I sussurri del peccato
romanzo
self publishing
30 ottobre 2025
cartaceo, ebook
323
Non era la prima volta che la vedevo entrare.
Avevo imparato a riconoscere il suono dei suoi passi ancora prima di incrociare il suo sguardo. Leggeri, decisi, mai incerti. Come se sapesse bene dove stesse andando, ma non il perché.
Angelica si presentava ogni giorno alla stessa ora, nel silenzio ovattato della chiesa che iniziava a svuotarsi. Si sedeva nell’ultima fila, in ginocchio, con le mani giunte e il capo chino. Una ragazza giovane, troppo giovane per avere addosso quel tipo di tristezza. Ma anche troppo bella per passare inosservata, anche a un uomo come me.
Non era solo il suo viso a mettermi in difficoltà, era la sua presenza. C’era qualcosa in lei che… disturbava la quiete. Un’inquietudine sottile, come il profumo che lasciava nell’aria dopo aver pregato. Quasi impercettibile, ma impossibile da ignorare.
All’inizio credevo si trattasse di compassione. Una creatura fragile, confusa, alla ricerca di salvezza. Poi iniziarono le confessioni.
“Padre, non riesco a smettere di pensare a qualcosa che non dovrei…”
Mi parlava con voce tremante, arrossendo, coprendosi il viso con le mani. E io la ascoltavo, stringendo forte il rosario nella tasca, cercando appigli nella fede.
Non c’era nulla di esplicito. Solo parole scelte con cura, immagini sussurrate. Ma ogni frase sembrava scavarmi dentro, risvegliando qualcosa che credevo sepolto.
Non sapevo se stesse chiedendo perdono o provocando intenzionalmente. E questo era il peccato peggiore, il dubbio. Poi è accaduto.
Una sera, sul tardi, stavo per chiudere la chiesa quando ho sentito un respiro.
Un suono sordo, spezzato. Proveniva dal confessionale.
Mi sono avvicinato confuso e preoccupato, e lì, al di là della grata, ho sentito.
Il mio nome bisbigliato come una preghiera.
Andrea…
Il cuore mi ha quasi ceduto nel petto.
Non ho avuto bisogno di vedere. Era lei.
Angelica.
La creatura pura, la penitente devota.
Non era solo un errore. Era un rito.
In quel momento ho capito tutto.
Lei non era lì per essere salvata. Era lì per tentare.
E io… io non ero più sicuro di voler resistere.
Rachel Hope mi ha gentilmente donato il suo libro “I sussurri del peccato” prendendolo dal suo banco al Festival Romance Italiano. Abbiamo piacevolmente chiacchierato un po’, come ormai succede nelle varie edizioni del FRI, e poi mi ha chiesto di prendere uno dei suoi ultimi libri. Ma lei voleva che io prendesse questo.
“Vedrai, non è quello che sembra dalla copertina” mi dice. Mi fido, prendo il libro e… letto velocissimo. Quando si dice che non si riesce a smettere di leggere, che si vuole sapere cosa accade alla pagina successiva, questo è ciò che mi è successo con “I sussurri del peccato”.
Andrea e Angelica sono due giovani che soffrono nel profondo della loro anima per motivi differenti che un giorno si incontrano e scoprono di avere in comune non cose ma pensieri e anima.
Andrea è il personaggio che ha un’evoluzione maggiore. Il suo cammino è difficile, le scelte fatte si rivelano non essere più le migliori e quello che gli accade fa riflettere il lettore. Perchè lui non è solo Andrea con gli occhi che ti penetrano e la barba appena accennata, lui è Padre Andrea che ha il dono dell’ascolto.
“E subito dopo una donna adulta, costretta a difendersi ancora, ogni giorno, da fantasmi che nessuno vede.
Non so perchè il suo dolore mi scuota così. Forse perchè l’ho riconosciuto.
O forse perchè ha avuto il coraggio di sedersi proprio qui, con me, un uomo, un prete, senza fuggire.”
Angelica è la protagonista femminile che fa da filo conduttore al cambiamento di Andrea, mentre il suo avviene pian piano, prendendo coscienza di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere. Riesce a guardare indietro senza aver più paura. Anche lei descritta con precisione, la vediamo impaurita dietro la sua scrivania e dubbiosa incamminarsi per la navata della chiesa.
La scrittura di Rachel Hope
Il romanzo è diviso in capitoli con punti di vista alternati dei due protagonisti. Le descrizioni e i dialoghi sono ben bilanciati a seconda della situazione in cui ci troviamo. Il ritmo passa dall’essere serrato, quando i pensieri vorticano velocemente nella mente di Angelica e Andrea, a più pacato nelle descrizioni più intime relative alla chiesa o a riflessioni personali.
Rachel Hope scrive di un forte sentimento che attraversa grandi difficoltà. Il tema non è semplice poichè il protagonista maschile è un prete e l’autrice tocca temi difficili e delicati. Il lettore potrebbe non comprendere quello che accade, ma l’autrice riesce a creare una parabola di crescita che porta a capire ciò che può essere accaduto a quell’uomo, perchè di uomo si tratta.
Brava!
La cover… può trarre in inganno ve l’assicuro. L’interno è molto ben curato con delle immagini in bianco e nero veramente belle.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!