Il calice e la rosa
fantasy
Aurea Nox
2023
cartaceo, ebook
132
Nella solitudine, nei luoghi comuni, attratti delle amicizie virtuali, bloccati dalla paura del prossimo, di essere delusi da un amico, dalla paura che il vicino chieda un favore, chiusi in un egoismo malato che impedisce di guardare e cogliere palpiti di vita, emozioni, colori e profumi della natura. Paura di sentire il pianto o le risate.
Qualcuno vorrebbe decidere al posto nostro, persino chi amare, almeno, così ci vorrebbero. Chi è questo nascosto consigliere? Non si è presentato, non ha un volto, però è nascosto in ogni frammento della nostra vita sociale, affettiva, ci scruta, trova le soluzioni a ogni problema. Aleggia nell'aria questa inquietudine che pensare, sentire, ragionare sia inutile, ci pensa IA, l’intelligenza artificiale. Il nostro nuovo “amico” che come l'aria che respiriamo non si vede, ma si sente, riesce inesorabilmente a prendersi, parte dopo parte, il possesso del nostro essere.
È impossibile ribellarci, impossibile rompere questa presenza?
Guardo, mi immergo, sebbene discretamente, nei volti dei passanti, ascolto le parole degli amici e conoscenti, mi calo nelle situazioni, cerco di percepire ogni palpito che mi sfiora o mi viene incontro con prepotenza. Alle volte, mi travolgono i sentimenti altrui, oltre ai miei. Ne soffro spesso, condivido, offro la mia prossimità, dimentico di guardare l'orologio, l'indifferenza mi fa orrore. Luoghi e situazioni che una volta ci rassicuravano, persino la famiglia, hanno assunto uno strano ruolo di spettatore silente, quasi inerme.
Rileggo i miei racconti, appunti, intuizioni, realtà e sogni. Puntualmente riprovo le sensazioni della prima vota, quando diverse vicende umane hanno attraversato la mia vita portandomi un impagabile arricchimento, ispirando questi racconti e spero che condividendoli con i miei lettori, possano ispirare quella vicinanza, quell'entusiasmo, quella tristezza o quel sorriso che la prossimità affettiva offre.
Cosa pensate dell’intelligenza artificiale? “Il calice e la rosa”, edito Aurea Nox, è un fantasy, scritto dall’autrice Silvia Cikron Corbellini.
Premetto che il genere proprio non rientra tra i miei preferiti, infatti, quando posso, cerco sempre di attraversare al marciapiede di fronte. Questa volta però, speravo che fosse andata diversamente.
Un po’ ingannata dalla cover e anche dalla sinossi, non pensavo minimamente di ritrovarmi dinanzi a un fantasy. E chiedo anche scusa all’autrice, perché per quanto io possa sforzarmi nel leggere, nel riuscire a comprendere le parole messe su carta e provare a non interrompere la lettura, purtroppo davvero non li capisco!!
Faccio mea culpa, perché tutto sommato, il libro non è affatto malvagio. Anzi, è scritto molto bene e all’inizio ha attirato anche la mia attenzione, visto che la scrittrice va ad analizzare una questione che ci riguarda tutti da vicino e che sta dilagando: l’intelligenza artificiale.
“Preso dal panico e volendo eliminare qualsiasi traccia del tremendo delitto nel poco tempo che aveva a disposizione, capì che non poteva semplicemente seppellire il ragazzo, perché potevano rimanere le tracce”
I problemi sono iniziati dopo. Quando la storia ha iniziato a prendere una “piega” differente, ahimè… lì davvero sono andata nella confusione più totale.
Qualcuno è nascosto in qualcosa (non chiedetemi chi o cosa), perché dopo la lettura sono stata giorni a pormi questa domanda.
Ho compreso che echeggia nei personaggi il senso di solitudine, l’egoismo, la paura del prossimo e anche le delusioni. Ed è forse, mediante l’IA, che si riesce a trovare una soluzione.
“Il nostro ospite interrompe il racconto solamente per versarci un po’ di liquore all’arancio e limone, specialità preparata con le sue mani, mentre noi incantati non badiamo più al battere delle ore del pendolo, proveniente dal salone. La ragazza crescendo assumeva sempre di più le deliziose forme femminili e presto fu promessa al figlio di un nobile” – Il calice e la rosa
Sicuramente un libro che verrà apprezzato da chi ama il genere. Sicuramente gli darà una chiave di lettura differente che io, purtroppo, non sono riuscita a dargli.
Ripeto, lo stile è scorrevole e a tratti anche intrigante. È caratterizzato da numerosi dialoghi e i capitoli non sono eccessivamente lunghi.
3 stelle ⭐⭐⭐✰✰

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.