Narrativa,  Recensioni

Recensione: “Il cigno d’argento. The Elite King’s Club” di Amo Jones, Newton Compton

Il cigno d'argento. The Elite King's Club Book Cover Il cigno d'argento. The Elite King's Club
Amo Jones
Narrativa
Newton Compton
1 aprile 2021
cartaceo, ebook
288

Madison Montgomery è una principessina: suo padre è un uomo ricco e potente e lei può permettersi praticamente qualunque cosa… tranne una vita normale. Sono infiniti, infatti, gli scandali che travolgono la famiglia. E la morte di sua madre è solo l'ultima tragedia che infrange la reputazione dei Montgomery.

Così Madison si ritrova alla Riverside Preparatory Academy, la scuola privata negli Hamptons a cui suo padre l'ha iscritta, senza chiedere la sua opinione. Appena arrivata, Madison capisce subito che non sarà facile stare lontana dai guai: la scuola è controllata da un gruppo di ragazzi tanto popolari quanto poco raccomandabili. Tutti vogliono essere come loro... o ne sono terrorizzati.

E Madison ha appena catturato l'attenzione del loro capo, un certo Bishop Vincent Hayes. Evitare quei ragazzi è praticamente impossibile, anche perché Bishop non sembra avere nessuna intenzione di lasciarla in pace. E prima ancora che possa rendersene conto, Madison si trova invischiata in una rete di segreti e bugie che la coinvolgono molto da vicino...

“In questa famiglia non nasceranno cigni d’argento, e nemmeno nelle prime nove. Saranno tutti abbattuti.”

 

Sarà perché non amo i romanzi con il finale talmente aperto da aver bisogno di un ulteriore volume (se non di più) per completare la storia in essi narrata, maIl Cigno d’Argento, che purtroppo appartiene a questa categoria, non è certo un’opera che mi abbia appassionato, nonostante la trama apparisse accattivante. Nel momento in cui le vicissitudini della protagonista Madison stavano per chiarirsi e dare una ragione d’essere alle vicende narrate in precedenza, mi sono ritrovata all’ultima pagina senza capire esattamente cosafosse successo.

Madison Montgomery è una ragazza nata in una famiglia più che agiata, il cui padre, perennemente assente, si è risposato con una donna bella e ricca, dopo che la madre ha ucciso l’amante del marito, prima di rivolgere la pistola contro se stessa (da notare che l’arma era di Madison, dato che la ragazza ama rilassarsi sparando con fucili e pistole di diverso genere). Come lettrice, ho cercato di simpatizzare con lei, cercando di capire le sue difficoltà di adattamento sia per il trauma della morte della madre che per l’inserimento nella nuova scuola, la Riverside Preparatory Academy, un istituto per rampolli di famiglie benestanti; ma, nonostante questo, il personaggio è risultato comunque evanescente, carente di razionalità e, in un certo qual modo, “disturbato”.

Il fatto, poi, che tutti i ragazzi che frequentino l’esclusivo istituto siano tutti, oltre che esageratamente ricchi, sorprendentemente belli, sensuali e, forse per questo, omologati nello stereotipo dei ragazzi di un certo tipo di letteratura per young adults, di certo non aiuta a farsi trascinare nella storia, soprattutto quando entrano in scena i membri dell’Elite King Club, una sorta di misteriosa gang a cui può accedere solo una discendenza elitaria, capitanata dal capo branco, il tenebroso e criptico, ma non per questo meno attraente, super sexy, ecc., Bishop.

Fiancheggiata ed aiutata dall’amica Tatum, ricca e bella pure lei, Madison inizia la sua nuova routine fatta di feste, bevute e sesso, con Bishop, ovviamente, ma non disdegnando però le attenzioni di altri, tra i quali Nate, il figlio della nuova matrigna, con cui condivide la lussuosa villa; fino a che, ad un certo punto, diventa il bersaglio di un misterioso e violento gioco, fatto di strani indovinelli, di rapimenti e di momenti di gratuita violenza da parte dell’Elite King Club.

L’alternanza del comportamento di Bishop nei suoi confronti, – il maschio alfa che sembra attratto da lei, ma che allo stesso tempo condisce i suoi approcci con sadismo e violenza, – mette in risalto la carente dimensione psicologica dei personaggi che, spesso, si contraddicono nel comportamento o nei loro dialoghi, rendendo la lettura una carrellata di momenti che non aggiungono alcunché alla risoluzione dei quesiti che la narrazione pone. Non si capisce, infatti, cosa veramente “ci sia sotto” a questi comportamenti poco aderenti alla realtà, mentre, d’altro canto, Madison permette a Bishop di maltrattarla e di partecipare a sfrenati incontri di sesso, di cui il romanzo è sapientemente infarcito.

Le cose diventano più confuse quando, in biblioteca, Madison incappa in un volume antico e senza titolo, scritto da una misteriosa donna del passato, che racconta le gesta del marito impegnato a conquistare il potere, sostenuto da un gruppo di accoliti. La lettura dello scritto viene così ad intrecciarsi con il susseguirsi delle avventure di Madison, lo strano comportamento di Bishop e dei membri dell’Elite King Club e il loro strano “gioco” che sembra coinvolgere anche i padre dei protagonisti.

Questo romanzo dai toni dark e a tratti erotici, disseminato di quesiti non risolti, dimostra, secondo me, i limiti del genere, dove i personaggi e le situazioni sono poco credibili. In questo romanzo, inoltre, troviamo momenti dove l’autrice ci trasmette molte informazioni che non sono importati per il fluire della storia ed evita, invece, di fornire alcuni indizi che renderebbero la lettura meno eterea e più avvincente. Sono moltissime le domande che il lettore si pone a mano a mano che la vicenda prende piede: cosa si nasconde dietro all’Elite King Club? che fine ha fatto la precedente fidanzata di Bishop? perché Madison è la vittima designata? Tanto per fare qualche esempio: a poche, però, viene data una definitiva risposta e molto rimane in sospeso.

Nelle saghe dei romanzi per young adults, a cui l’autrice forse si è ispirata, i vari capitoli, anche se non conclusivi, trovano sempre un finale, lasciando dei fili narrativi che possono evolversi in altri romanzi: nel caso in esame, invece, è proprio ciò che è mancato. Solo nell’ultima parte viene fatto accenno, ad esempio, alla ragione del titolo, che per più di tre quarti della lettura sembrava incomprensibile.

Probabilmente il romanzo è diretto ad un pubblico che ama i i personaggi fisicamente prestanti e bellissimi, ma bidimensionali, coinvolti in una enigmatica storia, a tratti anche erotica, che richiede l’uscita di altri volumi per essere compresa appieno. Di questo pubblico, io non faccio parte… e voi leggete volentieri romanzi che presuppongono un sequel o preferite evitarli?

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: