I ritrattisti
Narrativa contemporanea
Il Convivio Editore
29 novembre 2023
cartaceo
312
Rea ha vent’anni, una vita comoda e un’unica grande ambizione: diventare scrittrice. Una notte lascia la casa dei genitori e prende un pullman verso la Città. Non farà più ritorno finché non avrà toccato il fondo e sarà riemersa con le sue forze.
Il romanzo "I ritrattisti" grida la sua bellezza fin dall’incipit. In un rimbalzo continuo fra io narrante e terza persona, si può scorgere tutta l’universalità di sogni e frustrazioni che, nella loro progressione, danno forma a fatti e personaggi, i quali assumono caratteristiche via via più potenti.
Accade, infatti, che la protagonista sia sempre più seducente, che ci si innamori di lei e del suo potenziale divenire, così come dei suoi amici scapestrati, con i quali si vorrebbe passare il tempo a zigzagare fra passatempi ludici e imprevisti drammatici.
E così si va avanti, senza mai voler concludere davvero, per il timore di trovarsi improvvisamente soli; e procedendo con fervore nella lettura di un romanzo limpido e frizzante, ma anche commovente, ci si pone la domanda fatidica di chi subisce il fascino di una narrazione: “Come andrà a finire questa storia?” (Mirea Borgia)
“I ritrattisti” è un romanzo di Lorena Gallo, edito Il Convivio Editore, che già dalle prime pagine grida libertà.
Libertà di essere se stessi, nel bene e nel male, di vivere come si vuole senza dar fastidio a nessuno e senza voler dare spiegazioni a nessuno.
Protagonista assoluta di tutto il romanzo è Rea che, a vent’anni, decide di andarsene dal suo paese per trovare la sua vera vita in Città. Nonostante la giovane età, capisce che non sta vivendo appieno… forse perché la mamma la opprime con le troppe attenzioni, forse perché le sta stretta la vita di paese? Questo si chiarirà durante la lettura.
Il romanzo non è semplicissimo da leggere, mi spiego. L’alternarsi del punto di vista del narratore con quello di Rea dà un buon ritmo alla lettura. Gli eventi scorrono scansionati dalle emozioni di Rea e dei suoi amici e il doppio punto di vista li fa apprezzare appieno. Avvengono moltissime cose durante gli anni in Città di Rea e l’attenzione durante la lettura va tenuta su tutti i particolari, per poter cogliere il senso completo legato ad ogni passaggio.
Secondo me, il testo di Lorena Gallo, potrebbe essere inserito nel genere romanzo di formazione, perché abbiamo la parabola della vita di Rea, i suoi cambiamenti a livello fisico, psicologico e comportamentale. Le descrizioni sono puntuali e molto approfondite, fanno si che il lettore si riesca a muove nello spazio e nel tempo insieme alla protagonista.
“Vivere come randagi era una libertà non richiesta a cui Rea si era abituata con discreta propensione […] Salda nella certezza che si trattasse di un momento transitorio, non aveva messo in discussione la sua scelta di essere lì”
Ricky e gli altri
Altri personaggi si alternano lungo il racconto. Tra questi, Richy attraversa insieme a Rea tutti gli anni in Città, dai momenti più bui, dove povertà e sofferenza erano le loro compagne giornaliere, alle feste smodate fino alla realizzazione dei loro progetti. Non tutti però.
Richy è colui che vorrà bene a Rea da subito, che la consiglia e la smuove, a volte anche in modo brusco. Lui è l’amico di sempre. Un ragazzo che vive a metà, che fugge dal suo paese per non continuare a essere giudicato e picchiato dal padre, che scoprirà se stesso quando mostrerà al mondo chi è veramente.
Forte e toccante la storia di Naslei: purtroppo, la parabola della sua vita si sente solo nei telegiornali e viene troppo presto dimenticata.
Ma alla fine cosa ne sarà di Rea? Vi posso solo dire che ha dovuto fare un giro immenso per ritrovare se stessa e un pizzico di normalità, che poi: cos’è la normalità?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!
Grazie a te per avermi dato la possibilità di questa bella lettura
Grazie mille Maura <3