I (miei) poeti rock
saggio
Hoepli
22 ottobre 2021
cartaceo
248
Rock è poesia quando si guarda allo specchio e ride, quando guarda la sua gente in preda alla disperazione e piange cantandola. Rock è tutto e il contrario di tutto. La voglia di raccontare divertendo e divertirsi raccontando.
Oppure è niente. Quel niente in cui rientra tutto. Quel niente che fa tutto per non farti sentire un niente. Chi è Rock nella vita? Tutti. Tutti siamo protagonisti della nostra vita. C’è chi lo sa e chi lo ascolta. L’ascolto della vita, silenzioso, è la forma di condivisione più alta. Ecco cosa è il rock allora, ascolto e condivisione.
Ascoltare tutto e condividere tutto. Questa è una lista di artisti diversi, da Bob Dylan a Jim Morrison, da Fabrizio De André a Tom Waits, che hanno saputo ascoltare la vita e l’hanno restituita a chi non la sentiva. Sono personali spacciatori di attimi
“Tutti i miei scritti hanno una base musicale: persino i miei romanzi” – Leonard Cohen
Avete bisogno di una lettura che vi entri nelle viscere ed inizi a scuotervi fino a farvi uscire le emozioni più nascoste? Bene, iniziate allora “I (miei) poeti rock” ed avrete proprio questo.
Già da queste primissime parole del grande Leonard Cohen avevo capito che questo libro mi stava parlando; io la penso proprio così, ogni testo ha bisogno di una sua musica, ed ogni musica ha bisogno di un testo a cui appoggiarsi.
E chi meglio di Vincenzo Costantino, per tutti noi “Cinaski”, può spiegarci meglio questo concetto?

Nessuno, perché proprio lui, che parla e racconta dei suoi poeti rock, è il poeta rock per eccellenza; ed in queste pagine, in cui ci racconta di eccelsi artisti, esce anche questa incredibile parte di sé. Della sua vita, del suo vivere, del suo capire. Ed il sottotitolo che ha scelto, Incontri tra Delirio e Realtà, è il suo modo per esprimere questo mondo.
Lo scritto riporta la storia di 30 artisti grandiosi, di 30 incontri, reali o immaginari, che l’autore riesce ad avere. Incontri intesi come momenti in cui si è reso conto della loro grandezza e ha iniziato pian pian ad innamorarsi dei loro testi. O del loro modo di vivere. O della loro essenza.
“Ci sono cose sconosciute e cose conosciute separate dalle porte della percezione” – Jim Morrison da “I (miei) poeti rock”
I (miei) poeti rock è sapientemente suddiviso in cinque parti, tutti con un titolo fortemente evocativo, riferito ai sensi, che ben rappresenta i grandi autori che contiene.
Si inizia con “Hearing – il rumore dell’assenza”, in cui troviamo artisti che per ascoltarli, e non solo sentirli, devi chiudere gli occhi ed azionare tutti quanti i sensi. E mentre ti culli fra le profonde parole ti lasci abbracciare da un ricordo lontano. Bob Dylan, Leonard Cohen, Jim Morrison, Jimi Hendrix, sono queste le icone con cui iniziamo; ed in un attimo siamo avvolti dalla magia. Dai pensieri offuscati che arrivano direttamente dal cuore.
Continuiamo con “Taste – il sapore dei giorni”, con la mitica Janis Joplin, il grandissimo Charles Bukowski, idolatrato da questa generazione come non mai e Bruce Springsteen, il poeta colto che parla attraverso la musica. Solo chi sa davvero toccare può capirne al pieno i pensieri e le parole.
Con “Touch – Il tocco dell’anima” scaviamo a fondo e ci perdiamo fra gli eterni testi di Fabrizio De André, dell’immenso Rino Gaetano e dell’inimitabile Franco Califano. Parole che sanno di noi, della nostra terra, del futuro che fortemente desideriamo.

