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Recensione: I sotterranei di Notre-Dame di Barbara Frale. Newton Compton editori

I sotterranei di Notre-Dame Book Cover I sotterranei di Notre-Dame
Barbara Frale
Thriller
Newton Compton Editori
4 gennaio 2018
Cartaceo, eBook
263

PARIGI, 1301. Perché il re di Francia e i suoi uomini più fidati si aggirano furtivi nei sotterranei di Notre-Dame? Che cosa stanno disperatamente cercando? Filippo il Bello è disposto a tutto pur di scongiurare un evento fatale per il suo regno e la sua discendenza. Anche a mobilitare i migliori consiglieri perché raggiungano Roma: proprio in Vaticano, sotto la protezione del papa, si nasconde il celebre Arnaldo da Villanova, noto come il Catalano, geniale e discusso medico di Bonifacio VIII, un tempo al servizio di Filippo il Bello, poi accusato di praticare la magia. Ora il re lo rivuole presso di sé. Per quale motivo? Il pontefice nutre dei sospetti su quella richiesta e teme che Filippo il Bello stia orchestrando un complotto contro la Santa Sede. Per questo affida il compito di indagare al nipote, Crescenzio Caetani, giovane studente in Medicina, e a Dante Alighieri, delegato della Repubblica di Firenze. Addentrandosi nei meandri della Biblioteca Apostolica, sfogliando inestimabili trattati medici del mondo antico, i due tenteranno di scoprire cos’è che tormenta il monarca più potente della cristianità. Un segreto che il Catalano, custode della tradizione magica dell’Oriente, pare conoscere, ma che non sembra disposto a rivelare…
Una terribile minaccia è nascosta nei sotterranei della cattedrale di Notre-Dame
L’unico uomo in grado di porvi riparo si trova in Vaticano
Perché il papa si affiderà a Dante Alighieri?

Una studiosa che ha dedicato anni di lavoro e altre opere a questo argomento… Si legge con gusto. Umberto Eco

Una delle primissime lezioni di scrittura creativa che ho appreso nella mia pur breve carriera da aspirante scrittore è stata: “scrivi di ciò che conosci”. Barbara Frale è una grande storia e conosce il periodo trattato nel romanzo come se fosse il suo presente. All’interno dei sotteranei di Notre-Dame c’è un intero universo di meraviglia. Voglio iniziare questa recensione con ciò che mi ha colpito di più, ovvero la maniera sublime con cui sono caratterizzati i personaggi. Sono disegnati talmente tanto bene che vivono di vita propria al di là della storia. La regina Giovanna, moglie di Filippo il Bello, donna forte e risoluta, innamorata e terrorizzata dall’idea di poter perdere il marito e allo stesso tempo decisa a far valere la propria autorità di sovrana della Navarra, o lo stesso Filippo IV, il cui personaggio emerge in tutta la sua potenza sono nel finale del romanzo, ma che con poche pennellate riesce ad squarciare il foglio in cui l’autrice l’ha posizionato per vivere con tutta la sua forza, o ancora papa Bonifacio VIII, abile politico e uomo di stato forte (si sa che in quel periodo il papa non era esattamente un ruolo spirituale), ma il mio personaggio preferito in queste duecentocinquanta pagine di romanzo è senza dubbio Elisabetta Caetani, la piccola Elisabetta che con la sua forza d’animo e intelletto riesce a districare la matassa che nel corso del romanzo si avviluppa tra Italia e Francia. Non di soli bei personaggi si può parlare in una recensione e aggiungo con piacere anche la gioia di leggere uno stile pulito sia nei dialoghi che nelle descrizioni e ovviamente l’ambientazione storica accurata fino all’inverosimile, ma non poteva essere altrimenti.

Ho volutamente tergiversato sulla struttura della trama perché qui, almeno per me, sono iniziati i problemi. I grandi maestri del genere ci insegnano che per scrivere un thriller ben congegnato occorre innanzitutto una storia chiara e ben definita a cui aggiungere suspence in gran quantità. Ne “I sotteranei dei Notre-Dame” ci si perde facilmente tra la bellezza delle ambientazioni, delle citazioni e dei personaggi e tutto il resto finisce per passare in secondo piano, anche perché l’autrice aggiunge elementi a iosa e finisce per concretizzare nella trama principale solo ciò che è funzionale alla sua scrittura. Disseminati per i capitoli del romanzo traviamo accenni a storie dall’enorme potenziale che nascono e muoiono in poche righe, come la comparsa di Giacomo de Molay, ultimo gran maestro templare, mandato al rogo proprio da Filippo il Bello, quando ho letto il suo nome la mia anima si è incendiata di gioia, ma i pensieri positivi sono spariti immediatamente insieme a quel personaggio. Altro caso eclatante è la presenza nello stesso tempo e nello stesso spazio di Dante e Bonifacio VIII, il papa che Dante ha condannato all’inferno nella Divina Commedia. Anche in questo caso si ha l’impressione che quel personaggio porti il nome di Dante Alighieri solo per permettere all’autrice di citare versi della Divina Commedia, poema che al tempo degli eventi il sommo poeta fiorentino stava ancora immaginando. Da lettore avrei preferito meno carne al fuoco, ma cotta a puntino piuttosto che un grande buffet di pietanze solo accennate.

Voglio concludere questa recensione parlando del finale. Ammetto di essere rimasto completamente spiazzato dalla scelta dell’autrice, mi aspettavo che i fili tessuti nel corso del romanzo venissero tirati e le storie chiuse, invece ho chiuso il libro con le idee chiare sulle sorti di Filippo il Bello e della regina Giovanna, ma dovendomi sforzare di immaginare la fine degli altri personaggi, ancora stordito da un finale comprensibile, ma controverso.

Nonostante le pecche testé evidenziate, “I sotterranei dei Notre-Dame” rimane un libro assolutamente consigliato agli appassionati di Storia Medievale e dei period-drama, non mi sento altresì di consigliarlo a chi è alla ricerca di emozioni forti, ingannato dal sottotitolo del romanzo “Un grande thriller storico”.

L’AUTRICE

Barbara Frale

Barbara Frale (Viterbo, 1970) è una storica del Medioevo nota in tutto il mondo per le sue ricerche sull’ordine dei Templari. Autrice di varie monografie scientifiche, ha partecipato a numerose trasmissioni televisive e documentari storici entrando nel dibattito internazionale su temi di vivo interesse per il grande pubblico quali il processo ai Templari e la Sindone di Torino. Nel campo della narrativa storica, ha pubblicato i romanzi La lingua segreta degli dei e Il gioco degli arcani, e curato, in collaborazione con Franco Cardini, la consulenza storica per la serie I Medici. Master of Florence in onda sulla RAI.

 

 

Gianni Mazza è nato nel 1981 a Ragusa, dove vive e lavora attualmente. Nonostante la sua formazione prettamente scientifico/informatica, si è dedicato alla scrittura e alla recitazione teatrale. Autore di poesie, racconti e sceneggiature, ha pubblicato il suo primo romanzo, Luda, nell’estate del 2015. La bestia di Brixton è il suo secondo romanzo.

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