Il casalese di Dio
romanzo biografico
EDB
2026
cartaceo/ebook
280
La mattina del 19 marzo 1994 a Casal di Principe, mentre si preparava per celebrare messa nella sua chiesa, la parrocchia di San Nicola, don Giuseppe Diana fu barbaramente assassinato con quattro colpi di pistola. Aveva 35 anni. Dopo oltre trent’anni e un processo che da tempo ha scritto la verità giudiziaria sul caso, e mentre è stato annunciato l’avvio del cammino verso l’apertura dell’inchiesta diocesana per il riconoscimento del martirio del parroco casalese, Antonio Mattone è ripartito proprio da Casal di Principe con l’obiettivo di rispondere a una domanda: perché don Peppe Diana è stato ucciso? Nel difficile viaggio per arrivare a una risposta, Mattone ha incontrato decine di persone, quelle a cui don Peppe fu più intimamente caro e alcune di quelle che a vario titolo sono state coinvolte nel suo omicidio, è entrato con delicatezza nelle case, nelle chiese e nelle carceri e a tutti ha posto domande vecchie e nuove. Il risultato è un libro coraggioso e necessario, da cui emerge il ritratto finalmente a tutto tondo di una personalità complessa, spesso sopra le righe, per la quale l’etichetta di “prete anticamorra” si è da subito rivelata troppo piccola e sbiadita, sia per sostenere una verità ancora confusa sia, soprattutto, per mostrare quello che realmente è stato don Peppe Diana: un prete leale alla missione della chiesa e un uomo votato al bene della sua gente.
E voi avete mai sentito parlare della storia di Don Peppe Diana? Cosa ne pensate del fatto che la camorra decise di colpire un colletto bianco?
“Il casalese di Dio“, edito EDB, è il lavoro editoriale che porta la firma di Antonio Mattone.
Il romanzo va a parlare della storia di Don Peppe Diana, un prete che la camorra decise di uccidere nel giorno del suo onomastico, il 19 marzo del 1994 a Casal di Principe.
In quegli anni Casal di Principe era al centro della camorra e viveva periodi veramente particolari ma mai, nella storia si pensava potessero arrivare a tanto.
La regola della camorra è chiara: mai bambini e preti. Infatti, lo stesso Diana era tranquillo, diceva che non gli avrebbero fatto mai niente perché indossava il colletto bianco e tendeva sempre a tranquillizzare la mamma.
Don Peppe Diana parlava con i ragazzi e ai ragazzi, li toglieva dalla strada e nominava in maniera chiara e netta la parola: camorra.
Non aveva paura. Si sentiva protetto, in particolar modo tra le mura della sua chiesa.
Quel mattino era pronto per celebrare la messa e successivamente festeggiare il suo onomastico con dei dolcini, peccato però che, non appena arrivò in chiesa, entrarono in azione i killer e per il prete non ci fu nulla da fare.
“Ciò che accomuna le vicende di tanti preti caduti in luoghi e tempi così diversi è sempre il tentativo criminoso di macchiarne e oscurarne la memoria dopo la morte da parte degli assassini. Già vittime sacrificali, si tenta infine di ridurli a caricature, infamandoli e calunniandoli, con l’unico scopo di sbarazzarsi di ogni traccia della loro testimonianza di fede e vita.”
Il libro di Mattone ti entra dentro, ti stravolge e ti fa dona una chiave di lettura diversa, più ampia ma soprattutto più giornalistica.
S’intuisce, infatti, attraverso la lettura, che Mattone è un bravissimo giornalista, che ha saputo raccogliere le fonti e messo in su un vero e proprio capolavoro editoriale che, io personalmente, andrei a divulgare nelle scuole affinché il messaggio di Don Peppe Diana possa arrivare a tutte le nuove generazioni.
Un libro ben scritto, studiato nei minimi particolari e attento ai tempi.
Il lavoro che c’è dietro è tanto e si vede ed è questo che forse permette di avvicinarsi ancor di più alla lettura, è impossibile staccarsi.
Mattone raccoglie tutte le fonti, tutta la documentazione ufficiale e la fa sua donandola poi a noi lettori.
Su Don Peppe Diana tante cose sono state dette e scritte, subito dopo il suo omicidio pensarono bene di infangare il suo nome, arrivando persino a sostenere che frequentasse donne.
Ho letto diversi libri su Don Peppe, una figura che ho ammirato sin da subito. Oggi mi fa pensare a Don Patriciello, il prete di Caivano anch’egli sotto scorta perché sfida la camorra a viso aperto, ma posso assicurarvi che questo lavoro editoriale supera di gran lunga tutti gli altri per la completezza dell’informazioni e per come vengono raccontati i fatti.
Voto: 5 stelle

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.