Il caffè delle donne
Romanzo
Mondadori
4 settembre 2012
cartaceo e-book
296
Il caffè è un punto fermo della vita di Qamar, espresso e vigoroso come lo beve la madre, ingentilito con un goccio di latte come piace al suo compagno, oppure fatto bollire tre volte, amaro e profumato di cardamomo come ha imparato a berlo in Giordania. Da sempre Qamar è in equilibrio tra due mondi, ma lo ha scoperto solo il giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando è diventata ufficialmente donna. Sottratta a ogni contatto promiscuo, costretta a una improvvisa separazione dagli amici, Qamar deve confrontarsi con le differenze profonde tra le due culture di cui è figlia. Eppure, nelle lunghe giornate trascorse con le donne di famiglia, impara a curare il corpo come ogni sposa deve saper fare, a cucinare, a essere seducente e insieme modesta. Ed è durante queste lunghe ore al femminile che viene introdotta all'antico, affascinante rituale del caffè: nonna, zie, sorelle riunite nel salotto si scambiano confidenze e si preparano a conoscere il destino. Solo una, ogni giorno, è la prescelta per l'interpretazione dei fondi da parte di Khalto Sherin, che sa leggere nel sedimento i segreti del cuore e del futuro. Anni dopo, di fronte al dolore di una maternità mancata, Qamar sentirà la necessità di recuperare le proprie radici e ripensare alle parole ascoltate il giorno lontano in cui lesse la propria vita nel sedimento. Scegliere gli ingredienti del proprio caffè. deciderne aroma e intensità, significa capire che gusto vogliamo dare alle nostre giornate
“Il caffè della lettura deve essere severo, puro e veritiero” da “Il caffè delle donne” di Widad Tamimi.
“Il caffè delle donne”, è il modo in cui Qamar chiama quello spazio temporale così importante per le donne della sua famiglia, in Giordania. Uno dei momenti più emozionanti delle due estati ad Amman, dai nonni paterni. Per lei che vive in occidente, è bellissimo ritrovarsi ogni anno nella “grande casa” dove poi si raduna tutto il parentado. E’ lì che ha provato i primi turbamenti dell’amore. Proprio l’anno in cui poté avere accesso al caffè delle donne, la sua estate lì smise di essere magica. Entrando nella pubertà non poteva più godere della libertà di prima. Era stato il suo ultimo soggiorno ad Amman quello. Vi ritornerà da adulta, in occasione di un periodo di profonda crisi personale scatenata da un evento doloroso che l’aveva portata a perdersi. Ed è là che spera di ritrovarsi chiudendo un capitolo segreto della sua vita mai veramente concluso.
“Mi manca, come mi manca la mia terra” da “Il caffè delle donne”
Qamar è una giovane donna di origine giordana, ma che risiede in Italia sin da bambina. I suoi genitori sono persone colte e perfettamente integrate nella società occidentale. Per entrambe le figlie desideravano un’indipendenza economica e di pensiero. Avevano fatto sì che potessero studiare e avere una carriera. Qamar ha un lavoro che la soddisfa e guadagna bene. E’ una donna dei nostri tempi, autonoma, colta e ha una relazione stabile.
Vive con Giacomo, un giovane uomo in carriera che viaggia spesso per lavoro, ma che non trascura mai il loro rapporto. E’ gentile e innamorato. Se lei tende ad essere emotiva e impulsiva, lui è pacato e razionale. Qamar lo conosce perfettamente poiché è anche una persona aperta e trasparente, mentre lei è assai più ermetica. Non gli ha mai raccontato veramente delle sue estati in Giordania, di quella fase della sua vita che custodisce nel profondo del suo cuore.
“Non so cosa tu abbia perso, cosa ti sia lasciata alle spalle. E’ vero, c’è una parte di te che non conosco, che non mi è mai appartenuta, non me l’hai mai concessa”
Teta e Sido (nonna e nonno in lingua giordana) sono affettuosi e molto fieri del figlio, che ha studiato in Europa. Le sue bambine sono “le nipoti europee” che trattano come principesse. Per loro è una grande gioia averle ospiti ogni estate.
