Libri,  Romanzo storico

Recensione: Il castello Rackrent di Maria Edgeworth

Il castello Rackrent Book Cover Il castello Rackrent
Maria Edgeworth
Narrativa storica
Fazi Editore
28 luglio 2017
ebook, cartaceo
133

Thady Quirk è il vecchio servitore di un’antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello ‘arraffa-affitti’) ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un “grande avvocato” che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick “per una questione d’onore”; e Sir Kit, giocatore d’azzardo che alla fine vende la proprietà. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall’essere risolti.
Apparso all’inizio del 1800, anno in cui si compiva l’esautorazione del Parlamento di Dublino e si preparava la strada all’unione tra l’Irlanda e la Gran Bretagna, Il Castello Rackrent ebbe un enorme successo. Politicamente audace, stilisticamente innovativo e incredibilmente piacevole, questo romanzo è una tappa fondamentale della letteratura irlandese e un grande classico da riscoprire.

 

UNA STORIA IRLANDESE RICAVATA DA FATTI REALMENTE ACCADUTI, E DALLE USANZE DEI GENTILUOMINI DI CAMPAGNA IRLANDESI PRIMA DELL’ANNO 1783

RECENSIONE

“… e non si sapeva quale sarebbe stata la fortuna della mia signora in base al suo testamento, né si sapeva che la proprietà del Castello Rackrent era tutta ipotecata, e piena di vincoli, perché lui non era mai guarito dalla sua passione per il gioco d’azzardo… ma questa era la sola colpa che aveva, che Dio lo benedica!”

Che Dio lo benedica” viene ripetuto spesso nel racconto, in questa narrazione del tutto personale e assolutamente parziale riportata da Thady Quirk, umile e illetterato servitore dei gentiluomini occupanti il Castello Rackrent, e che riporta il passaggio generazionale dei suoi padroni, delle loro vite e delle loro morti, della quotidianità che si svolgeva al castello e nei territori di loro appartenenza, delle abitudini e creanze dell’epoca, e dei suoi sentimenti come servo, come padre e come amico. Trasmette chiaramente non solo la fedeltà di tutta una vita di un personaggio a sè stante ma anche la devozione che l’umile popolo riservava ai suoi “Signori“, e che molto spesso “signori” non lo erano proprio!

La semplicità del linguaggio ci trasporta immediatamente dentro le mura del castello, nelle sue corti, nelle sue cucine, nei suoi dormitori, nelle sue stanze private, e poi nelle strade e nei villaggi, fra la gente che lavora e che viene “spremuta a dovere” dai gentiluomini di turno. E ci racconta anche di avidità, cospirazioni e inganni attuati per accaparrarsi terre, averi, gioielli ed eredità, in una chiave così schietta, a tratti ironica e anche ilare che fa comprendere benissimo al lettore il meccanismo che governava la vita in quel periodo storico.

Ma poi (chi l’avrebbe mai pensato?) proprio mentre tutto andava per il meglio, e stavano attraversando il villaggio, il corpo fu sequestrato per via dei debiti… la folla voleva fare un tentativo di ricuperarlo, ma l’erede, che era presente al funerale, si disse contrario, per paura delle conseguenze, dato che quei villani avevano agito sotto la copertura della legge. Quindi non c’era scampo, bisognava lasciare che la legge seguisse il suo corso, e ben poco ci guadagnarono i creditori per la briga che s’erano presi. Come prima cosa, la più importante, ricevettero le maledizioni del paese; e poi Sir Murtagh Rackrent, il nuovo erede, proprio per via di quell’affronto al cadavere rifiutò di pagare anche un solo scellino dei debiti

La storia quindi non è affatto monotona e anzi, vi sarà anche un colpo di scena per quanto riguarda le sorti del castello,  a sancire la particolarità di questo trattato, l’imprevedibilità della sorte ma soprattutto di quella della natura umana.

Interessante anche la lettura del glossario, aggiunto da Maria Edgeworth quando il volume era già in stampa e che nelle versioni successive è stato collocato alla fine del romanzo: è un’altra ricca fonte di informazioni sugli usi del popolo irlandese, e rende davvero completa la lettura. Ritengo da sempre che i testi come questo andrebbero messi ad integrazione dei classici poichè stuzzicano la curiosità ed appagano il desiderio di “leggerezza” che purtroppo molto spesso è sacrificato a beneficio di una fredda esposizione dei fatti storici, col rischio che l’arricchimento culturale alla fine rimanga ad uno stadio basico e poco “saporito”.

Ma per fortuna non è mai troppo tardi, per leggere un buon libro e compiere un viaggio alla scoperta di segreti, sentimenti, gioie e dolori di vecchi e di nuovi mondi!

AUTORE

Maria Edgeworth

 

Maria Edgeworth è nata a Black Bourton in Oxfordshire. In seguito al secondo matrimonio del padre nel 1773, andò con lui in Irlanda dove andò a sistemarsi nella sua tenuta, Edgeworthstown, nella contea di Longford. Lì, intrecciò conoscenze con la nobiltà anglo-irlandese, in particolare Kitty Pakenham (in seguito moglie di Arthur Wellesley, I Duca di Wellinghton). Agì come amministratrice delle tenute del padre, esperienza che fu poi alla base dei suoi romanzi ambientati in Irlanda. I primi sforzi letterari furono melodrammatici piuttosto che realistici. Il suo primo lavoro pubblicato è stato Letters for Literary Ladies nel 1795, seguito nel 1796 dal suo primo libro per bambini, The Parent’s Assistant (che comprendeva la storia The Purple Jar), e nel 1800 dal suo primo romanzo, Castel Rackrent.

Lettrice oserei dire compulsiva, attraverso i libri riesco a vivere miriadi di vite diverse! Passo volentieri da un thriller ad un romanzo, da un fantascientifico ad uno storico, da un distopico ad uno psicologico, scartando solamente il genere horror, che proprio non è indicato per il mio animo sensibile. Grazie ad un casuale incontro su Instagram, ho potuto avere l’onore di entrare nel gruppo de La bottega dei libri, attraverso cui sto realizzando un mio sogno di sempre: lavorare nel mondo dei book blogger.

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