Ed appena giro la pagina e leggo “Smell – Il profumo dell’anima”, spero di trovare lui, uno dei miei idoli; ed infatti in un attimo mi ritrovo davanti gli occhi profondi, dolci e tristi di Kurt Cobain. Ma quanto è tutto Kurt Cobain? Ma quanto può trasmettere con un solo sguardo?
Avrei potuto evitare anche di leggere gli altri artisti tanto Kurt già riempiva quei fogli; ma poi ho trovato Bowie, il grande David, il Duca, il dio, e mi sono dovuta ricredere. Ho solo pensato che tutti questi idoli in un solo libro mi avrebbero fatto impazzire.
Ed arrivando alla vista, alla “View – Occhi senza tempo”, ho sospirato cantando mentalmente un pezzo di Lou Reed, di Johnny Cash e di Joni Mitchell. E mi sono lasciata trasportare un attimo dalle mille sensazioni che vorticosamente si agitavano nel mio stomaco.
Una domanda su tutte, che continuava a ripetersi nella mia testa: ma come ha fatto Cinaski a scrivere questo libro senza perdersi in questi testi assurdamente incredibili?
Ma quanto ci ha messo per completare un libro che ti fa inchinare ad ogni pagina?
Credo un tempo infinito, perché se è vero che anche lui è un grande, ha davvero passeggiato fra le emozione dei grandissimi.

Quando, fra le prime pagine, nel suo modo unico di raccontare, Cinaski ci ha riportato davanti alla tomba di Jim Morrison, leader dei Doors, nel cimitero di Père-Lachaise, di Parigi, ho rivisto me stessa; me stessa, appena ventenne, che dopo un viaggio interminabile in treno si era trovata proprio lì.
Ed anch’io come l’autore avevo osservato quella tomba troppo piccola per la grandezza di Jim; ed anche io, come tutti gli altri visitatori amanti del cantante, mi ero chiesta come era possibile che in così pochi anni fosse riuscito a diventare immortale. L’immortale, Il re lucertola. Il nostro Jim.
“In sostanza il cimitero di Père-Lachaise, più precisamente la tomba di Morrison, era diventato nel mio immaginario il locale più bello di Parigi…
Il mattino dopo ero di nuovo lì. Salutato Jim, andavo in giro a cercare, scoprire. Poi tornavo. Era la canzone dell’assenza. Ero venuto per quello forse. Togliermi di dosso la leggenda.
E vestirmi di storia, poesia, di musica.
Una preghiera americana parlava in francese e in tutte le lingue del mondo” – I (miei) poeti rock
Questo libro è così, ti ci fa ritrovare, ti fa rivivere ricordi di grandissimo impatto. E ti fa perdere fra quelli dell’autore.
Ma ti perdi anche fra gli intensi ritratti dedicati ad ogni icona, creati da Carlo Montana, icona anche lui, che ha restituito una parte di essenza ad ogni “personaggio”. Così come le riflessioni, i testi di alcune celebri canzoni ed i brevi cenni alle loro vite, che un po’ ti fanno innamorare ed un po’ intristire.
Perché alla fine cos’è il rock se non un po’ di sana e vigorosa malinconia?
Il rock è il tutto ed il contrario di tutto.
È poesia e musica.
È amore e dolore.
Ma anche e soprattutto restituzione: assorbire ogni struggente emozione e rilasciare un infinito mondo di gratitudine.
E voi, cosa ne pensate di questi poeti rock?
Ne amate uno in particolare come me o vi lasciate trasportare da tutte quelle meravigliose voci?
E soprattutto, anche voi pensate che ci si può facilmente perdere fra queste pagine e ritrovarsi in un universo parallelo fatto di musica e poesia?
Io si. E sono davvero in buona compagnia.
L’autore di “I (miei) poeti rock”
VINCENZO COSTANTINO “CINASKI”, poeta-bardo, è un protagonista della letteratura italiana underground. Ha all’attivo diversi libri e raccolte di poesie così come performance letteral/musicali. Ha debuttato in libreria nel 2009 firmando con Vinicio Capossela In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall (Feltrinelli).

Appassionata di lettura e scrittura fin da bambina, ho scritto e pubblicato quattro libri. Moglie e mamma, passo le mie giornate ad inventare storie d’amore per emozionare chi le leggerà.