che qualcun altro muoia?
“Cosa c’è da temere, in realtà, quando la morte è l’unica certezza?” da Fiat Justitia, Ruat Caelum (Sia fatta giustizia, anche se il cielo dovesse cadere)
«Poco dopo la nascita del mondo, un Codice cominciò a esistere. Con la rilegatura fatta della corteccia del primo albero, e con le pagine nere come una notte senza luna, questo Codice custodiva i segreti della magia oscura. Storie sussurrate affermano che il libro non fu creato da mani umane, ma da spiriti delle tenebre. Si chiamava il Codice delle Ombre.»
Il Triscele, una congrega segreta, lo custodisce da secoli. Il grimorio dalle pagine nere contiene tutta l’oscurità del mondo: paura, odio, ogni forma di magia concepita per fare del male, è tutto là dentro.
Ecco a voi “Il Codice delle Ombre” di C.J. Cooke. È un romanzo gotico misterioso e particolare con un richiamo al thriller psicologico, la cui forza sta nella costruzione di un worldbuilding curato, credibile e ben sviluppato. Un dettaglio per me fondamentale in questi romanzi, nei quali servono diverse pagine per avere una mappa mentale di ambienti, personaggi e intrecci. Ne “Il Codice delle Ombre”, quando tutti i tasselli iniziano a combaciare, il ritmo è incalzante e si arriva alla fine senza accorgersene. Forse però si arriva al finale in un modo troppo repentino, seppur sia scritto bene e con un valido colpo di scena. Questa è l’unica fragilità del libro.
Più sono le donne, più sono le streghe.
L’autrice prende spunto da una vicenda vera: la condanna di Alison Balfour, una guaritrice vissuta nelle Isole Orcadi alla fine del Cinquecento e accusata di stregoneria. Durante le sue ricerche C.J. Cooke si imbatte in una scoperta affascinante: la singolarità della ritrattazione di Alison. Un documento raro per i processi alle streghe dell’epoca.
«Davanti a Dio e a tutti coloro che sono di fronte a me, dichiaro di essere innocente.»
E pensate che Alison fu la prima di almeno settantadue persone a essere giustiziata nelle Isole Orcadi con l’accusa di stregoneria.
Grazie a questa stranezza storica nasce un romanzo che intreccia realtà, immaginazione e folklore.
Le Isole Orcadi, dove il Mare del Nord incontra l’Atlantico. Il luogo ideale per streghe, segreti e antiche credenze.
Una delle cose che mi ha appassionato de “Il Codice delle Ombre” è l’atmosfera immersiva che ti porta nel cuore delle Orcadi. L’autrice trasforma l’ambientazione una protagonista silenziosa, ma presenza viva che accompagna il lettore per tutta la narrazione. Lo fa attraverso narrazioni ricche che raccontano di luoghi selvaggi e magici:
“Un mosaico di campi curati e dolci colline dalle sfumature color smeraldo, con qualche sprazzo di erica viola, punteggiati di laghetti d’acqua dolce e orlati da variopinti paesi costieri.”
Mi è piaciuto molto che, anche nella scelta dell’ambientazione, l’autrice abbia voluto aggiungere un tocco di fantasia. L’isola di Gunn, uno dei luoghi dove si svolge la storia, è del tutto inventata.
Una precisazione importante de “Il Codice delle Ombre”: la storia si sviluppa su due finestre temporali. Il 1594 e il 2024.
I personaggi sono davvero tanti, ben delineati e con un profilo psicologico preciso. Ci vorrebbe un intero approfondimento per presentarli a dovere.
“Le persone hanno dei segreti. Soprattutto i nostri figli.”
Il romanzo inizia con il ritrovamento di Erin sulla spiaggia di Fynhallow nelle Orcadi con gravi ustioni. La ragazza si reca sull’isola di Gunn insieme al suo ragazzo Arlo e l’amica del cuore Senna per un’escursione alla scoperta dell’isola. Così credeva sua madre, Clem, che nel giro di poche settimane si ritrova a fare conti con un lato della vita di Erin che non conosceva. Segreti e bugie che non pensava potesse nasconderle. Proprio quella figlia che ora lotta fra la vita e la morte in un letto dell’ospedale di Glasgow.
Al capezzale di Erin si presenta anche Quinn, il padre ed ex marito di Clem. Pur essendo un personaggio secondario, Quinn, mi è piaciuto come è stato sviluppato. Nel corso della storia vive un cambiamento importante, trovandosi a valorizzare e rivedere alcuni rapporti ed emozioni.
Ma le due grandi e fantastiche protagoniste sono Erin e Alison, con quest’ultima ho avuto un’empatia speciale. È il personaggio che mi è più rimasto nel cuore. Una caratteristica originale della scrittura di C.J. Cooke, che ho gradito, è stata l’idea di utilizzare la narrazione in prima persona per i capitoli che si riferiscono a Erin e Alison, mentre per gli altri personaggi viene utilizzata la narrazione in terza persona. È stato un modo per creare maggiore vicinanza emotiva con entrambe, rendendo ancora più coinvolgente il progressivo intrecciarsi dei loro destini.
“Voglio dirgli che questa non è la fine. La nostra breve vita è sprecata, quando non è messa a servizio del bene. Persino la luna cresce e cala. Persino la terra, incommensurabile nella sua saggezza e traboccante di segreti, gira ancora.”
A fine lettura mi piace pensare che le parole scritte da C.J. Cooke della vicenda di Alison racchiuse in questo bel romanzo possano, in certo senso, averla resa libera compiendo un atto di giustizia narrativa.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide ragazze. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.
