Il cercatore di asparagi
Libri per bambini
Graphe.it
settembre 2021
Cartaceo
36
La guerra è da poco finita e rinasce, negli abitanti di Campoluongo, la speranza di tornare alla normalità. Riprende anche la scuola, e il piccolo Damiano ne è così contento da voler cercare un giorno gli asparagi più succosi per regalarne un mazzetto alla maestra. Fra i rovi scopre invece ciò che resta di un soldato tedesco.
Eppure anche da questo cupo episodio qualcosa rinascerà: un albero, piantato da Damiano stesso; poi un mestiere antico, scaturito dal legno; e, infine, le incredibili ramificazioni della vita stessa, che porteranno il protagonista molto lontano per ricondurlo poi, adulto, di nuovo alle proprie radici.
“«Mi piace il modo allegro con cui affronti i contrasti della vita».”
Ho deciso di recensire “Il cercatore di asparagi“ di Alessandro Petruccelli spinta dalla voglia di ritornare bambina ancora una volta, di rituffarmi in quel mondo che si ammanta di giustizia e sogni che spesso stridono con la realtà che si finisce per avere davanti.
Credo che gli autori che si rivolgono ai bambini abbiano un compito davvero importante: devono creare storie che a loro possano rimanere impresse e che, nello stesso tempo, lascino a quelle tabulae rasae vogliose di vita un messaggio da immagazzinare.
Questo messaggio ne “Il cercatore di asparagi” viene evidenziato fin dalle primissime pagine. Damiano, il bimbo protagonista, uscito alla ricerca di asparagi da regalare alla sua maestra, si trova davanti il cadavere di un soldato.
Corre a casa a chiamare suo padre. L’uomo prende la situazione in mano e chiama i carabinieri. Grazie alla medaglietta identificativa che quel corpo senza vita porta ancora al collo, si scopre che l’uomo misterioso era tedesco e si chiamava Carlo Muller.
Damiano non vuole dimenticare quella salma a cui nessuno ha dato sepoltura e, per questo, nel posto in cui sono state rinvenute le ossa, pianta la mazza che si era portata dietro. E qui avviene una sorta di primo miracolo: quel legno mette radici e foglie trasformandosi in una bellissimo e grande albero.
“Poiché la mazza era d’olmo, mise radici, cacciò foglie e rami e nel giro di pochi anni divenne una bella pianta” – Il cercatore di asparagi
Lasciatemi dire che ho trovato questa immagine davvero meravigliosa. Lì dove la morte ha regnato per tanto tempo, grazie al pensiero di un bambino è nata la vita. Il bambino, il mondo di domani, la speranza del futuro: è lui che con la sua innocenza e sensibilità porta speranza in mezzo all’orrore.

L’albero cresce insieme al piccolo Damiano che lo difende da suo padre, dagli adulti in generale che vorrebbero tagliarlo per ricavarne profitto. Lui lo difende e l’olmo lo ripaga, offrendogli parte di se stesso affinché il giovane possa avere di che sostentarsi; e infatti, il ragazzo, intrecciando i suoi vinchi, comincia a costruire bellissimi panieri e canestri che andranno presto a ruba tra gli abitanti del luogo.
Ecco un altro bellissimo messaggio che l’autore nasconde tra le parole del suo libro. L’uomo deve sempre proteggere il creato, non distruggerlo. La sintonia primitiva che esisteva tra essere umano e natura, era vantaggiosa da entrambe le parti, e creava situazioni di vita armoniose, nel pieno rispetto dell’esistenza di entrambe.
Ora dov’è finita questa sintonia? Perché ad un certo punto abbiamo pensato di essere padroni di questo mondo e quindi di poter usare tutto e tutte le creature che ci abitano a nostro piacimento?
Anche qui, nel nostro racconto, l’adulto pensa solo a come sfruttare la situazione a suo vantaggio senza preoccuparsi della vita dell’albero. È il bimbo che lo difende a tutti i costi; solo lui capisce l’importanza della sua esistenza, sia in quanto pianta, che in quanto simbolo.
Cosa significa secondo voi questo?
Per me vuol dire che tutti noi nasciamo con l’intrinseco bisogno di interagire col mondo che ci è stato regalato. Quando ancora abbiamo l’innocenza negli occhi riusciamo a capire quanto sia grande e importante il legame con la natura, ci sentiamo parte di essa, un unico grande corpo che respira all’unisono.
Purtroppo spesso la crescita ci spoglia di questa consapevolezza. La società che abbiamo creato crede che tutto le sia dovuto, e bada solo al proprio benessere immediato senza pensare alle conseguenze.
Anche Damiano dovrà crescere e abbandonare il suo albero per esigenze lavorative. Ma nel suo cuore conserverà sempre il ricordo di quelle verdi fronde che, alla fine, nella maniera più inaspettata, gli porteranno la felicità…

Bella questa storia.
Nella sua semplicità, “Il cercatore di asparagi” ci mostra lati della vita che, probabilmente, in altre circostanze avremmo ignorato. Di solito gli adulti non danno molta importanza ai “capricci” di un bambino che si erge a difesa del suo albero. Io lo posso dire con cognizione di causa visto quanto da bambina ho sofferto, tra lo stupore dei miei genitori, quando dal giardino di casa mia è stato tagliato un enorme pino. In Damiano ho rivisto la bimba di allora che non considerava quell’albero solo come un ornamento del giardino, ma come un amico, un tesoro prezioso da preservare.
Alessandro Petruccelli, con questo testo, apre gli occhi a noi “grandi” mostrandoci la purezza dell’età dell’innocenza. Ai bimbi, poi, primi destinatari di questa storia, fa comprendere quanto è importante non lasciarsi spaventare dagli eventi della vita, ma cercare sempre di andare avanti senza abbattersi.
Il libriccino è breve, ma il suo messaggio arriva forte e chiaro. È il tipico racconto che leggerei ad un bimbo prima di augurargli la buonanotte.
Le diverse illustrazioni che lo completano, nate dal lavoro di Emiliano Billai, aiutano la fantasia a visualizzare ciò che le parole dicono. L’unica cosa che forse mi sentirei di consigliare agli autori è di inserire più immagini a colori. Capisco che probabilmente il bianco e nero è una scelta stilistica che dona un tocco di eleganza al tutto, però un bambino ha bisogno di arcobaleni, il suo universo è a colori.

“Il cercatore di asparagi” è solo uno dei tanti racconti estrapolati dal romanzo “Due compleanni e una città”, pubblicato integralmente nel settembre 2016 sempre dalla GRAPHE.IT edizioni.
Mi è piaciuta la cura che questa casa editrice ha riservato ad esso rendendolo a misura di bambino. Sia prima che dopo la storia vi sono delle pagine dedicate elusivamente ai piccoli lettori; infatti questo libriccino può essere personalizzato inserendo il nome del bimbo a cui è destinato e anche la data in cui è stato comprato o donato; inoltre, grazie ad un indirizzo mail, il piccolo lettore può far arrivare direttamente allo scrittore le sue impressioni e le domande che vorrebbe fargli. Sarei curiosa di leggerle: conoscendo la splendida fantasia dei bimbi, immagino spazino in universi da noi neanche minimamente percepibili.
Purtroppo solo l’autore beneficerà di questo tuffo nell’immensità del mondo infantile, io mi accontenterò di vagare in quello della mia nipotina, perché questa storia finirà tra le sue mani, che sono sicura la custodiranno come un tesoro. Buona lettura bimbi.
Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro
trovando scialbo ciò che non colora,
Sono emozione che con la penna divora
il bianco candido di un libro vissuto…