Il codardo
Narrativa contemporanea
Sem
21 aprile 2022
cartaceo, ebook
224
Dopo un incidente d'auto, Jarred scopre che non camminerà mai più. Confinato su una sedia che definisce un pattino a rotelle gigantesco, si ritrova senza soldi né lavoro. Peggio ancora, è costretto a vivere a casa con il padre, un tempo alcolista violento, con cui non parla da dieci anni. Se si aggiunge l'abitudine al taccheggio, la dipendenza dagli antidolorifici e il fatto che dei perfetti sconosciuti ora lo trattano come se fosse un idiota, la sua vita sembra la ricetta perfetta per l'autodistruzione.
Mentre cerca di ricostruire se stesso e il suo mondo, Jarred ripensa al suo passato la tragedia che ha distrutto la sua famiglia, il motivo per cui è scappato, i danni che ha causato a se stesso e agli altri e inizia a chiedersi se, forse, non valga la pena di smettere di lottare e di lasciare che le cose vadano come devono andare.
Ma la voglia di vivere finirà per prevalere e con lei la speranza in un'esistenza più piena e libera dal rancore...
“Quando ci raccontiamo una storia di cui siamo i protagonisti, siamo noi a scegliere le scene e i capitoli. E’ l’unico modo per sopravvivere alle ferite, ai tagli e ai graffi che la vita ci infligge. Eppure siamo sempre con il coltello in mano” – Da “Il codardo” di Jarred McGinnis, SEM
Jack e Jarred sono padre e figlio. Hanno condiviso una perdita importante, colei che rappresentava il filo invisibile che teneva insieme la loro famiglia. Una volta spezzato dal destino, essi sono scivolati via come le perle di una collana rotta. Lontani l’uno dall’altro, non prima di essersi scontrati e feriti. Un grave incidente li riporta a vivere sotto lo stesso tetto. Gli anni sono passati e loro dovranno imparare a riscoprirsi e affrontare insieme gli spettri del passato.
“Essere genitore significa sempre aver torto, indipendentemente da quello che fai”
Jarred è un figlio nato a diversi anni di distanza dal fratello Patrick. Forse per questo non hanno mai avuto un rapporto confidenziale, o più probabilmente a causa delle loro differenze caratteriali.
Patrick è sempre stato il figlio modello. Un ottimo studente dal promettente futuro che ha mantenuto queste ottime premesse. Quello responsabile, con un ottimo lavoro, una grande casa e una bella famiglia. Mentre Jarred si sentiva come il figlio “fuori programma”, quello giunto inaspettatamente. Ha manifestato da subito atteggiamenti da ribelle ed una certa tendenza a cacciarsi nei guai.
Entrambi i fratelli hanno assistito come estranei spettatori al rapporto esclusivo di reciproca dipendenza dei genitori. Essi stavano insieme dai tempi del liceo, si amavano profondamente e condividevano tutto, anche la tendenza ad esagerare con le sostanze alcoliche. Nonostante questo, la loro famiglia funzionava. I figli erano ben accuditi e, pur non essendo benestanti, non vivevano certo nell’indigenza.
Quando la madre si ammala e muore, tutto precipita. Jack, il padre, inizia a bere oltre misura. Quella che era una tendenza, si trasforma in vizio. L’alcol lo rende irascibile e violento. Si sente smarrito senza la moglie. Ama i suoi figli, sa che Patrick è ormai un uomo, con una posizione invidiabile mentre Jarred è fonte di preoccupazione. E’ sempre nei guai e lui, a sua volta, reagisce con violenza alle provocazioni del ragazzo, fino ad allontanarlo da sé.
La vita di Jarred è un fallimento. È caratterizzata da abusi e sregolatezza. Cova dentro di sé rabbia e sofferenza. Sta precipitando in un abisso di autodistruzione quando, all’improvviso, un grave incidente frena la sua caduta. Egli si ritrova paraplegico in modo permanente. Poiché non ha saputo costruire nessun legame stabile, è costretto a rivolgersi a Jack, che nel frattempo si è riabilitato, per chiedergli ospitalità.
“Cominci a pensare che tutti ti stanno deridendo, poi impari a non badarci, finché alla fine comprendi che le persone sono talmente assorbile da se stessi che non hanno neppure il tempo di notare te, né tantomeno di trattarti con condiscendenza” – Il codardo
Il protagonista porta il nome e cognome dell’autore. Da questo e dalle note scritte sul retro della copertina, deduco si tratti di un’autobiografia.
La narrazione si sviluppa attraverso il racconto del protagonista in prima persona. Il linguaggio è semplice e il ritmo narrativo è scorrevole e rapido. I personaggi, probabilmente tratti dalla realtà, sono pochi ma rappresentati con una certa attenzione. Poiché il presente è influenzato dai loro trascorsi, l’autore si avvale della tecnica del flashback per raccontare i fatti più significativi del passato. Questi salti temporali sono scritti con ordine e inseriti in capitoli esclusivamente dedicati ad essi, alternati a quelli narranti il presente.
Pur trattando tematiche complesse (l’analisi dei rapporti famigliari disfunzionali, la disabilità, la rinascita dopo la caduta), la trama contiene un messaggio di speranza ed incoraggiante ottimismo. È un cerchio che si chiude ed ogni elemento trova il suo posto. Questo, naturalmente, dopo un percorso fatto di duro lavoro sulla propria persona.
“Non sei un uomo fino a quando non avrai abbastanza rimpianti di cui vergognarti. I ragazzi non hanno rimpianti”
Una lettura che affascina per come analizza i rapporti famigliari, realisticamente e senza alcuna retorica. La scrittura è convincente ed incisiva, piena di spunti di riflessione e di verità che possono anche apparire pungenti. Vanno a toccare il senso di disagio o semplicemente di inadeguatezza che molti provano nei confronti della disabilità. Il tutto visto con gli occhi del protagonista che usa quel pizzico d’ironia che mia ha portata a sorridere più volte nel corso della lettura.
L’unico appunto che posso fare, ma si tratta di personale opinione, riguarda il titolo. Non definirei Jarred come il codardo, penso sia semplicemente un giovane spaventato e con scarsa fiducia in se stesso.
Avreste mai cambiato un titolo che reputavate inadeguato ad un romanzo?
