I disinnamorati Book Cover I disinnamorati
Frank Iodice
Romanzo
Eretica Edizioni
luglio 2019
cartaceo
204

Antonino Bellofiore è un giovane poliziotto di famiglia italiana emigrata in Francia. Vive a Nizza.  Antonino si vergogna del suo nome, diminutivo del nome paterno, secondo lui è troppo dolce; la sua personalità fortemente maschilista rifiuta qualsiasi forma di carineria.

Percorrendo la popolare Promenade, conosce Anisetta; anch’essa italiana. Studia psicologia. Sta preparando una tesi sulla psicologia amorosa e al contrario di lui, è intelligente, sensibile. Una ragazza fragile col nome dolce come il liquore, con tante paure che Antonino purtroppo, non riesce a placare.

 

“Le porte sono piene delle nostre attese, dei sorrisi che possono diventare più grandi quando la luce che viene dall’interno li colora, o più cupi se nessuno ci apre.”

 

Nella città turistica di Nizza, lungo la Promenade che profuma di mare e di fragranze che giungono dalle boulangeries, Antonino e Anisette s’incontrano, come se fosse una cosa logica per tutti, conoscersi in quel preciso luogo quando si vive lì.

Antonino è un tipo distratto, senza ambizioni, indossa calzini spaiati come i suoi pensieri e dà del tu a tutti, infischiandosene delle buone maniere. I suoi modi irrispettosi lo fanno sentire sicuro di sé, poiché è convinto che un uomo vero non deve somigliare a un damerino. Secondo lui, portare calzini spaiati e vestiti stropicciati è indice di libertà. Spesso ama farsi trasportare da ricordi per scoprire i motivi della propria esistenza, quelli che la sua memoria nasconde e per questo motivo dialoga spesso con lo specchio, simbolo della sua anima, perché solo con lei Antonino riesce ad essere sincero.

“Il malinteso. Questo, il peggior tranello in cui possiamo cadere quando amiamo qualcuno.”

I suoi “perché” si rincorrono veloci nella sua mente: ad esempio non si spiega perché la passione fra lui e Anisetta, mentre fanno l’amore, possa diventare improvvisamente totale indifferenza appena il loro abbraccio finisce. Oltre a quei loro momenti carnali, il loro rapporto è disastrosamente freddo e vuoto.

Anisetta, consapevole di questa freddezza, si chiede spesso perché continua a vivere accanto a un uomo simile. Lei sa che nel momento in cui ne capirà la ragione, sarà ormai troppo tardi.

La loro é una relazione spenta in una vita mediocre. Anisetta non si confida mai con Antonino; anzi, è sempre e solo lei che lo ascolta mentre si lamenta della propria esistenza. Lui si sente incompleto per colpa del padre che lo ha abbandonato quando era piccolo.

Un giorno Antonino riceve tre cartoline, le quali inspiegabilmente hanno più di trent’anni di ritardo. Non riesce a capire perché queste cartoline indirizzate a suo padre siano arrivate a lui. Inizia così una febbrile indagine su queste misteriose missive che riapre in lui molte ferite. L’indagine lo  allontana pian piano da tutto e tutti, anche da Anisetta, la quale sentendosi trascurata, si disinnamora lentamente. I loro momenti d’intimità sono più che altro dettati da necessità fisiche più che da slanci amorosi.

“E quando qualcuno diventa qualcos’altro, difficilmente ritorna quello che era prima.”

 

I due protagonisti tentano di capire il senso del loro legame amoroso, vissuto purtroppo diversamente da entrambi. A lei mancano le attenzioni che Antonino per sbadataggine e troppe cose date per scontate, non dà.  Il poco impegno che lui mette nel rapporto rischia di far crollare tutto, come anche la sua incapacità di amare. Il loro limitato impegno li allontanerà e quando lui si renderà conto di averla persa riuscirà a rimediare?

Lo stile del racconto è molto ricercato, personalmente ho molto apprezzato ogni descrizione, ogni stato d’animo dei personaggi perché scritto in modo elegante, sensibile. Ogni interpretazione va oltre il concreto e coinvolge il lettore con grande intensità. Ho particolarmente ammirato l’intelligente ironia di questo autore abilmente amalgamata a una romantica veemenza e destrezza con la quale trasforma gli oggetti in materia vivente, pensante, descrivendola persino come parte di una persona, strappando in questo modo un sorriso al lettore.

Particolarmente pittoreschi ed espressivi i riferimenti a ricordi della Sicilia, terra d’origine di Antonino, che ritroviamo nelle conversazioni delle vicine sui terrazzini confinanti. Con deliziosa destrezza l’autore descrive ricordi e usanze culinarie di tradizioni, raccontate dalle signore con un po’ di malinconica nostalgia.

Con estrema abilità, l’autore ci porterà ad un finale sorprendentemente sconcertante. Consiglio entusiasticamente questa lettura perché oltre al suo intelligente linguaggio, è gradevole, diretta e soprattutto mai noiosa.

 

Frank Iodice è nato l’otto febbraio del 1982, a Napoli, una delle più antiche metropoli del Mediterraneo, da cui ha ereditato culture millenarie. Napoli rappresenta il mistero più profondo della sua esistenza. Ha vissuto in diverse città europee e statunitensi, alla ricerca costante di una risposta ai tormenti tipici di ogni animo libero. Dopo gli studi universitari (una laurea in lingue pressoché inutile), decide di partire per gli Stati Uniti facendo i mestieri più disparati: il lavapiatti, a Miami, il veilleur de nuit (il lavoro che fa tuttora), l’autista di un vecchio poeta cieco, a Siviglia, il cartello umano a San Diego, in California, il controllore di volo ad Alicante. Poi ha insegnato italiano e tenuto conferenze nelle università, ha lavorato a bordo di navi cargo e da crociera e visitato molti paesi, i Caraibi francesi e americani, le isole del Mediterraneo. Ha vissuto in Spagna, Uruguay e Argentina, alla continua ricerca di nuove storie.

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