Leyla è sposata con un cugino di Qamar, un uomo prepotente che non la rispetta poiché non riesce a dargli il desiderato figlio maschio. E’ bella, ha un aspetto distinto ed elegante nonostante lavori senza mai lamentarsi. Ha sempre un sorriso per tutti ed è la confidente di Qamar poiché le separano pochi anni ed è assai comprensiva.
Nura invece è una delle tante cugine. Quella che è stata spesso all’estero con i genitori, ma solo per sottoporsi ad interventi chirurgici poiché ha diversi problemi di salute. Questo forse l’ha resa dura e rancorosa. Si mostra ostile e sarcastica nei confronti di Qamar, probabilmente prova invidia nei suoi confronti e ogni tentativo amichevole da parte sua, cade nel vuoto.
Yusef è un altro suo cugino. Un ragazzo intelligente molto portato per lo studio. Gli piacerebbe diventare insegnante e avere la possibilità di viaggiare per scoprire il mondo al di fuori del suo Paese. La sua è una famiglia benestante grazie alla loro attività di pasticceria ben avviata e suo padre esige subentri a lui quando si ritirerà. Il giovane vi lavora già parecchie ore, ha poco tempo libero ma non se ne lagna. E’ gentile, garbato e purtroppo rassegnato. Dimostra un grado di maturità superiore rispetto ai suoi coetanei, in famiglia è molto stimato.
“… la dolcezza del suo sguardo lasciava intendere una natura mansueta” da “Il caffè delle donne“
Ho letto diversi romanzi sulla ricerca di una propria identità culturale. I protagonisti sono coloro che si trovano in precario equilibrio tra due culture: quella del Paese d’origine dei genitori e quella del Paese dove risiedono. Le storie migliori consistono nelle narrazioni più rispettose e nel contempo oneste. Quelle privi di idealizzazione e, nello stesso tempo, senza biasimo alcuno. Si raccontano le cose così come stanno, come ha fatto l’autrice in “Il caffè delle donne”
Widad Tamimi ci parla di antiche tradizioni, soffermandosi in particolar modo sul momento del caffè con la lettura del futuro attraverso i suoi fondi, eseguita da una donna autorevole. Il caffè è una bevanda che accomuna le due culture protagoniste, italiana e giordana. Per entrambe rappresenta uno spazio di pausa dalla routine, un piacere spesso conviviale, davanti al quale ci si rilassa. Il relax favorisce l’apertura al dialogo e le confidenze.
L’autrice ci permette di conoscere gli aspetti più intimi dei personaggi femminili, proprio attraverso i loro discorsi di fronte al caffè. Lo fa con grazia, eleganza e semplicità. Il linguaggio narrativo è agevole, ma molto curato, lo stile fluido anche nelle parti descrittive.
“… la lettura del caffè solleticava la mia voglia di essere grande”
La trama si sviluppa in prima persona poiché è il racconto della protagonista, delle sue origini, del suo presente e della sua crisi. I salti temporali sono suddivisi in capitoli, una distinzione netta che non crea confusione tra presente e passato.
Si affronta anche il tema della maternità con molto tatto, senza mai cadere nella retorica. Si descrivono i sentimenti con intensità e senza esasperazione. Il ritmo è rapido poiché la narrazione è abbastanza dinamica e interessante. E’ presente anche un colpo di scena, ma non voglio dire altro in merito.
Ho trovato molto questo romanzo avvincente e interessante, poiché sono sempre curiosa di conoscere le caratteristiche delle culture diverse dalla mia. Inoltre mi sono sempre chiesta cosa si provasse a “stare nel mezzo” com’è accaduto alla nostra protagonista. E’ una storia credibile, poiché narrata con obiettività ma non manca di momenti di commozione.
Un bel racconto del modo differente di vivere la maternità e l’essere donna. Concreto, rispettoso (che sia condivisibile o meno) e soprattutto profondo.
Anche voi avete una vostra “pausa caffè”?