"Il borgo delle streghe
Giallo
Bertoni Editore
12 giugno 2026
Cartaceo, ebook
284
Un piccolo borgo avvolto dalla nebbia, un mare che restituisce un corpo, un’indagine che scava nel profondo dell’oscurità. Quando il cadavere di un anziano viene ripescato con un’ancora legata alle caviglie, il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi si trovano di fronte a un caso in apparenza irrisolvibile. L’uomo, ripescato al largo di Porto Maurizio, non ha nome, è pressoché irriconoscibile e nessuno ne ha denunciato la scomparsa. Alcuni dettagli, individuati dall’occhio attento di chi non si fa sfuggire nulla, li conducono sulla pista giusta. Affiancati dalla brillante e intuitiva consulente informatica Mara Pozzi e dalla sorella Lisa, si addentrano in una terra ricca di fascino e di misteri, ma aspra, pregna di storia e di leggende, dove diffidenze, pregiudizi, noia e superstizioni fanno da padrone. Mentre la festa di Strigòra si avvicina e il confine tra mito e realtà si fa sempre più sottile, la squadra di Imperia deve scavare a fondo tra vecchi rancori, bugie e silenzi carichi di paura. In quel borgo avvolto dalla foschia qualcuno è disposto a uccidere pur di proteggere una verità sepolta nell’ombra.
“Il borgo delle streghe” è il nuovo giallo di Luisa Ferrero, edito da Bertoni Editore.
Avevo conosciuto Luisa con il romanzo precedente, “Coincidenze”, ed ero rimasta subito conquistata dai suoi personaggi maschili: il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi.
In questo terzo capitolo della serie, facciamo la conoscenza di due personaggi femminili molto interessanti: le sorelle Mara e Lisa Pozzi.
La prima è una consulente informatica che collabora con gli investigatori; la seconda “aveva accettato uno stage di tre mesi alla biblioteca di Triora”, il borgo delle streghe, posto a 780 metri sul livello del mare.
“Si lasciarono alle spalle Arma di Taggia, incuneandosi nella stretta Valle Argentina. Le fasce coltivate a olivi risaltavano per l’arancione delle reti su cui i contadini facevano cadere le taggiasche (…) L’autunno aveva dipinto il paesaggio con pennellate di rame e oro.”
L’ambientazione del libro è affascinante. Inoltre, mancano una decina di giorni alla festa di Strigòra: tutto il borgo si sta preparando con rievocazioni storiche, mercatini e spettacoli itineranti.
Intanto, dal pontile di un porto ad Imperia viene recuperato un corpo che presenta già il processo di saponificazione e il cui volto è irriconoscibile.
Il magistrato di turno è il dottor Migliarolo, soprannominato Simenon, per la sua somiglianza con Maigret.
Ognuno in commissariato ha un soprannome. E quello di Ghinazzi, qual è?
“Non glielo diciamo … posso solo dirle che è perfetto per lei. La rappresenta e, mi creda, è davvero carino. Ma non se ne parla. La regola è che ognuno conosce quello degli altri, ma non il proprio.”
Questo nuovo romanzo di Luisa Ferrero è stato una piacevole scoperta. Mi ha proiettata in un luogo magico, quasi surreale, che pare sospeso fuori dal tempo e dallo spazio.
Anche i personaggi sembrano onirici, come Adua, la bàzura, la strega, che raccoglie funghi.
“L’anziana era un enigma, una figura fuori dal tempo che pareva uscita da una leggenda del passato. Era un personaggio singolare, e la sua storia e la sua vita la incuriosivano.” “Il borgo delle streghe”
Il cadavere ripescato dal mare presenta una curiosità: sembrava aver ingoiato una medaglietta con l’effigie di un cane con tre teste. La stessa immagine che si trova sullo stemma del Comune di Triora.
Una sottile ombra di inquietudine aleggia sulla storia. Luisa riesce a calare il lettore nel cuore di quel borgo legato a suggestive tradizioni e folklore.
Inoltre, l’autrice valorizza anche il lato privato dei suoi protagonisti.
Sappiamo che Farri ha un rapporto difficile con l’anziano padre, un uomo scorbutico, dal carattere spigoloso. Di contro, ha trovato nella psicologa Grazia Rinaldi, la compagna ideale, colei che trova sempre una soluzione per i suoi problemi.
Anche Ghinazzi prosegue serenamente la sua relazione con la giornalista Tiziana.
Rispetto al romanzo precedente ho trovato più calore, più familiarità, proprio grazie alle storie personali degli investigatori, quasi che avessero bisogno, essi stessi, di provare e ricevere affetto.
Il focus dell’azione è incentrato sulle sorelle, Lisa e Mara. Sono loro che avvertono che qualcosa non quadra, anche se era solo una “sensazione di malessere”, come “un nodo allo stomaco.”
Tante sono le tematiche trattate: dalla violenza domestica, alle challenge, quelle sfide pericolose che destabilizzano e fanno perdere la percezione di sé.
Luisa fornisce un prezioso consiglio a tutti coloro che si trovano coinvolti in situazioni poco chiare: occorre parlare, confrontarsi con le persone adulte di cui ci si fida; non avere il timore di chiedere aiuto o consiglio.
“Il borgo delle streghe” è una storia potente di donne di età diverse. Donne che rincorrono i loro sogni, i loro ideali, che non sempre fanno la cosa giusta, ma che provano ad essere felici. Una storia di ombre avvolte nella nebbia.
A voi, cari lettori, piacciono i gialli di atmosfera?
Ringrazio l’autrice, Luisa Ferrero, per la gradita copia cartacea.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.